mercoledì 26 aprile 2017

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O

una bella parola
non c'è che dire

vengono in mente i soldi
e la speranza
la speranza di fare soldi

se ti allontani un istante dall'immediatezza dell'associazione di idee,
tuttavia,
la cosa che mi rimane impressa è l'idea di fiducia

quando investi
scegli consapevolmente di assumerti dei rischi,
vero.

ma è altresì vero che ci metti del tuo
e questo è bello

investire in un progetto
investire in un'idea
investire in un sogno
investire in un'aspirazione

ma anche
investire in un rapporto
investire in una persona
investire in una vita

ecco si,
investire in una vita

una vita che non è detto sia quella che sei destinato a vivere
una vita che non è detto sia quella per la quale sei stata creata
una vita che non è detto sia esattamente come la volevi tu

e ci investi lo stesso
nella tua vita sbagliata
sotto ogni punto di vista
scoglionata, depressa e mutilata

ecco in quella vita lì,
quella che hai,
che ti è stata data,
che è tua,
tu hai il diritto, anzi il dovere,
di investire...

perché se è vero che c'è un rischio
è anche vero che se questo rischio non lo corri
ti togli il privilegio di vivere
e quello,
al netto della sofferenza,
è un gioco al massacro che non vale la pena mai.

lunedì 24 aprile 2017

invest in yourself... che è più meglio

Fate un favore a voi stessi.

Imparate a stare da soli.

La qualità del vostro tempo, della vostra solitudine, del vostro peso sociale, ha una sua essenza, ed una vitale importanza... tanto vitale quanto siete disposti ad accordarlo loro.
Rendetevi conto di chi siete e di quanto contate per voi stessi.

No, non è l'incipit del peggior libricino motivazionale che potrebbe capitarvi di leggere, è una cosa che vorrei davvero passasse.

per quanto abbia finto di essere capace di esserlo, non sono una Yes-man, perché sono convinta di non averne le doti e nemmeno i numeri, e so di non poter vantare il fatto di essere positiva ottimista e gioiosa sempre e comunque, dire che non ho il sole dentro che si sprigiona fuori, cambiando la vita e l'umore delle persone, è dire una verità inappuntabile...

...tuttavia...

...vuoi l'età che inesorabile avanza, vuoi che sto riflettendo sulle persone più di quanto non dovrei/vorrei, vuoi che mi sono lasciata deludere ancora e ancora; ma, ultimamente mi sono resa accorta che viviamo sempre più corazzati sotto il peso delle opinioni altrui, e questo decisamente non va bene!

Verrebbe da chiederci perché non possiamo vivere come gli abitanti di Beirut...

No, non sono ubraica alle 9:00 del mattino, e nemmeno ho sparato una città a caso, il fatto è che, un mio cliente, l'altro giorno, mi ha spiegato che gli abitanti di Beirut hanno visto la guerra, sono sopravvissuti, ed ora vivono ogni giorno, come se fosse l'unico giorno,non si tratta di ultimo ne di primo di sorta, ma di unico giorno.
Una responsabilità bella tosta, direi che migliora la vita, il modo di viverla e di guardarla, ma che permette anche di essere più realisti e fatalisti nei confronti della sua stessa esistenza.

Cioè, rifletteteci un attimo: essere davvero veramente capaci di vivere alla giornata, con il simbolismo di 24 ore uniche, delle quali godere, non dovrebbe portarci a fare ciò che realmente ci rende felici di essere ed esserci?

Dai, dopotutto, se poteste avere un giorno solo a disposizione, davvero lo sprechereste con persone che non vi piacciono? Facendo cose che non sopportate? Seguendo le convenzioni convinte di una società che vi ha ammorbato, e non si stufa di farlo?

...voglio sperare non siate veramente così sciocchi...

E, alla soglia del 32esimo compleanno da festeggiare, nel solito trambusto social di idee per i regali che vorrei mi fossero fatti; scelte sbagliate compiute perché mi fanno sentire meglio, e decisioni prese con gli occhi tappati ed il naso che non inala profumi o puzze di sorta; mi sono fiondata su un'idea di domani che potesse farmi sorridere il cuore... e se sono rose fioriranno!

venerdì 21 aprile 2017

tag di lettura... perché sfoggiare un po' di cazzi miei è sempre cosa buona e giusta, anche prendendo la scusa della cultura

1. A quale autore ti rivolgi quando hai voglia di rileggere un libro?
Non amo rileggere.
Non ho riletto nessun libro, fatta eccezione per il "Piccolo Principe", ma quello non conta, perché io lo venero come un testo sacro, e scommetto che gli integralisti islamici il Corano l'avranno letto più e più volte... 

2. Di quale autore ti assicuri di accaparrarti ogni nuova uscita non appena viene pubblicata?
Chiara Gamberale.
Mi piace moltissimo il suo modo di scrivere, ma soprattutto mi piace quello che affronta: piccoli drammi di tutti i giorni che hanno un sapore di saputo, eppure viene sempre fuori una piccolissima scintilla che ti fa dire "a cazzo, ma è vero!"... 
Una volta vivevo per quello che scriveva Fabio Volo, si, fustigatemi perché ne avreste tutte le ragioni possibili ed immaginabili, ma lo debbo ammettere, devo sputtanarmi un po'... se no che gusto ci sarebbe?

3. Quale autore stai seguendo fin dalla sua prima uscita e pianifichi di continuare a seguire ancora per lungo tempo?
Oddio... no penso non ci sia nessuno degno di tale fanatismo... non riesco ad essere una groupie così spudoratamente infocata... mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa!

4. A quale autore, che non hai apprezzato quando hai letto per la prima volta, vorresti dare una seconda possibilità?
Gramellini, indiscutibilmente Gramellini.
Mi hanno regalato "Fai bei sogni", e ci sono ben pochi altri romanzi che sono stati in grado di farmi innervosire nello stesso modo... però, quando leggo le sue risposte su Vanity Fair, in quella specie di rubrica del cuore che vorrei tenere io, ma che fa lui, ritrovo molta dolcezza nelle cose che scrive, e mi viene una gran voglia di approfondirlo, e lo farò, giurin giurello lo farò!

5. Quale autore che ha smesso di scrivere vorresti che tornasse a pubblicare qualcosa di nuovo?
Mah... francamente al momento non è che mi venga in mente chissà chi... però, se dovesse tornare in vita, giuro che un romanzo di Leopardi ed uno di Dante, lo comprerei sicuramente... ed anche se il primo fosse deprimente ai massimi livelli, ed il secondo non fosse una menata allucinante e mono-argomentativa sulla "solita" Bea, mi ci fionderei lo stesso!

6. Quale autore avresti voluto iniziare a leggere prima?
Kent Haruf.
Lo so che ora è spinto da tutte le librerie del globo, e che i blogger lo elevano alla genialità più assoluta, ma io, da snob quale sono spesso, l'ho inizialmente snobbato, ed ora sono dipendente come i lavoratori pubblici, attaccata a lui come loro alla seggiolina e al posto fisso!

7. Quale era il tuo autore preferito quando eri una giovane lettrice/un giovane lettore?
Sono passata da Andrea De Carlo, a Sveva Casati Modignani, e va beh, il già citato Fabio Volo, e su nessuno dei tre ho perseverato nell'affetto e nella perseveranza... e non mi dispiace nemmeno un pochino! 

mercoledì 19 aprile 2017

loro può, io no

Sapete quando vi prende la voglia?

Si quel momento in cui, va bene tutto, ma "quella" cosa la dovete avere per forza?

Ecco, io, praticamente tutte le mattine, mi sveglio, ed invece di essere leone che insegue gazzella, sono bradipo che insegue il ginseng.

E' una droga, ne sono consapevole, ma non voglio ne posso fermarmi.

Così, la mattina, poco prima di mettermi dietro la reception, ed iniziare la giornata lavorativa, mi concedo il lusso della tazzona al banco, con l'aggiunta della cannella, e la coccola di un po' di caos da bar, nelle prime ore della giornata.

E' un lusso, lo ribadisco.
Un lusso che non mi stanco di concedermi e che mi piace cullare.

Vado in questo locale a prenderlo, dove mi sento quasi di casa, un po' perché Jn ci ha lavorato a lungo, un po' perché, abitando in un paese, la dimensione è quella del "alla fine, ci conosciamo un po' tutti..."

E niente, perché narrare di questo vizio?
Per dimostrare una volta di più quanto io sia figlia di papà?
Per rincarare la dose sulla fatica della vita da Patalice?
Per farmi rimproverare dai salutisti, circa l'effettivo benessere da ginseng?

No, no e ancora no!

Ve lo scrivo come premessa necessaria per esplicare un fastidio (ettepareva) che mi coglie, andando al bar ogni benedetta mattina:
se hai trent'anni il trucco non è più un optional, 
ma una necessità.

Punto.
Cioè, possiamo stare qui a discutere su quanto siano belle le ragazze acqua e sapone, su quanto un viso fresco abbia il suo perché, e su quanto non sia necessario imbrattarsi di cerone tutti i giorni che Dio manda in terra... ma sono tutte cazzate!

E me ne sono resa conto proprio bevendo il mio osannato ginseng...
Si, perché a servirmelo, sono due splendide waitress, di vent'anni o poco più, che la mattina mi accolgono gioiose e frizzantine come poche, sebbene non abbiano in faccia l'ombra di un correttore, e magari la sera prima abbiano fatto allegra bisboccia.

Ecco, loro può.
Nonostante non siano truccate, sono belle, perché loro può.
A vent'anni si può fare, ma a trenta no.

Care le mie coetanee mettetevi l'anima (peccatrice) in pace, evitate di rodervi il fegato che vi serve per supportare il metabolismo (rallentato) e fatevene una cazzo di ragione: loro può, noi no.

La natura mi ha, abbastanza, graziata, fornendomi un corredo genetico di tutto rispetto, con tanto di anni in meno dimostrati (o almeno così mi si suol dire...), tuttavia, da reginetta dei selfie quale sono, non posso esimermi dall'ammettere che si, c'ho le rughe.

D'espressione, per i sorrisi (ma quando mai?!), carine, vezzose, tutto quel cappero che vi pare, ma sempre di rughe si va ciarlando... e non voglio nemmeno aprire il capitolo sulle occhiaia, perché lì ci sarebbe davvero da scrivere e sottoscrivere un romanzo (dell'orrore) dalle dimensioni ragguardevoli!

30 anni sarà anche l'età migliore, quella più bella, quella della maturità ma giovane, quella della raccolta di frutti che ancora stai seminando, quella che appronta le basi per un futuro, ma è pure quella dove invecchi...

mannaggiadiquellavaccagallinaapiedinudi!!!

e lo sai!
e lo vedi!
e ti ci incazzi!
ma che ti ci incazzi a fare che tanto non puoi fare una beata!?

Va beh, la riflessione è la seguente: la mattina, se hai a che fare con delle fresche ventenni che sanno ancora di latte, evita di fare la splendida, pensando di non dimostrare i tuoi anni, ma apparecchiati come se andassi al matrimonio della cugina napoletana... non sembrerai più giovane, ma almeno l'autostima non subirà il temibile rinculo dello specchio!

martedì 18 aprile 2017

la mia amica usciva con uno

Rompere è dannatamente difficile.

La mia amica usciva con uno.
Non si parla di grande amore, nemmeno le premesse perché lo fosse c'erano, era un incontro di persone giuste nel momento sbagliato.
...o almeno questo era quello che credeva la mia amica!

Una pizza insieme andata così così, un giretto al lago andato decisamente meglio, quattro limoni e due strusciate, e lei aveva messo un punto alla cosa.

Peccato che la mia amica abbia trent'anni... 
Un'età che è una gran brutta bestia per una donnina
Ergo, si era convinta di dover insistere, e non l'ha mollato dopo quei due appuntamenti mediocri, tirando in lungo una situazione nata per morire.
E niente, dopo un mesetto ancora di frequentazione saltuaria, senza mai un fuoco d'artificio, o un picco di giuoia, la mia amica ha convocato l'ometto, per metterlo al corrente della fine del loro menage.

Ma lui le ha detto che non era d'accordo.

Così, con queste testuali parole.

"Mi spiace tanto, ma tra noi è finita!"
"Spiace a me, ma non sono d'accordo..."

La mia amica è rimasta basita.
Non sapeva come continuare la conversazione, visto che lui, dopo aver espresso il suo disaccordo, è andato avanti come se nulla fosse.

Attonita come nessuna, una volta risalita in auto, dopo aver bevuto un caffè particolarmente acido, ed aver anche ricevuto un paio di bacetti, e l'appuntamento per una cena due giorni dopo, mi ha chiamata dicendomi che non ha capito se è ancora impegnata, se no, e se si per quanto lo sarà.

Faccio presente che nemmeno l'ometto in questione, aspetta più la trentesima primavera da qualche anno, ha alle spalle storie pregresse, e non ha (evidenti) segni di mentecattesimo a definirlo; ergo, non mi spiego come mai si sia comportato così.

Appurato che la mia amica, al netto delle cose, è ancora impegnata con un uomo che non solo non le piace, ma che era convinta di aver scaricato, ci siamo interrogate su come sia fattibile lasciarlo per davvero veramente.

Renditi insopportabile.
Le ho consigliato.
Fa si che la sua vita con te sia un incubo, così che sia lui a volerti lasciare.

Ha storto il naso.
"Voglio essere io a mollarlo!"
Mi ha detto contrariata.

...siamo eterne sedicenni alle prese con il "...ti ho lasciato io, non tu!" e da questo non scapperemo mai!
Fattosta, che il problema permane ad esserci...

Ora, al netto di tutte le cose, non sappiamo ancora come andrà tra loro...
La mia amica pensava di non farsi più sentire, di non rispondere, di rendersi invisibile ed introvabile; ma viviamo in una piccola città, i posti che si frequentano sono un po' sempre quelli, ed abbiamo ponderato non sia giusto che lei vada in clausura, solo perché il suo uscente non accetta di essere ex!

Per il momento l'ha cancellato da facebook, e gli ha ribadito via whatsup, che tra loro è finita, sottolineando che, sebbene sia spiacente di doverne parlare via messaggio, lui non le ha lasciato scelta.

Stiamo aspettando risvolti con una certa apprensione ammetto.
Però le storie d'amore sono davvero straordinarie
Anche quando non c'è mai stato amore, e non c'è più storia!

venerdì 14 aprile 2017

la terapia per me

Ci sono cose che trovo terapeutiche, anche se hanno un retrogusto negativo...
o comunque biasimevole la loro parte.

Tipo fare i mestieri.
Mettermi grembiulino e fascetta in testa e simulare la più desperate delle housewife, con un trasporto che Bree Van De Kamp, ciaone proprio!
Che con la scusa della primavera, delle giornate più lunghe, della luce triplicata in casa, mi viene una voglia di rivoluzione che Che Guevara me fa na pippa.
E così niente, siccome io sono una che programma anche le volte in cui si lava i capelli, mi sono trovata a mettere giù un planning delle pulizie di primavera da qui alla fine del mese.
Quei mestieracci insopportabili, che la gente si ritrova a dover fare, senza voglia e con l'acqua alla gola, ma che a me sollazzano, manco si stesse parlando di un weekend in riviera romagnola!
E mettiamoci che bisogna pulire le piastrelle del bagno, passare i battiscopa e gli infissi, sbrinare il frezeer ed igienizzare il frigorifero... e mi fermo, perché se avevate una mezza opinione decorosa di me, direi che me la sto giocando facile...

E poi c'è lo shopping.
Che voi direte GRAZIE AL CAZZO, a quale donna dopotutto non vengono gli occhioni a cuore quando si parla di scarpe e rinvigorimento del guardaroba?
Però il problema sussiste quando spendete più di quello che vi potete permettere, ne siete perfettamente consapevoli, ma la cosa non vi blocca... ma per un cavolaccio proprio!
E allora vi ritrovate ad avere voglia di cosine carine nuove di pacca, che nelle borsine fanno quel delizioso crepitio, che mette i brividi di piacere che manco il limone più spettacolare del mondo sa fare altrettanto... e non importa minimamente se avete appena finito il cambio di stagione, ed avete appena rimesso negli armadi pezzi della collezione primavera/estate dell'anno scorso, ancora col cartellino attaccato! Qui è questione di principio...

Infine, ci metterei pure l'insonnia.
E qui potrei meritarmi delle scarpate in faccia, in special modo da chi subisce le mie tiritere sul fatto che dormo poco e niente, ma la vera verità, quella che non ammetterei nemmeno se mi doveste puntare una piuma sui piedi, è che io amo quelle ore in solitaria durante le quali, tutti dormono ed io sono lì, sveglia a strafare... e si, sebbene le mie occhiaia richiamino i panda e tutte quelle robe lì, io me ne stracafotto e me la godo! E che combino? Nulla... guardo instagram, leggo "Vanity Fair" o l'ennesimo libro che mi sta coinvolgendo, preparo i muffin, faccio colazione, sistemo i cassetti... mi prendo il mio tempo, ignorando non siano ore fatte per la veglia ma per riposare le stanche membra... che da morta avrò tutto il tempo per dormire, no? E poi, ultimamente, le riviste femminili, inneggiano a chi si sveglia molto prima dell'alba, che io mi sento di aver aderito ad un trend prima ancora che fosse tale... guardate un po'!

mercoledì 12 aprile 2017

...un buon tacer, non fu mai scritto...

I consigli sono un campo minato.
Diciamo pure che sono una giganterrima rottura di maroni.

E lo dico con rispetto e molto affetto.
Anche se potrebbe non sembrare.

Non che mi spiaccia particolarmente il ruolo della cattiva, tuttavia non vorrei vestirne i panni proprio in questa circostanza, perché, giurin giurello, non centra una fava di fuca!

...però le chiacchiere stanno a zero, ed i fatti sono proprio questi: i consigli sono un monumentale fastidio, perpetrato da persone tanto tanto brave all'apparenza, quanto infami inside! 

No, dai, ho generalizzato in malo modo, però, secondo me, se ci pensate un attimino, mi sa che non ho esagerato poi così tanto... 

Io sono una che si confronta. 
Lo faccio spessissimo, alle volte nemmeno solo con personcine delle quali ho chissà quale grande opinione, e dei qui giudizi, alle volte, me ne frega quanto l'aviaria suina, però mi confronto ugualmente, trovando pure ottime risposte ai miei annosi problemi!

Ho ottima opinione di chi mi si relaziona con chiarezza, mettendo sotto la giusta luce drammi o piccolezze, che io sottovaluto o enfatizzo, a secondo della situazione; e, sebbene a nessuno piaccia davvero la spietata sincerità, io so darle un valore, anche quando mi viene propinata, magari proprio per il mio bene, facendomi ammattire di rabbia laconica, mentre fingo di apprezzare.

Però, non prescindo dall'odio funesto verso le persone nate per sentenziare.
Sempre e comunque.
Dovunque e a qualsiasi costo.
Interpellate o meno.

E no, non si tratta di dire la propria con onestà o trasparenza, no davvero...
E' una branchia della ficcanasaggine più estrema.
E' un voler saperne una pagina in più del libro, pontificare con la boria del "quello che dico io ha un peso", il ché, per l'amor del cielo, è vera verità in senso lato, ma a questa definizione, si allinea spessissimo il pensiero che quello che dice quell'io, abbia il peso maggiore; e quest cosa non mi sta giù.

Chi sputa sentenze, ha il brutto vizio di credere nell'infallibilità biblica, del proprio giudizio e della propria idea, e questo vuol dire che si perde la possibilità di prendere cantonate pazzesche, di dire cagate impensabili, di fare passi falsi a tratti irrimediabili. 

Ebbene si, cari consiglieri dei miei stivali, anzi delle mie Ferragnine oro glitterate, sappiate che, mentre elargite opinioni non richieste, freschi come fiorellini di campo, state buttando alle ortiche la possibilità dell'imperfezione... perché, vien da se che, se vi prodigate nel consiglio, la vostra condotta debba essere immacolata.

E non sapete cosa vi perdete nel perdere l'occasione di fare un passo falso, di commettere un errore plateale, di comportarvi smaccatamente male... che giudicare la vita altrui, e fare i bravi non serve veramente a un cazzo!

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...