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Visualizzazione dei post da Novembre, 2013

libertà di movimento, libertà di parola...

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So che ho il tempismo di una suora di clausura in un bordello [ma che metafora è?!] però mi sono accorta che c'è stato il gay pride.

E dato che io son simpatizzante voglio sprecare 4 parole per dire la mia. 
Detesto quelli che "Io ho un amico che... , quindi sono solidale" perché qui non è fatto di amicizia e solidarietà, qui è una questione di principio.
Dicono che l'omosessualità sia contro natura, ed adducono motivazioni opinabili come, ad esempio, che due uomini che stanno insieme o due donne che fanno sesso, non possono dare la vita dal loro atto, ergo peccano di blasfemia. 
Sarà vero. 
Ma è altresì vero che non tutte le volte che si ciula si mette al mondo un bambino, così come è certo che, se ti fai una sega, non condanni a morte migliaia di minuscoli piccoli individui. 
Il sesso con l'omosessualità conta poco, è il giudizio generale che ha messo al primo posto il sesso, facendone una questione primaria, ma qui ci sono in ballo dei diritti, non scherziamo. 
E son…

Il blocchetto provvidenziale

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Ho preso un gioioso blocchetto e l'ho messo in borsa.

Perché è carino ed io a spendere ci trovo sempre mucho gusto, ma anche perché ormai mi dimenticò le cose. 
All'alba dei 28 il mio cervello ha già deciso di mettersi un poco in ferie, e mi si creano dei buchi di proporzione ingente. 
"Jn devo dirti una cosa, ricordamelo quando ci vediamo." Me lo ricorda ed io me ne sono scordata.
"Oh geniale questa idea, ci devo sviluppare un bel post." E mi ritrovo a scrivere che non mi ricordo quello che volevo scrivere. 
Insomma sono sclerotica alla stra grandissima. 
E non è bello.
Quindi ho un blocchetto nuovo, viola, con la sua bella biro coordinata (che ti vuoi far mancare il pendant?!) e quando mi viene il guizzo... TAAAC lo segno! 
Per il momento c'è un appunto su uomo ridicolo, che lo so che è a causa della mia avversione totale nei confronti di questa moda moderna [stica, parlo come la SuperNonna] che vuole i giovani canottati.  Tutti. Quelli con la baga, quelli che la…

Lezioni dai Lindt

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Mi ricordo, a grandi linee, l'intro de "Il Ciclone" il (unico) film di pregio di Pieraccioni.
Diceva che quando il ciclone passa, piglia tutto e porta via, e tu non puoi far altro che star li a ripigliarti...

Ok non so se le parole fossero esattamente questo, ma non siete citrulli, il messaggio l'avete capito.

In natura un ciclone è una calamità, stato di allerta, aiuti nazionali, croce bianca e protezione civile, e via ciarlando.

In Patalice il ciclone non si vede, ma si avverte, non si sente ma ha voce bella forte, pare non cambiare nulla, ma in verità lascia scompiglio invisibile.

Progredendo (ANCORA?!?) nella maturazione di me stessa e del mio riappropriarmi di chi sono, faccio passi azzardati e delle volte lo smarrimento ha il sopravvento.

È vero che mi entusiasma parecchio questo "viaggio", mi sveglio attiva/serena/pronta/vigile, ma è anche vero che lo sconforto non si è dissolto, ha mutato aspetto, ma non stenta a farsi riconoscere.

Sconforto de che?…

AVVISO

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Se accendete la televisione è da un po' che hanno iniziato a bombarci con pubblicità di giocattoli, cioccolato e prodotti a tema...

Ora, voi direte che sono una capitalista schifosa consumista e superficialotta, ma io nel vedere che l'Ikea era vestita di palline di natale e cenoni in famiglia, ero contenta come una pasqua...
...e non vedo l'ora di vedermi i faccini dei bambini della Bauli, i trenini della Coca Cola e i re Magi dei Condorelli...
Sono una sfegatata fan del periodo, ed ho il merry christmas ed il jingle bells nel cuore...
Punto.
Perché non c'è molto altro da dire, sono appassionatissima di dicembre per la stragrande abbondanza di bellezza, di lucine colorate e di oro e rosso che c'è... e sono anche disposta a sopportare il pranzo di natale con parenti, i soldi spesi per i regali e l'abbondanza di calorie "obbligate"... 
perché la sopportazione è P I A C E V O L I S S I M A!!!
Ora, vi sto avvisando di questo per un motivetto... Perché il blog ha …

ripristinando vecchie questioni bloggose...

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Giusto per tenervi aggiornati sulle varie questioni trattate nell'ultimo periodo, ma anche su quello che mi sta capitando nella vita ultimamente, eccovi un post pilloloso di gran cacchi miei...

Partendo dalla questione più recente faccio presente che non ci sono ancora riuscita, anzi...  E mi sento inetta... Ma come si fa a non saper piangere?! Mah...
Pensando all'aquila, vi dico che si è un po' ripresa, non è più in terapia intensiva, e a giorni sembra anche stare decisamente meglio, ma poche ore dopo le cose vanno in malora, e quindi ancora il Paparotto Gigiotto è più che legato a una condizione di forzatura emotiva... 
Volendo concedermi una super ubriacatura come da scritto, avrei dovuto iniziare a studiare un bel po'...  Le materie di esame sono lì, nero su bianco, scritte sul sito dell'università che mi strizzano l'occhio dicendomi: "Coraggio Patalice che ce la puoi fare... Sono un bel manualozzo di 500 pagine su un argomento che non serve ad un piffero fon…

Dal vangelo secondo lo Strizza

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"Ora ti faccio un esempio Patalice. 
Tu vai a fare una gita fuori porta e vuoi mangiare in quel rinomato ristorante, che però, una volta arrivati sul posto si rivela chiuso per fallimento. Hai fame e sei arrabbiata, perché tu ci volevi andare davvero, hai progettato tutta la gita per mangiarci. Hai tutto il diritto di essere arrabbiata e dispiaciuta; tuttavia io ti dico che al di là di quella montagna tibetana hanno preparato per noi il più fantastico dei picnic. Ora, non posso dirti che sarà come al ristorante, ma posso assicurarti che ne varrà la pena. Però tu devi piangere tutte le tue lacrime per il dispiacere di non essere andata al ristorante, perché altrimenti non supererai mai la montagna!" 
È con questo esempio che tanto è piaciuto a Brivido e Jn, che lo Strizza, per la prima volta in anni ed anni di analisi, mi ha indicato la via.  Dolorosissima ed irta di pericoli e sudore, ma almeno una via c'è... 
Devo lasciarmi piangere e soffrire, perché io sto sopra a quel ba…

Tic tac tic tac

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Se aveste la possibilità di viaggiare nel tempo percorrendo la vostra storia, lascereste tutto così? 

Le domande esistenziali, lo sapete, mi scaraventano nel trip delle elocubrazioni mentali di grado alfa... 
"Questione di tempo" è un film ironico e privo di colpi di scena, e questo lo dico senza la benché minima connotazione negativa, anzi!  Finalmente un elogio alla normale quotidianità, sbalzata da un "effetto speciale" ma non decostruita da esso.
È una commedia inglese, firmata da una stella del cinema britannico, Richard Curtis, che è uno che se ne intende parecchio dato che ha girato alcune perle come "Notthing Hill", "Quattro matrimoni e un funerale" ma sopratutto "Love Actually" il mio film di natale per antonomasia; senza interpreti eclatanti ma con un cast brillante, fatta di battute incalzanti e di pause pressoché inesistenti, che tratta di viaggi nel tempo e moti trainanti dell'esistenza stessa.
Un film che pecca di buonismo…

La signora in banca

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In realtà pensava che lui si sarebbe presto stancato di rincorrerla, che alla fine avrebbe preferito sposare la fidanzata storica, e metter su famiglia con la "più facile", quella che avrebbe dato meno problemi e grattacapo, ma la realtà era che non aveva corso abbastanza veloce da non farsi prendere.

Era nell'ufficio di suo marito, seduta davanti alla sua scrivania, con una scollatura ardita ed un fare inconsapevole.
Allungò la mano verso la foto che aveva di fronte, i genitori di lui, nel giorno del loro matrimonio. Una scelta insolita per chiunque, tranne che per lui: morti in un incidente su un piccolo scassato aereoplanino privato intento a portare viveri ai bambini del Burundi, i suoi genitori erano un mito ineguagliabile, tenuto vivo dalle cure di una cugina zitella della mamma, che aveva preso sotto la sua ala i due orfanelli...

Deposta la vecchia foto, si stirò il collo, guardandosi intorno.
Lui era in ogni dettaglio dell'angusto ufficio di paesana filiale: n…

estraneamento di fede e pensiero...

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Il reparto di terapia intensiva non me lo immaginavo così.
Guardare troppa televisione nuoce gravemente alla salute, perché io immaginavo un luogo chiuso, barricato di tecnologia ed emergenza, un luogo buio illuminato da sterili luci oblique che vanno a colpire letti in cui si consuma una sofferenza umana cosparsa di tubi che escono da corpi esanimi, corroborati solo da maschere d'ossigeno fastidiose.

Invece non è così...
E' un angolo di morte; presunta, sospirata, sperata, inattesa, scacciata, scongiurata, odiata, invocata...

Non immaginavo di poterci entrare e di dover assistere alla sofferenza umana di chi soffre e di chi osserva impotente l'altrui dolore; che il vero dramma nella tragicità è l'impotenza di chi guarda le cose accadere senza neppur poter replicare con il giusto sdegnato risentimenti nei confronti del destino.

Il destino...
La fortuna...
La sorte...
Il fato...
Ciò che deve essere...

Sono tutte forme di un'identica ideologia, che ci lega e ci accomuna ad u…

aquile dalle ali spezzate

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La mamma del Paparotto Gigiotto ha avuto un infarto. 

È stata operata e sta recuperando sdraiata in un letto di terapia intensiva.
Stiamo passando ore critiche che determineranno il suo domani, ed intanto aspettiamo. 
Personalmente non ho un legame affettivo tale da essere dispiaciuta ed in pena per lei, però mi strugge Paparotto Gigiotto, che è al suo capezzale pieno di premure e di senso di colpa per non aver agito in modo più incalzante. 
Lei non è stata una "nonna-nonna", nessuna grossa dimostrazione di affetto, non una presenza presente nella mia infanzia, nessuna partecipazione speciale nella mia esistenza o in quella di Jn...
È una donna dal carattere aspro, poco incline al sentimentalismo, assolutamente allergica a dimostrazioni affettuose di ogni genere e sorte, l'hanno temprata le asperità della vita. 
La poliomielite che l'ha colpita da bambina e della quale si è portata appresso il peso di un handicap; una vedovanza precocissima con un figlio di 3 anni ed una d…

Lodem o negronem?!

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Sabato sera ho bevuto.
Un aperol con cedrata, trovata vulcanica di mia sorella Jn, che all'aperitivo risulta meno aggressivo del beneamato Pirlo bresciano... 
Ora dirò una cosa che farà spalancare occhi e bocche: bere mi manca.
Non che la dissolutezza alcolica fosse la costante dei miei weekend di rampante donzelletta che non vien dalla campagna, ma le mie papille gustative hanno conosciuto le gioie del Martini è assaporato le prodezze della crema whiskey... 
E tutto questo, lo ammetto, mi manca. 
Vivo perennemente sotto antibiotico e scegliere di immolarsi alla patria del proibizionismo, non è stata una scelta ma un obbligo morale [e fisico] !
Però l'eccezione di sabato me la son proprio goduta...  Ammantata tra i sulfurei fumi di Bacco, ho risentito quella leggerissima brezza di incoscienza voluttuosa propria dell'alcol, e mi sono bagnata cuore e anima, oltre alle labbra. 
Riflettendo sull'esistenza, la mia, posso dirmi felice di come sono, fiera a scatti internazionali [rar…

...forse...

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1- Forse quella giusta l'ho vista.
2- Forse la batosta di questa estate è servita. 3- Forse gli uomini e le donne NON sono uguali. 4- Forse ci sono troppi pochi weekend da qui a natale. 5- Forse avrei bisogno di un po' di riposo.
Partendo da queste righe irte di misteri profondi posso dirvi il mio cursus in pillole abbondanti, tipo supposta che se anche solo te la fanno vedere ti mette addosso una stricchia non indifferente... [la realtà è che oggi ho la prontezza di riflessi di un cadavere, ergo non mi ci posso impegnare troppo, capite?! Rischierei di buttare al vento anni ed anni di onorata carriera da blogger...]
Ecco, 1- LA CASA. Non so se sarà proprio lei, ma pare che la si sia trovata, ora c'è tanta burocrazia e parecchi discorsi da fare [senza contare il fatto che Brivido non l'ha ancora ne vista ne approvata] però l'ho riconosciuta, ed ora inizia la prova... Saremo pronti per una casa "vera"!?
2- Per quelli che non lo sapessero la sottoscritta me stessa m…

Tarta di Panda dixit

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Una tazza di the alla cannella.
Una poltrona ed un noir ad avvolgerti. Fuori scoppia un vento forte, dentro si sta bene. Il momento perfetto. 
...eppure... 
Cari i miei affezionati amici bloggosi non fatevi trarre in inganno da quel faccino celestiale ed angelico che, solo il momento perfetto, ha.
Diciamocelo: se inizi la mattina scalza sul balcone e pesti una cacchina (?!) del tuo cane, sappi che l'universo ti sta avvisando che questa sarà una giornata poco-poco de mmmerda...
In ogni senso!
No, non mi è accaduto nulla del genere, [cazzo ci fa una scalza sul balcone che è la toilette del cane?!] ma volevo sottolineare l'illusoria materia della quale son fatti i nostri ideali momenti perfetti. 
Nella retorica dell'immaginazione ci diamo un gran da fare per rendere pressocheperfetti i nostri più reconditi bisogni, trasformando il relax in un qualcosa di immensamente piacevole ed indisturbato.
Ma ora io vi chiedo e vi domando: quando cavolo vi capita di dire a voi stessi: "Sai che…

amore vero... estathè!!!!

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...c'è che entri in un blog veramente carino, e nei suggerimenti sui post inerenti a quello che hai appena letto, mi vedo spuntare un gioioso bricchetto di Estathe e la domanda imperante "perché non bevi estathè?"

Quindi, curiosa come un macaco clicco, e mi viene incontro una serie di motivi per i quali La Mia teiera non beve il nettare delizioso noto ai più col nome di Estathé...

Codeste le motivazioni addotte alla tesi:


perché è una bevanda al gusto di thè e non thè vero e proprio, e a me non piacciono i surrogati. Non ci vuole molto per farsi in casa un tè con una normale infusione e poi lasciarlo raffreddare...perché è pieno di zuccheri e aromi artificiali che servono solo a dare un sapore a qualcosa che è insipido (praticamente tutti i punti successivi sono conseguenza di questo).un brick di Estathè da 200 ml apporta 88 calorie e contiene 22 grammi di zucchero, pari a circa 9 bustine. Non credo proprio di aver bisogno di una tale dose extra di zucchero e calorie…