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solo un bacio, dopotutto...

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Così.
La baciò così.
Senza che lei si aspettasse che lo facesse, lui l'aveva fatto.
Se era stato un bel bacio? Oddio... Chi può attribuire un voto a un bacio?
Lei sicuramente no,  non poteva. Era il primo. Ed era successo.
Attonita da se stessa,  da quella cosa così maledettamente attesa, che si era bruciata in un paio di buffi istanti...
Ehi tu! Destino, Fato, Supremo, ridammi il mio primo bacio, perché questo non poteva essere davvero il mio primo bacio.
A lui poi...
Non che avesse nulla di storto, ma non era uno al quale pensare mentre ascolti le canzoni d'amore; non uno che puoi sognare di vedere ed avere fretta e voglia di farlo...
No quello no.
Eppure,  quello era stato il suo primo bacio, e non c'era possibilità di revoca, nessun secondo tentativo da implorare; quello punto basta e stop.
E per tutta la vita, se le avessero chiesto del primo bacio, lei avrebbe dovuto tradurre quella patetica scena. Per tutta la vita.
Aveva voglia di piangere.
Lui la guarda imbarazzato, le z e le s gli esc…

just breath

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Sarà una settimana di quelle che uno dice "Oh, ma c'hai tutto te da fare?"

E la risposta sarà si.

E' iniziata la maratona benefica per raccogliere fondi per la Lega Italiana Fibrosi Cistica, che ho iniziato ad organizzare nella società sportiva della mia famiglia, e che, attualmente è alla sua sesta edizione, ed io sono frenetica e felice.

C'è una maglietta benefica, ci sono i biglietti della lotteria, le torte fatte in casa, eventi speciali, e corsi stratosferici che fanno sudare e ridere.

Ci sono amici meravigliosi che si sono messi in gioco, e che hanno sacrificato giorni liberi e compensi doverosi.

Ci sono altri amici che comprano magliette e ci fanno una pubblicità su facebook che non ne avete idea.

C'è una camminata benefica domenica, che ci toglierà le energie, ma che ci troverà uniti, e commossi, come ogni anno.

E ci sono quei 32 anni, finalmente festeggiati come Dio comanda.
Tra un pranzo con la "famiglia d'origine": io, la SuperMamma,…

siamo la nostra apparenza

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Il Brescia Calcio si è salvato.

La vastità del cazzo che ve ne frega, sarà a dire poco imbarazzante, ma mi sono venute in mente tutta una serie di cose, mentre stavo in coda per prendere un biglietto in gradinata per Brivido.

Il Brescia Calcio è la squadra della mia città.
La mia città è fatta della più vasta provincia d'Italia.
La provincia è la mia realtà quotidiana.

I miei genitori mi hanno avuta che erano giovani.
Piuttosto giovani, a metà degli anni 80.
Ed impegnati, incredibilmente impegnati.

La SuperMamma è rimasta incinta che aveva convinto da un annetto scarso Paparotto Gigiotto ad aprire la palestra, non erano che fidanzati, squattrinati e senza un tetto sopra la testa.
Io sono arrivata in un lettino improvvisato sul divano della casa dei miei fotonici nonni, tra una poppata e l'altra di un seno che doveva correre tra casa e lavoro, senza avere mai un minuto per se, ed un innamoratissimo padre che si doveva ancora laureare, lavorava 14 ore al giorno, e già aveva dov…

Birthday's girl (ieri)

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E niente.

Sto mangiando del purè dal padellino, mentre guardo l'episodio di "Beverly Hills 90210" di San Valentino, quello dove Brenda e Dylan vanno a donare il sangue ed i genitori di Kelly e David decidono di sposarsi, perché aspettano un bambino.

Ho una maglietta (troppo) corta con due fenicotteri rosa sopra, ed un paio di jeans (troppo) attillati che mi fanno uscire ciccette e paranoie; ed ho appena fatto il colore, quindi il rosso della mia testolina è più acceso che mai, un fiammifero pronto a fare scintille.

Ed ho 32 anni.
Li ho da ieri e mi piacciono.

I 31 non mi hanno fatta impazzire: stracolmi di difetti e pensieri negativi, sbagli e lacrime.
No, grazie, anche no.

32 anni sono belli da dire e da portarsi addosso.
E sono carichi.
Anche di aspettative mio malgrado, perché lo so che le aspettative sono sempre pronte a fottermi.

Ma chi se ne frega.
Un minimo di incosciente fatalismo, si tira il fiato e ci si butta.
Non via, quello mai.

Mi hanno regalato braccialet…

la mia mamma è differente

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Ieri è stata la festa della mamma.

Io ho imparato dalla migliore cos'è una mamma...

Mi dava formaggio grattugiato con il miele, la notte, per farmi passare la tosse...
Correva tra piscina e scuola di danza, oratorio e scuola elementare, per farmi nuotare, ballare, andare a catechismo ed istruirmi.
Mi metteva i ciuci colorati alle Superga, e mi tagliava i capelli in cucina, la domenica sera, mentre guardavamo il "Tenente Colombo", che si sapeva sempre chi aveva ucciso, perché lo dicevano all'inizio...

Girava in automobile con me, e Jn, il venerdì sera, con fette di pizza prese direttamente dal cartone, e canzoni stonate urlate a squarciagola.
A Carnevale, ci metteva la tuta da scii sotto il vestito da fatina; e la domenica mattina, ci lasciava guardare la tivù, davanti a Kinder Cereali inzuppate in tazze di latte e Nesquik.
Non ci preparava il pranzo al sacco prima delle gite, ma ci metteva in mano una bella mancia, dicendoci di comprare qualcosa e di non dimenticare…

...come sei cambiata Patalice...

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Il mio amico Olly le definisce la tomba dell'ormone.
Brivido sostiene siano un'invenzione delle femministe per castigare l'uomo. Io posso dire di NON AVERNE MAI POSSEDUTE.  Jn senza non sarebbe Jn. 
Le BALLERINE! 
Scarpa bassa figa strassa, dice il colto intellettuale bresciano. 
Il trip della ballerina prende il via intorno ai 12 anni, si arena nel periodo zoccoleggiante, e le vediamo riproporsi ai piedi delle ragazze che hanno passato i 27-28, ma solo perché si sono accaparrate un uomo, e si dimenticano di dover ancora avere una parvenza di femminilità passionaria e appassionante... 
Ora, io che non sono stata graziata da centimetri extra dalla natura, essendo poco più alta di un metro e mezzo, ammetto di essere grata a questa condizione di bassezza, perché mi ha condotto a non essere mai indotta in tentazione, dall'acquisto di un paio di calzature anti-stupro!
Ho il mio bel personalino, con tutte le mie cosine al loro posto, sebbene minute e ristrette, e lo porto in…

..." cuore in arresto favorisca i sentimenti"

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Caro Fede(z)
ti scrivo, così mi incazzo un po'.

Si, hai letto bene, sono incazzata.
No no no, non mi abbindolerai dicendomi che sono magnifica ne che ho più glitter di una giacca di Elton John, perché questa volta sono su tutte le furie.

C'è un social mondo che sta andando a puttane, solo per te e la tua dolce metà...

Cioè, ma ti pare possibile plausibile ed accettabile, quello che hai fatto?

Chiedere alla Chiara (trentenne per chi non l'avesse ancora capito) Ferragni, se accettava di sposarti ninetepopodimenoche all'Arena di Verona, no cioè A R E N A di V E R O N , davanti a non so quanti mila migliaia di miliardi di occhi sberluccicanti di emozioni...

Ma che se fa così!?

Okay, forse tu ancora non sai del nostro amore platonico.
Okay, forse chi si sconcerta del fatto di aver messo in piazza un momento tanto privato, è un mezzo pirla, perché voi siete i nostri Social Heroes prediletti, e ce la dovevate la favola.
Okay, forse tutti questi riflettori puntati, fanno cerc…