venerdì 20 gennaio 2017

solo di riflesso...

Un cactus che punge e tiene alla larga.

Un libro aperto, letto nei momenti meno opportuni.

Un fenicottero rosa tatuato dietro una caviglia, a difendere la leggerezza che non so vivere.

L'ennesima lamentela che non dico, ma che mi affolla la testa.

Una serata al cinema, dopo aver mangiato un hamburger con patatine...

Mi faccio un selfie, dove svettano i capelli rossi, e mi sento bella.

Perdere il filo sul tapis roulant mentre si suda troppo, ed i pensieri parlano sempre meno, perché non c'è ossigeno a supportarli.

Un paio di altissimi tacchi a spillo, di quelli che si notano e non passano inosservati, montati su una camminata perfetta.

L'iphone in mano, connesso, perennemente ed incessantemente.

Una fetta biscottata con marmellata d'arancia, che accompagna una tazza di latte e cioccolato, che coccola prima di iniziare la mattina.

La serie tv che corre dal tubo catodico, macchia il divano di pop corn, e rilassa una serata di solitudine.

Il pc che raccoglie fragilità, idee, invettiva e sogni... scrivere.

Vi pare mai di guardarvi da fuori, di vedere delle cose di voi che sono sempre così tanto vostre da sembrarvi veramente voi, anche se poi vi somigliano solo di riflesso?

mercoledì 18 gennaio 2017

alla ricerca di qualcosa da dire... per trovare qualcuno che sono

L'insonnia notturna è una brutta storia.

Perché, io non so come faccia, ma la notte amplifica i pensieri negativi, fa in modo che le paure diventino più grandi e minacciose, e fa vivere i tremori in 3D... ed io 
D E T E S T O il 3D!

Quindi, niente, vivo la notte tanto quanto il giorno, visto e considerato che quando dormo 3 notti mi sento fortunata all'ennesima potenza, e ne devo pagare tutto il dazio!

Un po' di punti a casaccio?
Così, tanto per cazzeggiare consapevolmente...

1- Sto guardando troppi film
Il ché sarebbe un'ottima cosa se io, chessò, facessi la critica cinematografica, la giornalista per qualche rivista di cinema o collaborassi per il ministero della pubblica istruzione (il cinema è una forma d'arte, no?), ma siccome non faccio assolutissimamente niente di simile, perdo tempo. 
Ecco cosa faccio. 
Perdo tempo punto basta e stop. 

2- Sto spendendo troppi soldi.
Il ché sarebbe un'ottima cosa, o comunque sarebbe decisamente meno riprovevole, se non fosse che ho solo un lavoro part time, non godo di una rendita da ereditiera, non ho ancora scritto un best seller di quelli che fanno guadagnare i milioni e fanno invitare da Fazio... anzi! Sono sostanzialmente povera, e non avrò mai un conto in banca fiorente. 
Mio malgrado. 
Però ho un guardaroba fighissimo. 

3- Ho mal di schiena.
Ho 31 anni, di qui a 4/5 mesi 32, ed ho mal di schiena.
Un dolore alto, in mezzo alle scapole, che si è accentuato da quando faccio 3 volte a settimana crossfit.
Però non posso rinunciare al crossfit, il crossfit mi calma, mi fa uscire l'incazzatura insieme alla fatica, e mi piace.
Però ho male alla schiena.
Come le vecchie.
Ho male alla schiena come le vecchie, perché sono vecchia... diciamo che ho anche qualche ruga di troppo, intorno agli occhi, vicino alle occhiaia color verde e viola... e non posso attribuire la colpa a qualche incontro di boxe finito male... però forse dovrei iniziare.

4- Odio ed amo le mie amiche.
Qualche anno fa ho iniziato a riappropriarmi delle mie amicizie femminili, convinta che il girlpower avesse quel potere coadiuvante, del quale una donna avesse forzatamente bisogno. 
E diciamo che non sono tutte rose e fiori come potrebbe essere...
...l'amicizia con gli uomini è più difficile, perché ci si muove sempre un pochino sul piano della tensione erotica, anche quando non pensi minimamente eroticantemente all'uomo che hai davanti, che alle volte nemmeno vedi come un uomo a dirla tutta tutta... MA con le donne c'è il problemone della competizione mentale e dell'invidia viscerale. 
E questo è uno stra cazzo di casino.
Perché gli uomini li puoi gestire, ed il confronto con loro è sempre ridotto e riduttivo, ma le donne quando mai sono gestibili? Dai, noi donne non siamo gestibili praticamente mai... e, giocoforza, noi non siamo gestibili nemmeno quando ci relazioniamo tra noi. 
Però come faccio senza di loro?
Loro che si accorgono della tristezza negli occhi.
Loro che si rendono conto di quando facciamo finta e non ce lo fanno pesare.
Loro che ci ricordano che siamo in gamba, perché lo siamo per davvero, e che ci fanno presente che dobbiamo impegnarci per essere felici, perché sanno quanto la nostra felicità stia a determinare la nostra riuscita.
Ecco, in questo le donne riescono. Gli uomini mai.

5- Prego per le cose sbagliate e non mi concentro sulla realizzazione di quelle giuste.
Parlavo con il Paparotto Gigiotto, e gli dicevo che vorrei tanto, tantissimo, essere una di quelle che si accontentano di quello che hanno, e che lo fanno senza sforzo, e che quindi non è che si accontentano, banalmente loro accettano. Accettano la vita che hanno, quello che è stato loro concesso, ciò che è loro stato assegnato in sorte. E lo fanno con predisposizione crescente al sorriso. 
Non piangono augurandosi qualcosa di più, non si arrampicano sulle alture del possibile fallimento, perché hanno già affondato le mani nella certezza del consapevolmente attraibile. 
Le altre persone.
Perché io non sono in nessun modo capace di farlo.
Mio padre ha ragione.
Io non so accontentarmi.
Io cerco, continuo a cercare.
Dio Santo che palle.

Sono una lagna.
Sono pesante.
Sono quella con picchetto e caschetto da esploratore.
E mi faccio venire un sostanziale vomito di me stessa e della mia condizione.
Si.
Vomito.

lunedì 16 gennaio 2017

Voglio. Fortissimamente voglio.

Dormire più di tre ore a notte
Due nuovi tatuaggi
Tulipani in casa
Sushi come se non ci fosse un domani
Capelli più lunghi, ma sempre rossi 
Il concerto di Jax/Fedez è quello della Amoruso
I weekend a Torino Bologna e Berlino
Un paio di stringate verdi glitterate Moschino
I pop funko dello Snaso e di Severus Piton
Tre/quattro chili in più 
Andare da Starbucks
Leggere la trilogia di Kent Haruf
Vedere tutta la saga Harry Potter in dvd
Mettere il top di pizzo coi pantaloni militari
Prendere una sbronza sonora
Ricevere QUEL messaggio o QUELLA mail
Un oroscopo che dica la verità
Sentire di nuovo i profumi
Un correttore che copra le occhiaia davvero
Non essere così tanto celebrale
Essere Chiara Ferragni
 

Non so la vostra, ma la mia settimana parte da qui.

venerdì 13 gennaio 2017

Domani un altro giorno ormai è qua

A fine novembre, nella cassetta della posta, ho trovato il catalogo dei giocattoli dell'Auchan, uno dei supermercati vicino a casa.

Erano anni che non mi accadeva, e non ho potuto fare a meno di sentire il cuore tenerino tenerello...

Quanti ricordi!

Arrivava a casa, ed io e Jn, ci metteva a fare un pallino o una crocetta in parte alle cose, a seconda che il regalo lo volessi io oppure lei.

Sebbene si sia state viziate tutte e due parecchio, io ho sempre avuto più perseveranza nel battere i piedi (trad. ero più scassa balle) e l'ho avuta vinta più volte... ergo se una cosa piaceva ad ambedue, era molto molto probabile finisse nel mio bottino...

Ca va sans dire?
Posso assicurare che, però, lei è sempre stata la più coccolata... giusto per pararmi un po' il deretano...

Ciò posto, la presenza di un catalogo di giocattoli in casa, stride profondamente con la sua essenza.

No, dai, questa è una bugia, perché se si entra nel mio studio, tappezzato di Pop Funko, di album da colorare e di oggettistica degna dell'ultima alunna della terza elementare dell'istituto, si percepisce un non so che di sedimentata immaturità infanzia.

Però a casa mia non ci sono bambini.

Ed io avrei voluto che ci fossero.
Mi aspettavo un Natale, se non con un poppante, almeno con un pancione.
Ma non è successo.
Non accadrà.

È tanto che non affido questo pensiero a queste pagine, quasi avessi voluto soffocarne la portata, quasi avessi preferito tacerlo a me stessa, fingendo non fosse adatto vero che mi turbava... e forse, tutto sommato, mi sono abituata così tanto nella recitazione del ruolo, che mi ci ero abituata pure io... ed avevo creduto a me stessa.

Sotto Natale, festa insidiosa per il cuore infestato dai pensieri, si acuiscono le mancanze e si fa palpabile tutta quella parte di rinuncia e di sottomissione, che ci portiamo dentro... giocoforza mi sento di dover ammettere che, guardando Instagram e facebook, ho finito per lasciarmi corrodere da invidia e gelosie...

Poi è successa una cosa.
Un messaggio pieno zeppo di foto di una bellissima bambina color ebano, che aveva arricchito la vita e la famiglia, di due persone splendide, che l'aspettavano con ansia.

E tuttavia non si erano persi nemmeno un attimo da vivere, fermi col cuore ad un'attesa imperante, ma veloci con gambe e ragione, alla ricerca della vita da vivere, nonostante.

Nonostante...

Che parola bizzarra e al contempo pesante, e comunque liberatoria.

Nonostante.

Presuppone che non tutto sia andato sencondo i piani.
Lascia intendere che ci sia stato male e bene alterato ed alternato.
Si palesa nella sua accezione dissonante, e si denuda un tantino, senza filtro, senza stratagemma.

Nonostante me stessa, ed i miei tentativi di sabotarmi, ci sono.

Vivo e lotto.
Ho un tatuaggio bellissimo, che ha un paio di mesi, ed è una Patalice Super Eroina, che si appoggia ai libri, ed in testa ha un cuore rovesciato, essendo insensatamente lontano da lei il senso.

Io non amo Vasco, sono una che per Ligabue  farebbe carte false, ma c'è una frase del cantante di Zocca, che non mi riesce di non pensare, oggi come spesso...

Sai che cosa penso? Che se non ha un senso, domani arriverà, domani arriverà lo stesso...

mercoledì 11 gennaio 2017

40 anni innamorati

L'amore non è uguale a tutte le età.

Ho scoperto l'acqua calda, ma l'ho scoperta, ed ora ci sguazzo, felice e allegra, contenta di poter fare riflessioni su una cosa assodata, ma per me fondamentalmente novella. 

Il mio amico Menny sta sperimentando l'amore a 40anni, dopo un ventennio circa di singletudine intervallata poco e male.

Lei, la conosco da prima che conoscessi lui, mai frequentate molto, mi ha sempre lasciato nel cuore l'aurea della dolcezza, che io che ne sono sostanzialmente priva, apprezzo come poche altre cose...

Si sono innamorati.
Così come deve accadere, semplicemente in una situazione difficile.
Perché, Tiziano Ferro è depositario della verità, e che l'amore è una cosa semplice non è vero... di più! 

Però a quarant'anni è strano vederlo così nudo, partecipe a se stesso e lontano da tutto il resto... senza la vergogna ne la paura ne l'orgoglio esibito, tratti così tipici dell'età della ragione.

Loro due, così consapevolmente esposti, si ricaricano l'uno dell'altra, e sembra non esserci luogo che li inibisca, o situazione che li fermi.

Certo, possono essere vittime consapevoli dello scherno, e della frecciatina, ma se ne fregano, occhi (a cuore) negli occhi.

Forse mi anima un po' di invidia.
A me, che questo tipo di amore l'ho scansato, ed ho sempre preferito abbracciare gli amici che i partner, più certa dell'esserci per sempre di chi non mi vedeva dormire mezza nuda (e parlo dei morosi!). 

Forse ho perso qualcosa escludendolo, avrei dovuto e potuto godere di un emisfero differente da quello confortevole in cui vivevo io le mie storie d'amore, che lo si sa che fuori dalla comfort zone trovi la tua Vera io... ed io non mi ci sono cimentata mai...

Cattiva Patalice. 
Cattiva.
...e se fosse troppo tardi?

lunedì 9 gennaio 2017

buona vita, pensando alla morte... allegria portami via!

Ossessioni di inizio 2017

"People help the people" di Birdy.
...ho anche detto a Jn che, insieme al classicone dello strazio "Everybody hurts", la voglio al mio funerale.

Sono macabra.
Ho una lista funerale.
No va beh, non fate quelle facce lì...

Io sono una che con la morte ci ha dovuto fare i conti presto, e poi mi ha sempre un po' attratta.

...che ora mi rileggo e penso di me molto peggio del peggio che state elocubrando voi, ma è così...

Quando ero una ragazzina, la Patalice appena ventenne, mi venne consigliato di togliere la patina di tabù dal concetto di morte, per viverlo e vederlo in un modo più friendly.

Ci tengo, non sono del tutto pazza, ho una personalità pazzesca, che è tutto un altro cinema.

Comunque, per toglierle l'alone da velo nero e cadaveri, ho scelto di incasellarne i dettami, come faccio con un po' tutte le cose della mia vita.

L'ho resa pratica e pindarica, esattamente com'è la mia esistenza, e ci sono pure riuscita.

Ho un quadernetto con gli appunti su come voglio la mia cerimonia funebre, perché il mio bisogno di controllo e controllare, possa ergersi anche dopo di me.

Ho scritto che vestiti, che fiori, che musica... quasi così non facesse più tanta paura, quasi come se fosse una parte donne, ne più ne meno bella di altre.

Una parte.

Vedere prima che accada il mio funerale, dopotutto è uno dei tre desideri che chiederei al Genio, mi fossero accordati, non lo libererei dalla schiavitù e mi terrei gli altri due per ben più futili motivi. 

Mamma mia.
Ma che post!

venerdì 6 gennaio 2017

...ci pensiamo lunedì...

...e con oggi le feste finiscono.
Che poi, con il fatto che è venerdì, quindi c'è ancora il weekend di fronte a noi, mi pare di poter posticipare ancora un po' il momento del comitato dal Christmastime.

...in soldoni, dato che ci sono i saldi, questo fine settimana mi dedico a farmi spennare, e per il disbrigo della casa da parte di palline e compagnia rampante, ci penso lunedì.

Come è iniziato il vostro 2017?
Io non mi sono ancora abituata alla fine del funesto, ma appena capisco come si fa... fatti sotto 17! io non ti temo!

Però la tristezza funesta mi ha mollato, e questa è una cosa che amo follemente di me, un bel giorno, mi sono svegliata un bel giorno, senza se/mai/però/chissà, ed ho tolto i tendaggi della disperazione e del malumore, per lasciar rientrare il sole.

E funziono meglio.
Dico sul serio.

Mi impegno in cose, vedo gente, faccio progetti, mi scrollo di dosso il letargo forzato che mi stava incupendo e mi prendo tempo per me.

Leggerezza. 

La parola del mio 2017.

Ho i biglietti per due concerti, e probabilmente li prenderò anche per altri due; tre weekend fissati a breve che mi entusiasmano follemente; un viaggio nella testa che ha una destinazione che conta di più il tempo che ci investirò che altro; parti più o meno imminenti di amiche super panciute o meno panciute ma che diverranno super; ed una quotidianità da rimontare secondo le nuove direttive che la mia testa (di cazzo) elocubrerà.

Cambiare fa paura.
A me tanta.
Ma ce la posso fare.