venerdì 31 luglio 2015

Sotto questo sole si legge che è un piacere

Si fa un gran cincien sui libri da leggere sotto l'ombrellone, in questi giorni.

I siti sono pieni zeppi di post dedicati, e mi è arrivato anche un opuscoletto Feltrinelli a casa, con i consigli per la mia estate di lettere e relax. 

Personalmente, non ho mai fatto grande distinzione tra lettura invernale o estiva, non è che abbia una stagionalità un libro, non ci sono sfilate autunno-inverno, sulle novità o cose simili...

Tuttavia, come un cappotto, è pur vero che un libro può scaldare l'anima.
Ma dobbiamo tener conto che l'anima, ha una temperatura che non tiene conto dei gradi esterni ne di quelli corporei, l'anima, come diceva Elisa, vola; oppure, è un macigno, che ci ostacola il respiro e la deglutizione.

Ed è qui che il libro si colloca: nella necessità. 

Il fatto di essere al mare, di respirare iodio e spensieratezza a pieni polmoni, non è rassicurazione certa di serenità, ad esempio. 

Alle volte, si parla di "lettura da spiaggia", pensando a quei romanzetti rosa, che vanno giù leggiadri come un bicchiere di estathe ghiacciato, ma se dentro abbiamo gli iceberg del Titanic come si fa?

I libri devono seguire, fedeli e diligenti, lo stato d'animo del lettore, e debbono essere per lui sciarpa calda o ventilatore acceso. 

Il lettore consapevole, quello che si conosce bene, sa cosa gli serve e quando gli serve.

Con questa premessa di lettrice consapevole, mi trovo ad ammettere una cosa che raramente mi era accaduta: ho abbandonato la lettura di un libro.

Mi piange il cuore quando accade, mi sento sempre in torto, e, difatti, è veramente un evento raro...

"Il seggio vacante" della Rowling, mamma di Harry Potter, avete presente?
Beh, ecco, ho mollato proprio quello! 

Non sono una fan letteraria del maghetto, ho letto il primo capitolo qualche anno fa, ma non mi ha lambita particolarmente, però ero curiosa di approcciarmi al "day after" della sua ideatrice...

Niente da fare.

Troppi personaggi, una prosa che rimbambisce di aggettivi e descrizioni, una lentezza elocubrata; troppi elementi negativi in sole 189 pagine. Che sono quelle che le ho concesso per svoltare. 
Inutilmente. 

Lo ammetto, venivo da letture esigenti.
La saga dell'amica geniale della Ferrante, mi ha regalato mesi intensissimi, ed Olivia Kitteridge è stata una travolgente esperienza; quindi non era facile ne scontato accontentarmi. 

"Il seggio vacante" è stato una pessima idea, così l'ho sostituito con "Noi" di Manson. 
Ma in 3 giorni, ho letto 3 pagine, e non è una media che mi si confà. 

Deduco quindi, che il problema non è del libro in corso, ma più probabilmente della mia verve di mangia-libri! 

Ho letto troppo bello, ed ora fatico ad accontentarmi di qualcosa che non sfiori l'eccellenza. 

Problemone.

Alcuni si fermano, non leggono per un po', ed anche io ho pensato all'estremo gesto, ma non ce l'ho fatta... Puoi fare di una mora convinta, una bionda giuliva, ma non puoi debellare la lettura, da chi ha l'anima fatta di pagine!

Comunque, sono ritornata sui passi che mi muovevano tempo fa, ed ho preso in mano un classico, "Claudette a Parigi", ed in poco meno di un'ora, sono a pagina 40. 

Forse la mia carriera di bookslover non è poi così a rischio... 

mercoledì 29 luglio 2015

...e se non scegli chi diventi?

Quando hai molte opzioni, non è affatto più semplice.

Ci pensavo sabato mattina, a proposito del vestito da mettere al matrimonio dello zio di Brivido [si, si è sposato alle 10.30 di sabato 25 luglio, con 59 gradi all'ombra...], ed il concetto, mi è rimasto attaccato tutto questo tempo.

Scegliere rende l'uomo libero.
Gli da la possibilità di prendere le redini del proprio destino, concedendogli mille possibilita, regalandogli mille occasioni.

La cosa peggiore che possa capitare, senza scomodare malattie tragedie simili ed affini please, è che non si possa decidere della propria vita. 

Capisci il significato profondissimo ed intrinseco di "libertà", quand'essa ti viene vietata. 

Molti di noi hanno subito questo torto atavico, e chi ne è cosciente, sa di cosa vado cianciando. 

All'assenza di una scelta, corrisponde una non precisata, sequenza di reazioni ed atteggiamenti; i quali, sotto sotto, parlano di voi più di quanto non pensiate. 

Affettatore di cipolle. 
Che è chi si piange addosso.
Rimugina su se stesso, "nessuno lo può capire", ed anche in un momento così, alla cazzo, se ne esce con la sua storia smaccatamente peggiore di quella di chiunque altro stazioni nel giro di 3 chilometri.
Sta sulle palle.
Ma non lo fa apposta a darci sui nervi, è che gli viene proprio facile farlo. 
L'esclusione pare l'unica via possibile.

Il Pharrell William de noartri.
Lui è happy. 
Punto.
Si, è vero che non può scegliere, ma la vita è bella, il mondo pieno di cose incredibili, luoghi fantastici dove scatenare la fantasia, e terreno fertile di incontri che possono cambiare il futuro.
Sorride.
Canta.
Fa scattare l'omicidio ad intermittenza. 
Ma è innocuo, e depresso.
E presto la mandibola gli duolerà dannatamente, per i troppi falsi sorrisi. 

Se x è uguale ad y, la variabile deve essere che 3 è uguale a 6.
Il pragmatico, colui il quale fa, di necessità, virtù.
Non posso avere una cosa?
Ho fatto tutto ciò che c'era in mio potere per avvicinarla?
Non mi sono risparmiato un solo istante nella intensa ricerca?
Allora, d'accordo, le cose stanno così ed io, ciò che potevo ho fatto.
Cambio capitolo. 
Vado avanti.
È un atteggiamento che scritto così, sembra figo... 
In realtà è robotico, o da lobotomizzati, o anche da Sheldon Cooper, se vogliamo! 

Ammmmmmmmmm
Il mistico.
Ciò che non lo posso cambiare, non lo devo mettere in discussione, il mio dio, la natura o l'universo o chi per esso, sceglierà, bene, per me.
Non ero destinato, chissà quanti altri progetti ha in serbo il fato per me.
Il "fato" può essere sostituito da Dio, Allah, Anubi, gli incantatori di serpenti, Scientology, gli Orsetti del cuore, o qualunque altra credenza voi abbiate nel cuore; comunque la frase su destino e destinazione, l'avrete sentita.
Non fanno male a nessuno i mistici, perché portano avanti la loro idea, indipendentemente da ciò che possono e non possono. Bisogna solo accertarsi non diventino fondamentalisti, che da lì ad essere dell'Isis o vegani, è un battito di ciglia! 

...c'è un altro gruppo di persone, che reagisce all'assenza di scelta, ed è forse il più popolato; è quello dei non reagenti alla reazione. A tratti sono indolenti, sembrano menefreghisti, tirano a campare. Fanno quasi finta di non sapere, o di avere scelto di non poter scegliere. Per altri versi, sono arrabbiati, schiumanti e stracolmi di un rancore bruciante. Negano il negabile, sfuggono lo sfuggibile, e si rintanano dentro certezze a metà, ed impossibilità blasfeme. 

Sono quelli che, dopo poco, richiedono una diagnosi per bipolarismo, perché si svegliano come Heidi e vanno a dormire come Crudelia De Mon, ma non perché, banalmente, siano lunatici, no... 
Il loro è un disagio da quotidiano, da chi ancora non si è dato una sistemata ai neuroni, e non accetta.
Punto.
Il problema dei non reagenti alla reazione, è che non si danno tregua.
Lo sanno, in cuor loro, che le cose stanno così, ma non lo possono accettare.
E si inquinano la vita


Scegliere.
È un verbo così abusato nel quotidiano, eppure così essenziale. 
Porta in se la capacità e la forza di prendere una vita e farne altro; ha il potere di mischiare le carte ed offrire un panorama del tutto diverso; concede una seconda occasione a chi non si aspettava l'avrebbe avuta.
Scegliere è un verbo tostissimo, di quelli che io non capisco come la Treccani e Wikipedia, possano incasellarlo.

Scegliere è libertà.
Come la spieghi la libertà a chi non l'ha conosciuta mai?

lunedì 27 luglio 2015

imparare l'arte [del riordino] e non metterla da parte ma quasi

Partiamo da un presupposto.

Quando vuoi dare una sferzata alla tua esistenza, non ce ne sono di caschi e di banane, ti aggrappi a tutto quello che c'è, pur di raggiungere la meta.

È più o meno, con questo spirito indomito che, nella giornata di shopping che mio marito mi ha dedicato per il mio compleanno, ho preso "il magico potere del riordino".

Il tam-tam che ha preceduto la lettura, è di quelli che non lasciano scampo: un hashtag dedicato, vari gruppi di discussione sui social, le più influenti blogger che lo hanno recensito, instagram che abbonda di foto con esso... Insomma, penso si possa considerarlo il caso letterario dell'estate 2015!

Quindi niente, libricino alla mano, mi sono data alla lettura.

Allora...
Continuiamo con un altro presupposto: io ho TANTA ma davvero TANTA ma proprio TANTA TANTA ROBA
Questo, sappiatelo, è esattamente il contrario di ciò che il libro insegna. 

Vivere felici, vuol dire possedere solo ciò di cui si ha bisogno, senza lasciarsi andare al superfluo. 

Huston abbiamo un problema!

Io sono piena zeppa di utilissimo inutile, e ci sono visceralmente affezionata, ergo l'idea di sbarazzarmene non mi è passato mai per l'anticamera del cervello! 

Leggere le avventure pattumiere dell'autrice, mi ha smosso un senso di inadeguatezza: a cuor leggero, lei smista armadi ed armadi di cose, sancendo la fine di quello che, a tutti gli effetti, è praticamente un rapporto! 

Ed io dovrei fare altrettanto?!?

Nel barcamenarmi nei meandri del suo metodo rigoroso ed inflessibile, ho visto tutte le mie insicurezze bambine; quello spasmodico desio di trattenere e non lasciare andare. 

E proprio qui si snoda il segreto del riordino: tenere solo ciò che ci regala un brivido, solo quello che è strettamente indispensabile oggi qui e adesso. 

Si parla di "sentire" gli oggetti, che siano essi abiti libri vari ed eventuali, poggiarvi una mano ed ascoltare se ci suscitano qualcosa.

Questo approccio, profondamente orientale, mi è abbastanza lontano, lo trovo anche un po' ridicolo, sebbene lo abbia fatto, perché quando sposi una causa non è che prendi solo le cose buone, no?! 

Quindi ho toccato e manipolato, restando in attento ascolto, così come libro comandava! 

Ma questo non è che uno dei supremi dettami, gli altri sono: 
* svuota tutto! 
Armadi/ cassetti/ scatole... tutto!
E rovescia i contenuti a terra, tutto!
* decidi da che categoria iniziare.
Non "sistemare l'armadio", ma sistema, chessò, tutta la biancheria, è solo una volta vagliata riponila nel cassetto preposto, e passa ad altra categoria.
* lascia i ricordi per ultimi.
Rimaneggiare cose del passato, porta via tanto tempo e tanta energia, e sono le cose più ardue a gettarsi, quindi lasciarle per ultime.
* piega il più possibile!
Invece di appendere o di impilare, impara a piegare [nel libro si spiega come...] per guadagnare spazio e prendere coscienza agilmente di ciò che si possiede.
* butta tutta la carta!
A parte i documenti strettamente necessari, oggi però, non quelli di un anno fa, butta tutto! Pubblicità, buoni sconto, vecchi contratti, relazioni, tutto!
* non conservare estratti conto, scontrini e fatture!
Ormai quei soldi li hai spesi... A che serve tenere perenne monito!? Scrivi su un'agenda le spese sostenute, e fai piazza pulita! 
* vietato pensare che "un giorno, forse"
No no e ancora no!
Tenere solo ciò che va bene oggi.
Non dimagrirai abbastanza per quei jeans, e se lo dovessi fare, vorrai un capo nuovo per esaltarti, non un paio di braghe vecchie! 
* non si possono portare scatoloni da parenti o in deposito.
Nessuna via di fuga alternativa.
Buttare vuol dire gettare il cuore oltre il fossato, essere disposti al distacco definitivo, senza "se" senza "ma"!

È un pensiero pragmatico quello di questa giapponese tutta pepe ed organizzazione, che tiene convention in tutto il globo, e che assicura che, partendo dall'ordine casalingo, sia possibile mettere ordine anche nelle nostre esistenze. 

La mia esperienza non sarà mai inserita negli entusiasmati adepti della causa, sono troppo capitalista e raccimolatrice, per sposare uno stile di vita così retto e filosofico, tuttavia qualcosa, nel mio piccolo, sono riuscita a farlo anche io! 

Ho gettato quasi tutti gli scontrini di una vita, concedendomi solo le ricevute dei locali più carini, i biglietti del cinema e quello dei concerti!
Da 4 scatole, che traboccavano di carta, ora ne ho una. 
Di medie dimensioni, bella precisa ed ordinata.

Ho fatto auto critica, e sono arrivata al compromesso, con mutande, calzini e magliette per la palestra.
Non ho, oggettivamente, tenuto solo lo stretto indispensabile, ma mi sono comportata egregiamente. 

Ecco.
Questo è quanto.
Un po' pochino in effetti, ma la cosa ha stupito chi mi conosce e sa quanta difficoltà io abbia nell'allontanarmi dalle cose materiali. 

Di contro, posso dirvi che mi sono rifiutata di mettere mano ai libri. 
È inutile.
Non capirò mai come si possa gettare un libro. 
Ma questo è un sentimento che esplode ruggente, anche quando vado al Libraccio e mi perdo nell'ala dell'usato.

Con me, Marie Kondo, non ha avuto vita facile... Anzi! 
Però mi sono applicata, tanto nella lettura, quanto nella comprensione del perché, questo libro venga additato a manna dal cielo.

Si, senza dubbio ci sta il fatto che è di moda, ma non può essere solo quello... 

Perché siamo stati lambiti in modo così totalitario, da questo manualetto, a metà tra l'economia domestica e la guida zen?

Forse è proprio preponderante quella fettona di insoddisfazione, che ognuno cerca di addomesticare come può, e per la quale ogni scusa è buona...

Che ne pensate?

giovedì 23 luglio 2015

Troppo Poco Strano

Troppo poco.

Dormo troppo poco.
Guadagno troppo poco.
Mi riposo troppo poco.
Sono ligia troppo poco.

Non è una vera e propria quantità, è un'approssimazione per difetto, che, di conseguenza, rende me, imperfetta.

Poco e tanto, non vogliono dire alcunché, se ci aggiriamo nei meandri della matematica, pensando alle discipline scientifiche o giù di lì; tuttavia, noi sappiamo regolarli e regolarci, in un gioco perverso di inesattezza calcolata. 

È stata una settimana molto molto strana questa, e non è ancora finita. 

"strano" è un'altra di quelle parole usate fortemente a sproposito, che se ci fate ben caso, quasi tutti siamo strani.

Credo sia pigrizia, elettiva e lessicale.
Un escamotage da para-culo vero.

Strano è tutto e non è niente, è per tutti e per nessuno, e possiamo dargli tutte le connotazioni che ci passano per il cervello, tanto non le dobbiamo esplicare.... 
Abbiamo già usato la parola magica! 

Strano, un tanto per tutto...

Esigente, spigoloso, introverso, diretto, stravagante, polemico, azzardato, fantasioso, ardimentoso, indeciso, lento, nevrastenico... 
Tutti questi aggettivi, insieme ad un altro mezzo miliardo, possono identificare lo strano.

Eppure noi siamo sempre lì, con la nostra parolina sicura, e le nostre certezze, suggellate da un preciso recinto di legittimazione. 

Qualche tempo fa, me la chiacchieravo col mio amico Menny, e si parlava di un po' di personcine che ci gravitano intorno, delle loro pecche, delle manchevolezze, dei limiti e del loro vivere biasimato [da noi], e mi sono resa conto che li battezzavamo tutti sotto la stessa parrocchia... S T R A N O

Persone tanto differenti tra loro, con colpe o manie, che nulla avevano a che fare le uno con le altre, che ad un buon certo punto, sono diventate tutte strane

Rendendoci conto di questa associazione a delinquere, io e Menny, abbiamo deciso che strano, è parola bandita per descrivere una persona. 

Da quel giorno, per rinculo karmico di non solo quale specie e genere, in molti mi hanno definita strana

Sono diventata la stranezza fatta a persona! 

...il che, non mi stupisce tanto per il significato lato fine a se stesso, che viene usato per descrivere, da quel punto di vista è del tutto normale io venga definita così; ma ciò che mi scoccia, è che ho 6mila sfumature, che non si accontentano di 6 lettere così, e via... 

Sarà la mia sovrumana convinzione di superiorità a farmi parlare, 
o anche voi non sopportate l'abuso di una parola, specialmente se riferita a voi?

martedì 21 luglio 2015

...

Il post dell'altro giorno era un riempitivo, qualcosa che serviva più a me, per riuscire a mantenere uno stralcio di suprema normalità, che altro.

E' morta una mia amica.

...è la prima volta che mi capita, ed è una sensazione stranissima...

Fa strano dirlo, mi fa strano pensare che, tra i miei contatti facebook, figura un donnino che non c'è più... che non mi manderà più quintalate di emoticons via messanger, che non mi inzacchererà più la bacheca di Estathe e dolcetti, che per noi erano un punto comune forte... oltre all'altro, fortissimo, che se l'è portata via... la fibrosi cistica.

La mia amica Marta è stata la prima paziente che ho perso, e sto male. 
Male tanto, male dentro.

La notizia mi è arrivata in mezzo alla normalità piacevolissima di una cena in famiglia, un sms della nostra dottoressa che voleva lo sapessi da lei...

Me l'aveva affidata tre anni fa, quando era arrivata a Brescia, dopo essere stata una vita in cura al Gaslini, aveva 28 anni, ed era una bambinona solare e sguaiata.

L'ho adorata subito.

Così sprezzante, così a suo agio nella vita, così strenuamente convinta che non fosse "tutto adesso-tutto qui".

Ci chiamavamo Polpy, Polpetta, ha iniziato lei, ed io l'ho seguita a ruota, più per far contenta lei che me, che io, dei sopranomi, non sono mai stata adepta.

La tenevo vigile ed attenta sulle terapie, e lei mi scriveva delle nostre similitudini, guerriera forte contro una forza guerriera.

In realtà, la mia dottoressa sostiene non ci fossero troppe somiglianze cliniche, ma non so se me lo dica per non far si che la paura prenda il sopravvento...

So che io non la lasciavo, la incitavo, e lei mi derideva... 
Diceva che ero "troppo rigida", poi mi metteva uno Winnie Pooh, se la rideva e scompariva per qualche giorno... 

Ci siamo sentite il 4 luglio, l'ultima volta.
Lei era stata ricoverata a fine giugno, ma le cose non andavano bene... 
Il caldo, le infezioni, qualcosa è stato, ma non so cosa, e mi aggrappo a "tracollo", come ad una boa che possa spiegarmi il perché Marta non c'è più.

Accanto al dolore fortissimo, c'è la paura... 
E' legittima.
Normale.
Giustificabile e giustificata.

Ma non devo lasciarle spazio, non le posso dar modo di prendermi e lambirmi, devo guardare avanti e credere, prima ancora di sperare, io ci voglio credere...

Se penso a Marta piango.
Sono quelle lacrime confuse per una persona fatta di irrealtà, perché in concreto non conoscevo la stretta di un suo abbraccio, e neppure il calore di un contatto, eppure le volevo, le voglio, un bene enorme... perché a tratti l'ho salvata, e a tratti lei ha salvato me... 

Ora, me la immagino respirare come io non so fare, in qualche angolo di cielo, che non ho fretta di conoscere, con la pancia piena di caramelle e le orecchie che vibrano della tanta musica che ascoltava... 

Mi guarda, e forse, se ci si spera, mi protegge dolcissima.
Io non lo spero, ci credo veramente.

Ciao Marta.

lunedì 20 luglio 2015

Pruriti estivi e sensazioni lugliche

Ho voglia di:
* un nuovo tatuaggio, anzi due.
* Expo.
* il concerto di Renga, quello di Jovanotti, quello di Max Pezzali, quello di Malika Ayane, quello di Cremonini, quello di Fedez e J.Ax.
* camminare in montagna.
* bere latte e menta.
* mangiare una fetta di anguria.
* leggere Craver. 
* incontrare Mareva ed Urban Blueberry e chiacchierare di tutto e niente.
* una mail di quelle che cambiano il corso delle cose.
* portare la SuperNonna a vedere il mare.
* comprarmi le all star sberluccicose.
* non andare al lavoro.
* mettere le tende in studio.
* vedere l'ultima stagione di Grey's Anatomy.
* conoscere Mirko, il vincitore di Hell's Kitchen.
* andare a Gardaland.
* organizzare l'apericena di inaugurazione della casa nuova.
* preparare le barrette ai cereali, tipo Kellogs.
* mettere i piedi nella sabbia.
* non perdere la mostra della De Lempika.
* tornare immediatamente a Ortisei.
* fare ancora un weekend in montagna.



venerdì 17 luglio 2015

La pioggia che sorprende e rinfresca

Cose piccole che mi fanno stare bene:

* svegliarmi presto il mattino e fare colazione con calma
* preparare i pop corn
* avere il bagno pulito e splendente 
* indossare un bel vestito e dei tacchi alti
* sentirmi bella senza trucco
* il rossetto rosso
* il semi-permanente appena fatto
* andare al lavoro in bicicletta
* avere le gambe abbronzate
* addormentarmi in auto
* cantare mentre guido
* chiacchierare con Jn e la SuperMamma 
* gli sms con inviti inaspettati che non scocciano
* i selfie di Brivido e R-Dog
* R-Dog che mi si addormenta addosso
* l'aria che soffia mentre sono nel letto
* cambiare le lenzuola
* ritagliare vecchie riviste
* fare collage
* uscire bene in foto  
* guardare due film di seguito
* i film all'aperto
* le richieste per organizzare "qualcosa"
* le mail di risposta ai miei azzardati tentativi di propormi
* il buio che arriva più tardi
* Brivido che mi parla di lavoro
* i discorsi sul futuro
* rendere lo shopping un affare [di stato]
* comprare l'inutile
* i complimenti per il blog
* le chiazze di sudore in mezzo alle tette quando finisco di allenarmi
* fare la cacca
* mangiare la Nutella 
* tagliare una fettina di anguria, e poi scofanarla tutta
* tostare il pane senza ustionarlo
* fare la spesa
comprare una zucca e scoprirla dolce
* leggere mentre cammino
* prendere in braccio un bambino, senza sentire aculei dolorosi

VIZIATISSIMA IO
CONSAPEVOLE VIZIATA e VOLENTEROSA!

mercoledì 15 luglio 2015

resoconto di GIUGNO

Giugno col bene che ti voglio, lo sai non finirà...
È invece, incurante dell'incalzante motivetto, anche giugno ha visto inizio svolgimento e fine, con buona pace di noi tutti. 

Sono stati 30 giocondi giorni, dove si sono susseguite novità baciate dal sole, e dalle lunghe ore di chiaro. 

Ho fatto ben due weekend fuoriporta, me la sono goduta festeggiando il compleanno di Jn, ed ho visto concretizzarsi la via per il raggiungimento del sogno con la S maiuscola! 


IL MANUALE DEL RIORDINO - la lettura di giugno. 
Superare la dipendenza da Ferrante, non è stato per niente semplice. Ho sentito la necessità di parlarne incessantemente e di dedicarci un post, tuttavia, non potevo smettere di leggere solo perché la quadrilogia era finita, no?! Quindi mi sono data alla letturissima zen! Mettere a posto la tua vita, partendo dall'ordine domestico. E niente. Ci si apre un mondo su sta lettura... Credete a me!  

BONES 9 stagione 
CRIMINAL MINDS 10 stagione
REVENGE 10 stagione
MODERN FAMILY 
NEW GIRLS
GOSSIP GIRL 10 stagione 
- la serie tv viste -

VOGLIA DI TENEREZZA
YVES SAINT LAUREN 
E' ARRIVATO NOSTRO FIGLIO
THE ENGLISH TEACHER
MALDAMORE
TI SPOSO MA NON TROPPO
IMOGENE
TI SPOSO MA NON TROPPO
RUTH & ALEX
- i film di giugno... pochi, e praticamente tutti su sky, tranne uno... che strazzzzzzzzio...  

CONTINUARE AD ALLENARMI - la quotidianità che non stanca - 
Bugia! Stanca! Eccome se stanca! Ma non posso permettermi di smettere, non devo cedere al caldo, all'estate, alla voglia di non fare un benemerito... 

NON ROMPERE LE SCATOLE A BRIVIDO - il miglior rimedio - che lui in estate si rende desaparecitos, e a me sale verticale l'angoscia! mi sento trascurata, e non faccio che trovare motivi per lamentarmi... invece quest'anno, vivo l'estate indipendentemente da lui... e non gli rendo la vita [troppo] impossibile!

SALSICCIA E PURE - la miglior craccata - da qui potete desumere che non sono un individuo cui il caldo fa calare l'appetito... Anzi! Spensieratamente ho preso a lessar salamine, annegandole nel pure, come se non ci fosse un domani! 

ESSERE ANDATA A BEN DUE TORNEI DI BRIVIDO - sebbene la voglia fosse poca, sempre superata dall'accogliente abbraccio della mia casetta, mi sono fatta violenza, e sono stata per due volte spettatrice delle partite di calcio di mio marito... Brava, eh?! 

SCOPRIRE CHE LONTANO DA CASA È BELLO VERO - la scoperta - che io mi cagassi sotto al pensiero di allontanarmi da casa, è cosa assodata e risaputa, ma andare a Disneyland prima, e a Milano Marittima poi, è stata davvero una gran gran cosa! 

DISNEYLAND- il regalone!
Amore folle ed incondizionato, da sempre, per tutto ciò che è Disney, non mi aspettavo potesse piacermi tanto vagare intrepida tra i castelli delle principesse, facendo la coda per fare la foto con Topolino... È stata indubbiamente una delle migliori vacanze mai fatte! 

MARIA SALVADOR
AMORE ETERNIT
LO STADIO
CHEERLEADER
EL MISMO SOL
- quei ritornelli che non mi levo dalla testa - 
capisco lo guardo pieno di superiorità che mi state lanciando a vista, ma non posso farci nulla! le canzoni estive mi piacciono, me ne lamento, mi stufano, ma poi, una volta che non vengono più passate in radio, sento la viscerale mancanza... 

21 GIUGNO - il giorno top - 
che grazie alla [mia] brillante idea di festeggiarlo a Milano marittima, ha reso il compleanno di Jn diverso e, spero, le abbia fatto sentire che è un elemento della Cumpa, entrata forse perché mia sorella, ma effettivo perché lei e lei! 

4 PASSI x BOVEZZO - il sospiro di sollievo - 
che, non ho ancora capito perché in misur tanto drammatica, l'organizzazione della camminata a sfondo benefico, che organizza la società sportiva di Paparotto Gigiotto, gli crea, a mio papà, un assoluto disagio! Diventa intrattabile, insopportabile, in accettabilmente stronzo, e meno male che è passata anche questa! 

CERCARE DI CAMBIARE ME STESSA - la mia avventura di giugno - 
più che di avventura, parlerei di cammino, dal quale ora come ora, sono abbastanza dipendente e preoccupata che vada nella giusta direzione... Comunque, parrebbe esserci ogni buon presupposto perché così sia... Ergo continuo! Motivata! 

L'EMANCIPAZIONE DAL LAVORO DEI MIEI - la cosa sulla quale puntare - 
che a me, il loro regno, piace sempre molto, e sempre molto trovo spunti energici in questa dimensione, ma il fatto che sia la loro, il non poter prendere spazio per me, per le mie cose, per i miei sogni e aspirazioni, inizia ad andarmi stretto... E quindi, niente, ci sto lavorando, e spero che la nuova stagione, che per me parte da settembre, porti con se gran belle novità! 

L'HOTEL A MILANO MARITTIMA - il colpaccio del mese - 
prenotato moooolti mesi or sono, con già la convinzione di un weekend leggendario, non mi aspettavo colazioni spettacolari, stanze dai bagni esclusivi, ed una posizione a due poco perfetta, a metà tra il centro e la sua movida, e la spiaggia e le sue comodità! 
...e invece... 

CUCINE DA INCUBO - la presenza costante del tubo catodico - a me, Antonino Cannavacciuolo, piace. Mi piace perché ha una sua ironia nordica, così piena di cinismo, su un corpo così fortemente mediterraneo, ed il contrasto non stride, esalta! 
Credo fermamente i ristoratori siano pilotati, ma ciò non mi impedisce di indignarmi e di divertirmi! 

PAOLA - la blogger da seguire - io non sono una gran fan di fashionblogger, alle volte, anzi, ho dedicato una sorta di invettiva rivolta contro di loro, la quale, credetemi, non mi ha mai fatto onore... ma tant'è ... Tuttavia Paola mi piace! Ha un suo stile, elegante e sempre misurato, una scelta di abiti che non la fanno mai apparire fuori luogo.

Come ogni mese che si rispetti, passiamo, dalla meraviglia dei premi pataliciosi, alla consegna dei pataschifo. 
Anche questo giugno, vede più lati positivi che negativi, ma anche loro hanno avuto la loro bella parte... 

LASCIARE R-DOG UN WEEKEND DA SOLO - la mia avventura di giugno - che io e Brivido siamo già stati via, ma mai insieme, quindi non avevamo mai lasciato il nostro amico peloso a dormire da un'altra parte... Nessun dramma, intendiamoci, ma è stato veramente dura per me!  

NON ESSERE RIUSCITA A TERMINARE IL CORSO DI CUCITO - ci tenevo. Era una cosa diversa che mi stava arricchendo, nonostante non fossi particolarmente ben predisposta alla materia... 

ESSERE ANDATA POCHISSIMO AL CINEMA - ho abbandonato il mio "grande amore" , più per pigrizia che altro... devo rimediare... devo farlo per forza in questo luglio! Sebbene, debbo ammetterlo, i presupposti sono stati scandalosissimi...ne ho visto solamente uno dall'iniizio del mese! 

AVER PRESO CONTATTI CON UN ALTRO OSPEDALE PER LE CURE - so che era conditio sine qua non, perché dove sono "soggiornata" da 10 anni circa, mi trattano benissimo e le persone sono tutte splendide... ma la realtà è che voglio maggiori prospettive di miglioramento, e qui ne vedo troppo poche!  

IL POCHISSIMO SPAZIO CHE CI STIAMO DEDICANDO IO E BRIVIDO - che io cerco di essere brava/bravissima, perché so quanto lui sia impegnato in questo periodo, lavorativamente e sportivamente parlando... ma io inizio a sentire la sua mancanza uffa... 

lunedì 13 luglio 2015

Luogo azzurro

Gli psicanalisti la chiamano "luogo azzurro", e sarebbe l'equivalente del paradiso in terra.

Ognuno ha il suo, e, in un mondo di incertezze e titubanza, forse l'unica certezza che possiamo vantare, è di sapere quale sia il nostro. 

Dicono che se ci porti una persona, è perché la identifichi con il "per sempre", e questo è forte e stranisce.

Dicono anche che se trovi la persona, la TUA persona, QUELLA persona, allora il vostro mondo è il luogo azzurro, tutto, basta che siate insieme. 

La visione romantica della cosa, non ammutina nemmeno minimamente il significato grandioso del concetto; esiste un posto nel mondo dove ci si possa sentire veramente se stessi, senza dietrologie, senza simulazioni, senza biasimo, un luogo etereo.

Ed il fatto che, per ognuno sia differente, ok, voi lo troverete assurdo, ma a me risulta a tratti commovente. 

Perché, a patto che il vostro non sia il punto vendita di Vuitton a Verona, ed abbiate bisogno di andarci, proprio durante i saldi, sarà sempre un abbraccio, il vostro abbraccio! 

Conosco una ragazza che si sente a casa all'ikea: trova stimolo per la sua creatività, ma realizzabilità nella facilità delle sue strutture; scorrazza a piè veloce da un settore all'altro, a volte compra, altre passa a sentirsi bene, si fa un biscotto di avena intinto nel cioccolato, e va via.

Un'altra fanciulla di mia conoscenza, sta bene solo mentre fa i dolci. 
La sua cucina e il suo regno.
Ma fa dolci, solo e sempre dolci.
Riempie l'aria di vaniglia e canditi, ed in essa si crogiola come una gatto al sole.

Un tale, invece, sente di essere a casa, con i piedi sformati da scarpette chiodate, con l'erba verde che gli permea i vestiti, e la palla che scivola veloce e ridanciana, fino alla porta. 

C'è chi lo trova in un angolo del mondo non quotidianamente accessibile, un bistrot di Parigi, l'aeroporto di Zurigo, un parco al centro di Manatthan, un picco sulle Alpi valdostane... ma non ci rinuncia. E non ci va mai una volta sola, lascia che questo posto lo attenda, trattiene malumori e frustrazioni, per poi scaricarle li; come una discarica delle nefandezze dell'anima, come un premio alla fine della gara.

Riflettevo, con occhi sberluccicanti su sta cosa, e mi è sorto spontaneo chiedermi quale sia il mio.

Una volta avrei detto la Feltrinelli, poi Mondadori, in via Gramsci a Brescia.

Ma l'hanno chiusa.

Poi ho trovato il mio luogo azzurro in palestra, la mattina, mentre ancora non è aperto, ed io posso aggirarmi per la sala faticando solitudinaria, nel silenzio spezzato solo dalle mie azioni.

Visto quanto sto bene quando cammino in montagna, ho pensato che avrei trovato li, tra qualche meravigliosa valle trentina, la mia "casa".

Recentemente, tuttavia, nel ristrutturare il mio studio, una stanzetta con le tasche piene di me, che si affaccia al tram tram come un cubo di libri e penne colorate, con ritagli, ricette, scotch variopinti, e adesivi strampalati, mi sono resa conto che la quantità di me stessa messa in quella stanza, mi fa sentire nel posto migliore al mondo!

Non senza una dose extra di auto-compiacimento, posso dire che in me io trovo il luogo azzurro. 

Il rifacimento, a mia immagine e somiglianza, di quella camera mi ha portata a trasformarla nel luogo dove voglio esaudirmi.

Il caos impilato, i colori che strabordano, la futilità che si respira, e la spensieratezza che la anima, sono le sfaccettature recondite di quel marasma vulcanico, che mi muove dentro.
E, una volta incanalate, mi fanno stare bene.

Il mio luogo azzurro è una tenda tesa sulla mia personalità, una prolunga del bello che, ancora, fatico ad esprimere e a conguagliare dentro le mie azioni quotidiane. 

Il mio luogo azzurro... Sono io!

Ed il vostro?
Qual'e!?

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...