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BEAUTY MY LIST rendiamola virale ragazzuole!

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Da quando "Vanity Fair" ha cambiato Direttore, ammetto che mi piace decisamente meno.

Io, che lo leggo da quando è uscito, e che lo apprezzo da sempre, seppure le sue idee intellettual-sinistroidi siano un po' troppo per la sottoscritta, non mi ci ritrovo più tanto da quando Luca Dini ha lasciato il trono.

Innanzitutto i personaggi intervistati sono di livello minore, i reportage sono più smaccatamente politici, gli approfondimenti hanno smalto più opaco, e poi mancano le Lettere al Direttore, e la forza descrittiva di certe firme che sono andate perdendosi...

Eh va beh, sofferenza da lettrice affezionata.

L'unica cosa bella è che, verso la fine, anch'essa un bel po' più risicata rispetto ai fasti di un tempo, c'è questa "Beauty My List", la quale mi incuriosisce, sebbene riguardi spesso personalità delle quali ignoro quasi sempre il nome.

E' una sorta di lista, nella quale l'attrice o modella o divina diva, di turno, si mette a spiatte…

Regina del dramma fatti da parte!

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Oggi ho deciso di non rincorrere una possibilità perché sono felice di quello che ho.

Per qualcuno è una cosa logica, per altri è banale, potrà anche apparire folle ad altre persone ancora, ma per la Patalice che sono sempre stata è una novità incredibile, entusiasmante e totalmente inattesa.
Sono solita cercare. Cercare cercare cercare. Una sorta di cane da tartufo instancabile, perennemente impegnato a dannarsi l'anima per trovare un senso, quando non è detto che tutto ce l'abbia. 
Anche quando, tutto sommato, le cose vanno abbastanza bene, e si può esserne discretamente soddisfatti, io trovo l'escamotage perfetto per disfare i piani della serenità, mettendo in gioco la variatio del dramma.
Eh si, sono la REGINA DEL DRAMMA.
Lo sono da tempo immemore, probabilmente da quando mi hanno concesso di esserlo le persone intorno a me, che mi hanno spesso vissuta in quel mix di amore travolgente alla mercé dell'accondiscendenza nei miei confronti, e di paura per il pessimo c…

e poi c'è un quando che riassume

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Quando mi sento brutta:
metto il rossetto rosso, mi faccio fare la pedicure,
vado dalla parrucchiera, e indosso i tacchi alti.

Quando ho voglia di coccole:
bevo cioccolata calda, mangio biscotti al burro,
mi faccio la maschera al viso, e leggo sotto il plaid.

Quando devo mostrarmi forte:
mi ammazzo di palestra, faccio i mestieri più pesanti,
aggiungo una novità nel quotidiano, e organizzo organizzo organizzo.

Quando la mia sveglia suona troppo presto:
faccio maratone di serie tv, cucino dolci che non dovrei mangiare,
consumo gli occhi sulle pagine dei libri, e mi immagino scrittrice vera.

Quando mi viene il magone:
cammino per le strade della mia città, chiedo ad un'amica di fare merenda,
prendo un quaderno e scrivo, e mi siedo parlo con Dio e piango.

Quando mi perdo:
vado in macchina con Jn, passo la mano su Rudel,
mi lascio abbracciare dalla SuperNonna, e guardo fotografie.

Quando ho bisogno di scappare:
mi prometto un viaggio, scrivo messaggi,
compro vestiti che non indosserei, e gua…

il tempismo, il dolore, la vita, e tutto quello che rincorre il tutto

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Screzio pancreatico.

Vacca gallina puttana.
(...e scusatemi il francesismo....)

Me lo dovevo aspettare, perché era un buon periodo,
ed io lo so che il mio karma ha un tempismo da rinculo,
che è svizzero nel suo ticchettio bastardo dentro.

Mi allenavo bene,
ero pronta anche a ricominciare con la corsa;
il nuovo lavoro mi stava entusiasmando e mi ci sentivo anche capace;
stavo riassettando i rapporti, tutti e bene;
riuscivo a mantenere un grado accettabile pure nell'organizzazione della quotidianità,
hai detto niente hai detto.

E martedì mattina mi sveglio con un dolore che mi acceca,
prendo una tachipirina perché lo capisco subito che è il pancreas a farla da padrona;
mando un sms alla mia dottoressa,
e mi preparo ad andare in ospedale e a disdire il parrucchiere.

La sera prima andava tutto benone,
e la mattina dopo vedo le stelle e mi sento nel baratro.

Analisi alte in modo patologico,
ma il dolore si sopisce,
rifiuto di andare al pronto soccorso,
perché altrimenti mi ricoverano,

in post che mi ricordano ricordi...

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Mi imbatto in una blogger che, per mea culpa mea culpa mea grandissima culpa, non sapevo fosse una scrittrice di quelle toghe, di quelle che viene pubblicata nientepopodimenoche da Bompiani...

...e pensare che mi ha pure commentata più di una volta, corpo di mille balene...

E' un po' come quando Mirko Ronzoni e La Pina mi hanno messo il like su un commento alle loro foto Instagram, ero gasata senza un vero motivo...

O quando commento un articolo sulla pagina Facebook di Vanity Fair, e gente di tutta Italia si complimenta o mi da man forte...

Cioè, hai il solo merito di stare ore ed ore sui social, e di saper mettere insieme due pensieri e quattro parole in italiano corretto... e mica sempre, e mica per sicuramente!

Comunque, dicevo, leggo e seguo e mi interfaccio con una blogger che ha pubblicato un libro che pare essere molto caruccio (ma mi riprometto di investire dei soldini, nell'acquisto dello stesso) e che parla di dolci ricordi, e di quelli che terrei con me più vo…

la paura che ho di un naso rosso

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Avrò avuto al massimo dieci anni.
Però forse meno.

La SuperMamma era venuta a prendere me e Jn in piscina,
ed io avevo la febbre alta.

Imbacuccata in una coperta fatta a mano dalla SuperNonna,
con le guance in fiamme ed una pezzuola fresca sulla fronte,
mi avevano stanziata sul divano di fronte alla tivù,
dicendomi che dovevo dormire.

Io però non ci riuscivo;
gli occhi lucidi,
la mente appannata,
i brividi alternati alle botte di calore.

Jn va a dormire,
o forse sta sul divano anche lei,
a far finta di essere ammalata pure lei,
o a far compagnia a me,
però dorme,
non dormicchia,
non è dormiveglia agitato il suo.

Il mio si.
Ed è sudato.
Ed ha le ghiandole infiammate,
la gola stretta,
la temperatura alta.

Troppo.

La SuperMamma è giovane.
Bellissima.
Bionda con gli occhi azzurri ed il sorriso innocente.
La SuperMamma è una principessa,
ed è leggera e ride tanto.

Però non è attenta.
E' una mamma bravissima su tante cose,
ma su tante altre è troppo poco attenta.

Ancora oggi,
lei sa ch…

fiduciosamente

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Sono tra le quattro o cinque menti malate, presente nel Paese dove si mangia meglio al mondo, che ama il gusto del pollo.

Si, il pollo pollo.
Quello bianco, che non sa di niente, se non lo insaporisci col tutto.

Ed invece, a me, piace proprio così, banalmente alla piastra, sbruciacchiato di cattiveria, assolutamente non sottile, ma anzi bello spesso, che si cuocia quel tanto che serve da renderlo bello stopposo, che ci devi bere dietro due/tre litri di acqua almeno, affinché non ti faccia un groppo omicida in gola.

Ieri sera avevo voglia di pollo.
Banalmente di pollo, tanto pollo, tanto stopposo pollo arrostito con una crosticina bruciacchiata che anneriscono i denti e che mia suocera direbbe che fa venire il cancro (giuro, nel trasloco mi ha fatto buttare una pentola, giustamente, perché era trooooooppo rovinata).

Sono andata dal mio macellaio di fiducia e ne ho comprate tre fette.
Le ho cucinate, dopo aver lessato un paio di patate gigantesche, e mi sono fatta una cena galattica, f…