mercoledì 30 marzo 2016

riassunto fagocitato di weekend allungato

non c'è un'epifania della Pasqua, ma durano tanto poco due giorni di festa, che non ce la di da quasi manco ad accorgersene.

come sono state le vostre?

io ho riso molto, presenziato tantissimo, giocato a carte, visto film leggendari, mangiato chili e chili di gallina lessa e carciofi, colorato come se non ci fosse un domani, ricevuto inattesi regalucci, preso il primo gelato della stagione, e mandato più sms pasqualini che mai.

di contro non ho mangiato manco un pezzettino di cioccolata, non ho fatto due passi due, dato che Pasquetta ha avuto il clima delle grandi occasioni [da divano e copertina...], e non ho fatto shopping veronese, quando avrei [molto] voluto. 

però sono state belle giornate:
sabato a zonzo per Verona, tra un gelato, la vista di cose fotoniche al Disney store, ed una mezza delusione dei due super eroi per eccellenza, Batman e Superman; 
domenica una giornatona di pranzo infinito, tra chiacchiere ottimo cibo, ed il regalo di una marmellata handmade che fa gola anche dal vasetto:
lunedì, pioggia dopo giorni splendidi, salta la proverbiale scampagnata, pranziamo al centro commerciale, tra Mc Donald's, pollo fritto del JFK, piadine e toast, e passiamo il pomeriggio giocando a scala40, per poi darci alla visione del Corvo, colorando gli album per adulti, che per null differiscono da quelli per bambini se non nel prezzo. 

ci sono novità rilevanti, cose che importerebbero anche se la settimana non fosse di per se extra ordinaria, ed io rimango un po' sospesa...

...certe volte procrastinare non è proprio fattibile...

non faccio la misteriosa, è che ancora è tutto nebulosa stagnante, quindi taccio...

ah, non sapevo, nelle scuole, facessero più di una settimana di vacanza... sempre più voglia di lavorarci, in una scuola!

...dettagli...

il planning delle cose da fare invece di assottigliarsi, si rimpolpa, non sarà che la cosa ti sta sfuggendo di mano Pata, e ti stai riempiendo troppo? 

ai posteri l'ardua sentenza, ora vi lascio che devo scrivere 159 mail, inviare 56 whatsuppate, e fare la faccia tosta con 15/16 potenziali contatti lavorativi...

lunedì 28 marzo 2016

Tra ciò che avrebbe potuto essere e ciò che è

Le settimane si somigliano tutte, per non aver niente che ci azzecca l'una con l'altra.

Non so se è prettamente mia come considerazione, se è quella famosa sensazione da vecchitudine, che coi 30 si è fatta reale, o se accade a tutti, prima anche a me, ma non me ne rendevo conto...

Fatto sta che mi barcameno in un annata funambolica, con le capacità dei circensi della Orfei
...chissà se teneva in gabbia anche loro... che la terra le sia lieve, eccentrica lacca vivente!

Ripensando alle promesse fattemi il 1 gennaio, in quel turbinio di aspettative e buoni propositi, mi rendo conto di essere in debito con me stessa, o forse sono in credito col destino, dato che a 4 mesi dall'inizio del 2016, poco o niente di ciò che avevo prospettato dovesse e potesse essere è avvenuto:

Per la primavera, ero convinta avrei già ottenuto delle cose:

*volevo avere una forma fisica meno sottolettica;
*volevo aver approfondito delle letture lavorative che mi stanno sospese come spade di Damocle;
*ho perso certi film potenzialmente molto molto belli al cinema;
*ho fatto degli acquisti non ottimali ai saldi, ed ho speso per cose un po' sceme...
*ho avuto un stop nell'allenamento di quasi un mese, con la perdita di muscolatura che ne è conseguita...mio malgrado! 
*ho avuto un episodio di pancreatite che mi sto ancora trascinando;
*non sono riuscita a fare tutte le cene e gli aperitivi, le merende e le colazioni, promesse a destra e a manca! 
*la mia famiglia non è ancora riuscita ad avere una dimensione di miglioramento, che mi auspicavo avesse;
*ho perso potenziali possibilità e procrastinato su certe scelte, che giocoforza non mi hanno ancora fatto ottenere la solidità che vorrei;
*non ho ancora prenotato le vacanze estive, e non sono mai stata via due giorni con Brivido, cosa che non succede da 2 anni! 
*il planning sulle faccende domestiche, che mi ero prefissata, non ha ancora preso quota...mio malgrado! 
*il mio storico Strizza mi ha dato notizie poco rosee sulla situazione che verte nel centro dove sono in cura...;
*la mia volontà di essere, a questo punto, nel bel mezzo di un cammino importantissimo per una famiglia, è venuta meno e siamo meno che ai blocchi di partenza... 

Di contro, in questi primi quattro mesi dell'anno:

*ho cambiato colore ai capelli sentendomi molto figa;
*sono perfettamente in linea con la saga di Harry Potter;
*ho preso a vedere un sacco di film su skycinema;
*mi sono comprata le Dansko, alle quali faccio il filo da un paio di anni;
*sono riuscita a riapprocciare un allenamento di crossfit, dopo appena un mese e mezzo dalla pancreatite;
*mi sono convinta a chiamare un centro ospedaliero diverso, dove spero mi cureranno ancora meglio;
*mi sono impegnata nell'intessere le amicizie alle quali tenevo di più, facendo selezione in ottimo modo;
*ho spronato le persone che amo di più, a migliorare la qualità della loro vita, con coerenza e stando loro vicino come e quanto più potevo;
*non ho mai perso l'occasione di un caffè o una chiacchierata con la SuperNonna;
*ho già prenotato un weekend via con la Jn, ne ho fatti due dall'inizio dell'anno, e prima di quello già prenotato, penso proprio ce n'è starà nel mezzo almeno ancora uno! 
*ho imparato a gestire un po meglio le spese, riuscendo a tenermi qualcosa alla fine di ogni mese;
*ho iniziato terapia con una nuova Strizza, e sto cercando di migliorarmi davvero attraverso di lei;
*mi sono presa in carico una sfida, quella della corsa, e sono fermamente convinta che da qui a fine settembre farò una 10 km sotto l'ora!

Oggi è Pasquetta ed ho avuto taaaaanto da fare, per questo pubblico solo ora, ma ai nottamboli, o agli insonni come me, potrebbe far compagnia!



venerdì 25 marzo 2016

Wake me up when september is coming

Quando arriva la primavera a me viene sonno.

Si, so che non capita solo a me, e che è male comune senza mezzo gaudio, che del sonno altrui francamente me ne infischio, ma un'insonne che ha sonno, è un controsenso meraviglioserrimo. 

La realtà è che mi sveglio, sempre, alle 4.10, mi rigiro tra le lenzuola per un po', cambio il verso del fianco, sprimaccio il cuscino, arieggio le coperte, e poi mi alzo, affamata inquieta ed assonnata. 

Il problema del l'insonnia, è che, se anche hai sonno, e la possibilità di dormire, se ti svegli due volte nell'arco di mezz'ora, puoi fare ciao ciao con la manina alla notte, perché per te si è fatto giorno.

È un dato di fatto.
E fa decisamente caccare!

Poi c'è l'allergia. 
Che tu non te ne accorgi proprio subito subito, ma alla prima camminata in prossimità di piantagioni bastarde di pollini, vedi una trasfigurazione facciale degna di un film di fantascienza! 

I dotti lacrimali si ingrossano, prendendo le somiglianze del Gange; la gola ti si strizza in una morsa da tortura cinese; la voce diventa più roca di quella di Amanda Lear; i bulbi oculari si dilatano in modo innaturale, e pulsano come orologi ticchettanti; e su ogni lembo cutaneo, pare apparire una ragnatela fitta di irsutaggine non ben specificata, che prude, arrossa e sfigura. 

Ne sono affetti 99 su 100, ma anche qui non vige la regola del gaudio se è male comune, perché anche qui dello stato osceno altrui ce ne si fa una ragione, con tanto di sonora scrollata di spalle! 

È un dato di fatto. 
E fa decisamente caccare. 

E, dato che tra qualche settimana cambia l'ora, prepariamoci alla diffusione a macchia d'olio, di debosciamento incontrollato. 

L'ora rubata, finisce per annichilire chiunque, con buona pace del lamentato re seriale, che improvvisamente si ritrova leader di un movimento diffuso e trendyssimo! 
Si lamenta chiunque, e lo fa con uno sprezzo dei maroni altrui, decisamente non indifferente!

Chi si azzarda a provare un po' di sano entusiasmo, o a dimostrare una punta di euforia primaverile, viene scaraventato in una landa desolata, nella quale si ascolta solo Gigi D'Alessio, mangiando pasta in bianco stracotta e guardando solo le repliche delle repliche de "La signora del west", così ti deprimi giocoforza! 

Dobbiamo essere tutti scarichi e prossimi alla depressione; accodarci al branco dei lamentosi e ripetere a spron battuto che, quest'ora tolta, ci ha davvero minato nel corpo e nello spirito. 

Arrendiamoci al nostro triste destino.
Sarà così.

È un dato di fatto.
E fa decisamente caccare.

Dulcis in fundo, la primavera è portatrice sana di ormonella.

Qualcuno potrebbe inizialmente gioire dei risvolti positivi ferormonici del periodo, ma è cosa lieta solo in apparenza.

Gli effetti collaterali, in verità, sono tremebondi!

1- siamo costretti ad essere sempre sul pezzo, perché abbiamo voglia di uscire, fare la conoscenza di facce nuove, e frequentare posti solitamente evitati; e tutto questo "solo" perché è l'ormone a decidere per noi!

2- dobbiamo fare la ceretta, mettere gonne senza calze, fare qualche lampada, e prendere seriamente in considerazione un abbonamento in palestra, perché per sanare il gap tra noi e l'altro, azzerando la distanza per darci chance di acchiappo, la personalità da sola non basta! ...e questo "solo" perché ormone chiama ormone, e noi si è in balia come zattere nel triangolo delle Bermuda! 

3- dobbiamo mandare in letargo le serate sul divano, il plaid e le mega mug di latte caldo, il cinema il sabato sera, e le merendine a base di cioccolata calda della domenica pomeriggio; perché il principe ormonella non bussa alla porta di casa, beve mojito, va a ballare 3 sere a settimana, e nel weekend va sul lago a fare gli aperitivi... Non importa niente se tu non hai un cacchio voglia di mollare le ottime abitudini acquisite nella stagione invernale, devi accodarti al generale friccichio di suoni luci e colori che la primavera porta con se, perché quando l'ormone parla, al massimo, puoi dire "signor sì signore!"

È un dato di fatto.
E fa decisamente caccare. 
E, sinceramente, già mi è venuta voglia di primo settembre! 

mercoledì 23 marzo 2016

Futilità e Bruxelles

Qui si è futili.

Molto futili.
Incredibilmente futili.
Senza rimedio, senza redenzione, senza vergogna, futili. 

E mi è sempre stato assai bene così.

Anche quando succedevano cose, che teoricamente uno di fasciava la testa, io cercavo di restare futile; per una sorta di concreta coerenza con me stessa ed il mondo virtuale costruitami. 

Questo significa che avrei parlato del film che ho visto ieri sera, "Brooklin", bello ma non da Oscar, come era stato nominato...

E vi avrei detto che la mia marcia della giovane runner sta prendendo il via, ma che dopo 100 metri di corsa sono alla ricerca di un polmone d'acciaio.

Oppure avrei occupato lo spazio bianco di un post da costruire, pensando alla primavera e alle cose migliori da fare e pensare, in questo periodo.

Ma è successa Bruxelles, ed io mi sono sentita la testa che girava forte. 

Come faccio ad essere futile, mentre il mondo è in guerra, ed il campo di battaglia si fa sempre più vicino?

Non sono mai stata nella capitale belga, pensavo ci sarei stata ad agosto, perché una parte della Cougar Cumpa va a vedere un tappa della formula 1, ed io e Jn volevamo accodarci col volo, per una tre giorni a zonzo tra Bruges e Bruxelles.
Ma poi loro hanno prenotato, e noi abbiamo desistito.

Però facevo conto di vederla presto, di vivere della sua magia al sapor di cioccolato, di immergermi nella dimensione saporita di un pezzo di storia europea, la mia favorita. 

Facevo conto che sarebbe successo relativamente presto.

Facevo conto, e lo faccio ancora, perché non saranno un manipolo di estremisti pericolosi a fermare la mia volontà.

E non perché io li sottovaluti, li sottostima, o sia convinta che siano retrogradi rispetto a noi; ma perché non posso accettare che la mia libertà sia sottovalutata, sottostimata e retrograda, rispetto alla mia. 

Vogliono toglierci il sapore delle cose belle, minando il senso di appartenenza al mondo che ogni individuo costruisce a modo proprio, e lo fanno bombardando e brandendo le armi; facendo saltare in aria sogni diritti ed aspirazioni; precludendo ci la fortuna di un mondo sicuro, alla portata di chiunque abbia voglia di abitarlo. 

La paura ci fotte tutti.
Ci chiama dentro le sue celle, e ci rinchiude con le catene della sua potenza.
Hai paura quando sai di poter perdere qualcosa, ma non puoi farti soggiogare dal tuo stesso tremore, devi viverlo lo stesso. 
Perché la paura non è più tale se ti sovrasta, lì accade l'oblio, e da lì, tornare indietro, non si può. 

Penso il mondo debba prendere atto della diversità della sua gente, perché non si può far finta di niente, non si può sperare nella mediazioni e nel dialogo; non si può fingere il complottismo delle intenzioni; volgendo il solito sguardo indulgente, ad un oriente che ci vorrebbe un ginocchio. 

Non si può punto e basta. 

È ora di smettere di credere alla favola del "noi siamo più evoluti, quindi dobbiamo capire e fare noi le mosse più sensate"; la loro barbaria è religione esibita, è disprezzo della vita in terra, è sinonimo di decadenza degradante, e smetterla di dire il contrario, di impuntarsi su tutta l'erba ed il suo fascio, è il solito modo radical snob di lavarci le coscienze, fingendo una superiorità esibita.
E laconica, parecchio laconica. 

Oggi più che mai voglio viaggiare, andare in tutti quei posti in cui la mia mente ha la sede del suo viaggio, posticipare impegni e scadenze e spese, per permettermi aria in lingue sconosciute. 

Perché non esiste che io non abbia paura, ma la paura deve temere la mia forza, il mio coraggio determinato e la mia valigia pronta. 

Avviso per tutti: il Buonismo è fuori da queste righe, e se la sensibilità di qualcuno verrà turbata, mi spiace, ma non me ne importa un fico secco. 

lunedì 21 marzo 2016

nuvolette felici nel primo lunedì di primavera

E' lunedì, ed il lunedì, dopo aver fatto il pieno di grassi idrogenati ed olio di palma a colazione, si passa a riesumare mentalmente il weekend, per non essere sopraffatti dallo scoramento e dalla voglia di uccidere qualcuno... 

...ciò posto, ho trascorso un weekend togo [si dirà ancora "togo"?]  fatto di cose nuove, di volti mai conosciuti prima, di cibo ottimo, di esperienze altamente significative e di pennutaggio selvaggio.

Si, avete letto bene: pennutaggio.

La mia amica EducAttrice mi ha trascinata in un turbinio di handmade.
A ME, la persona meno pratica di questo mondo, la cui manualità compete con il reparto di ortopedia dei peggiori bar di Caracas...

Ebbene si, ci siamo buttate in questa piccola grande avventura full immertion; e, nonostante una certa reticenza iniziale, non posso non ammettere di essermi pure divertita!

Allora, i punti salienti da condividere con voi, sono stati che, pronti via, io e l'uncinetto non abitiamo sotto lo stesso cielo... ma per davvero veramente.

Ora, voi ditemi che laurea deve prendere una per fare e disfare catenelle su catenelle, ci vuole un master per forza, perché non esiste che io fossi così ingommata!

Comunque, lo scopo della mattinata era mettere al mondo delle gocce, fatte ad uncinetto... le mie mi sono state praticamente fatte dalle maestre, perché era netta e ben delineata la mia totale 'gnuranza!
Però la personaggia che ce lo insegnava, Vendetta Uncinetta, è un must del settore, ho scoperto, nonché una fanciulla dalla simpatia trascinante!

Pausa pranzo di gran classe: riservati ben due tavoli alle fanciulle del corso, le quali si sono rimpinzate di cose squisite, che hanno provocato un gioioso abbiocco post pranzo, ma di qualità.
Eh si, perché la location era veramente da pollici bene bene in alto: l'Area docks è uno di quei posti ultra chic, fighetti, concettuali, cari come la peste, dove fare ottima figura se portate una donzella al primo appuntamento... salvo poi farle abituare troppo bene!
...ed il menù proposto per il brunch, tra pesce crudo e patate grondanti goloso burro, era veramente una goduria!

Il pomeriggio, è stata la volta del pennutaggio, come ho sopra scritto.
Fil di ferro alla mano, abbiamo creato dei piccoli uccellini, partendo da una tavola guida... posso affermare con assoluta certezza che il mio stormo è a tratti patetico, e che più che colombelle, assomigliavano a poiane obese, però dai è stato anche spassoso poterci provare, e la maestrissima Le Bianche Margherite in questione era brava vera: tutta presa, tutta concentrata, oh i massimi sistemi del pennutaggio!

Alla fine, il culmine, ce l'ha regalato Francesca, una folletta fenomenale che possiede la bottega del colore "Pistacchio & Caffè".
Ecco, io non la conoscevo personalmente, ma le avevo parlato e commentato svariate volte su facebook, e debbo dire che è stato come vedere una vecchia amica... è fantasmagorica!
Mette tutti a proprio agio e, la sua tecnica shabby per fare una nuvoletta felice, è stato l'unico sprazzo di talento che mi sento di poter vantare!

Che dire?

Ho una spettacolare nuvoletta di compensato azzurrina, effetto shabby, che strizza l'occhio e mi regala una sorta di allegrezza...

Tirando le somme della giornata posso dire che:

*sono indiscutibilmente inabile nell'handmade
*le donne sono un'inesauribile fonte di ispirazione
*alla fin delle finite un gruppo di donne si ritroverà sempre a parlare di uomini/corna/diete
*le storie che potretescoprire ascoltando, vi daranno sempre materiale sul quale riflettere
*ci sono ancora le famiglie numerose [una ragazza ieri parlava delle sue 4 figlie...]
*la mia amica EducAttrice è sempre lei... solo che ogni tanto me ne dimentico, perché la confondo col suo essere mamma
*fare il brunch nel posto più fighetto di Brescia, o farlo all'osteria numero 1 è lo stesso: quando c'è di mezzo un buffett la gente si comporta come se non ci fosse un domani!
*seguire le donnine dei link che vi ho messo, è cosa buona e giusta!

venerdì 18 marzo 2016

un addio al ranuncolo

Erano 3 giorni che rimaneva vigile al suo capezzale, e c'era più caffè che sangue dentro le sue viscere.

Non aveva mangiato altro che toast; quadratini di pane molle e cianotico, con fette troppo spesse e grasse di prosciutto di infimo livello, ed un formaggino rammollito senza alcuna qualità se non quella di lasciare una patina spessa sui denti...

La quarta mattinata si apri con un rantolio sinistro e mai sentito prima, girò la testa in direzione della madre e sentì che faticava a respirare. 

Il dottore la vide come una normale complicanza e le diede degli steroidi per dilatare il flusso respiratorio. 

Il rantolio si affievolì fino a sembrare un lamento prima ed un mugolio appena accennato poi. 

Arrivarono Pietro e Roberta, suo marito e sua figlia, e le portarono un cambio d'abiti. 

Indossò una maglia dal filato sottile sotto il maglione a trecce che le pizzicava la pelle, e si sentì a posto. 

Roberta lamentava silenziosa l'assenza materna; le si poteva leggere nello sguardo crucciato l'egoista senso di abbandono e di ingiustizia, al quale l'aveva condannata la malattia della nonna, tuttavia a parole andava tutto bene, e si faceva i compiti, e no non aveva fatto tardi. 

Pietro era, al contrario, solidale e disponibile, attento e costruttivo, commosso e silenzioso.
Lo detestava.

Avrebbe voluto un uomo assente, qualcuno da incolpare per il dolore che la dilaniava, un capro espiatorio che l'annientasse per qualcosa di più futile e spiegabile: ingiustizia al posto della morte.

...ma Pietro non poteva assecondare, e far emergere il lato distruttivo che ogni donna malcela. 

La madre le si riaddormentò davanti agli occhi, un istante dopo aver visto la nipote, giusto il tempo per contestare il suo essere un genitore troppo permissivo, ne era certa. 

Il quinto giorno il toast le diede il voltastomaco e prese un tramezzino al tonno. 

Lo vomito tutto un paio d'ore dopo, quando le dissero che la situazione stava velocemente degenerando, e che la macchina che pompava sangue al cuore, al posto delle stanche coronarie occluse della madre, dava segni di totale autonomia, ergo il corpo di mamma non stava battendosi contro l'inevitabile. 

Si chiese cosa potesse dire o fare. 

Pensò all'ultimo compleanno materno, alla rincorsa dal fiorista per sopperire alla dimenticanza, e allo sguardo truce della genitrice innanzi ad un bellissimo mazzo di ranuncoli, identico a quello di chiunque altro. 

Le venne da ridere al cinismo isterico che aveva patito tutta la vita pur di tenere in vita il personaggio della matrigna cattiva, e alle conseguenze catastrofiche che aveva avuto questo suo atteggiarsi, allontanando i suoi figli prima e i suoi nipoti poi. 

Rifece il numero di Carlo e Camilla, i gemelli di suo fratello Gian, almeno loro forse...

Ma non risposero.
Ed avevano ragione. 

Lo sapeva lei, e anche la madre, che non chiedeva mai ne del primogenito ne dei suoi ragazzi. 

Chiamò a scuola per parlare col preside e chiedergli di allungare la sua assenza per una settimana ancora. 

Non potevano non accordarglielo, insegnava da trent'anni ed aveva accumulato forse 5 giorni di assenza. 

Il sesto giorno il dottore le consigliò di far arrivare quanto più amore nella stanza della madre, perché sarebbe stato l'ultimo ricordo che avrebbe retto. 

Temeva il momento non tanto per la perdita della madre, ma perché non aveva nessuno che rispondesse, quando avrebbe chiamato.... 

Chiese a Pietro di raggiungerla con Roberta, pregò la segreteria telefonica del fratello di mettersi una mano sul cuore, contattò la zia Fiorella sorella della mamma che stava fuori ma promise di arrivare, supplicò l'ex cognata di portare i ragazzi dalla nonna per puro spirito cristiano, ed abbassò lo smartphone sul tavolino.

Non c'era nessun altro da contattare.
E si vergognò per lei. 

Prese la borsa della madre, mentre lei respirava con la pelle tirata ed i nervi visibili dentro una maschera larga il doppio delle sue guance, e ci ficcò il naso in cerca di un qualdirsivoglia cenno positivo di umanità... 
Un contatto telefonico.
La cartolina di un'amica.
L'indirizzo di una associazione benefica.
Qualsiasi testimonianza che rinnegasse freddezza e solitudine.

Fazzoletti di carta resistenti e profumati, una trousse con uno scampolo di rossetto e della cipria dannatamente costosa, un paio di collant di seta color crema, un pacchetto di terribili caramelle al rabarbaro, il portafogli ordinato e senza orpelli, ed un bloc notes stonato. 

Prese in mano quest'ultimo e lo guardo con sospetto crescente. 

Foglie in copertina e pagine azzurro carta da zucchero. 

Fuoriluogo e stonato.

Lo aprì cautamente, in un turbinio di perplessità per la scoperta fatta, paura di scoprirci dentro chissà cosa, e terrore di essere colta nel fragrante di un'azione che la madre non le avrebbe mai perdonato. 

Sfogliò con titubanza il cimelio mentre il ticchettio della flebo risuonava funereo. 

C'era una vecchia foto di loro 4 in un autogrill, ricordo di una vacanza in Val di Fassa, 16/17 anni suo fratello, un paio di meno lei. 
Imbronciati e bellissimi, i ragazzi della foto la guardavano con occhi disattenti, mentre il padre fumava una malboro e la madre si sistemava la giacca vento... 

Era il perfetto riassunto del loro lessico famigliare: due figli discordanti ed annoiati, da un padre perennemente preda della sua nevrastenia, e da una madre più attenta all'apparenza che all'emotività.

Poco amore esibito.
I ragazzi avevano ereditato la necessità di essere rincorsi, e la volontà di scappare da tutto e tutti.
Era stata quest'onta, che aveva reso i loro legami precari, mal concepiti, poco solidi, perennemente borderline... 

In quella foto non c'era finzione, ma era triste rivederla...
L'essenza di sua madre, prepotente e senza filtro, la faceva da padrona, e le si accumulò peso addosso, mentre rimetteva a posto quel ricordo disagevole.

Però accadde un fiore secco.
Cadde dal blocchetto, un ranuncolo quasi certamente, forse di quello stesso bouquet disprezzato anni pirma, che fragile come un sogno si era seccato tra la polvere ed il tempo.

Si rimise a sfogliare, con più attenzione, con una  cautela affettata, fin quando, in un'altra pagina, apparese il ritaglio di un articolo di giornale, che ringraziava un anonimo donatore di coperte di pile per il canile della zona; e le venne in mente che era lo stesso canile dove aveva adottata quella stupida orribile bastardina, che le aveva fatto compagnia qualche anno, quando lei si era trasferita prima di sposarsi.

E ancora, trovò frasi scopiazzate dai suoi post sul blog, e annotazioni per i dolci agrumati preferiti da suo fratello Gian, ed ancora appuntisugli orari di uscita da scuola di Roberta, Carlo e Camilla. 

Non andò oltre, sentendo le lacrime affollarle confuse gli occhi. 

Poso la mano su quella della madre; non sapeva amare come amano gli altri, quel corpicino astratto, informe forma della donna che fu, ma custodiva un amore che crogiolava in se stessa...

...e sebbene non is capacitasse del perché, dato che ambedue sapevano che non lo ricercasse e non lo avrebbe celebrato, si sentì invadere di perdono per la prima volta in vita sua...

mercoledì 16 marzo 2016

nient'altro che noi

una delle domande più frequenti fatte ai bambini è "Cosa vuoi fare/diventare da grande?" 
...ora, so che il bagaglio linguistico dei piccoli, non è così vario e variegato, rispetto a quello degli adulti, tuttavia, mi pare che la partenza lessicale sia profondamente ingiusta, a tratti disdicevole!

Perché non chiedere "Quale professione vuoi fare?", piuttosto, non penso proprio sarebbe uno smacco alla limitazione, e nemmeno reputo potrebbe mettere in difficoltà i cuccioli di umano interrogati.

Mi indispone che, fin da piccoli, ci si debba raffrontare con il mondo, passando per il lavoro che si sceglie; anche perché è una cosa retrograda, che però ci trasciniamo dietro per mooooolto mooooolto tempo!

Ancora oggi, a trent'anni suonati, sento le persone indicizzate secondo la mansione svolta, più che per altri elementi distintivi... 

...e siccome sono cagna e polemica since the 1985, la cosa mi indispone alquanto, perché è chiaro che nella vita non tutti abbiano avuto la possibilità di svolgere la professione dei sogni, ed è altrettanto chiaro che, queste stesse persone, potrebbero essersi sentite risolte inseguendo i loro sogni in altri modi.

Io lavoro dietro il banco della reception dell'azienda dei miei genitori. 
E' una realtà gaudente, che mi ha fatto scoprire persone che oggi sono famiglia, ed altre che non stento a considerare amici veri; è un ambiente che tutti i giorni sa darmi qualcosa, che sia uno spunto di riflessione, o l'aneddoto divertente con cui parlare con Brivido a cena, o l'incazzatura che mi tiene sveglia a leggere Harry Potter tutta notte.

...però non sono io...

Mi spiacerebbe essere la [Pat]Alice della palestra, punto e basta.
Cioè, essere identificata così... stride tantissimo con chi sono sul serio, eppure so, e lo so proprio benissimo, che per molte persone io sono "quella lì", e non c'è cattiveria o voglia di sminuirmi o di limitare chi sono, è un dato di fatto punto e stop.

Chi vorrebbe limitarsi ad essere qualcosa che non sente appartenergli particolarmente?

Viene da chiedersi: ci sentiamo il lavoro che facciamo?

E, allargando un po' di più, siamo ciò che la società, istituzionalmente, ci richiede di essere?

E, volendo entrare nella dimensione rapportuale, capita che gli altri ci vedano come non ci piace essere classificati?
 
Ma, cosa più importante di tutte, ci sta bene che così sia?

Le mie risposte:
No, assolutissimamente e definitivamentissimamente no.
Meno di quanto potrei essere... ma bastevolmente in linea.
Di frequente. un po' a causa delle mie stesse scelte, un po' perché la gente parla senza conoscere.
Certo che no, ma invece di lamentarmi per questo, cerco di ritagliarmi un'identità sempre più forte e definita... o almeno ci provo!


lunedì 14 marzo 2016

due passi e pensieri al cielo

Sono una persona insolita, lo so da sempre, e convivo senza reticenza alcuna in questo mio trip mentale evergreen, che mi accompagna e contraddistingue.

In un anonimo martedì di quiete, che nulla aveva da chiedere all'uomo, ho preso RDog, e me lo sono portato appresso in città. 

Sono gnara di provincia, andare in città non è affatto insolito o difficile, ma se lo fai in un pomeriggio infrasettimanale, senza valida motivazione alcuna, sembra te la tiri, o hai veramente buon tempo...

Ed io ci sono andata comunque!

Premetto che la mia beautiful city, Brescia, a me piace tantissimo, e che non la cambierei per quasi nessun altro posto al mondo; ha contraddizioni stridenti ed abbracci caldi, ha scoperte ignote e silenzi immobili, ha crêpes in gelateria e hotdog in yogurteria. 
È un tutto senza il niente.
E mi piace.

In un caldo giovedì di fine inverno, all'ora in cui i bambini escono da scuola, io ed RDog ci siamo attardati a far da spettatori alla vita intorno a noi.

Una camminata lieve, uno sguardo rapito ai colori primaverili delle vetrine, l'attenzione distorta su base neutra...

Una merenda deliziosa in un bar appena scoperto, una frolla semplice che addolcisce pensieri meditabondi, un the caldo che trapassa e scalda gli anfratti con le stalattiti ancora attaccate... 

Va tutto bene ed è tutto bello, perché alle volte non hai bisogno di niente di più della banalità, per renderti conto di quanto i momenti belli abbiano a contare... 

 Il ricordo di un giovedì, che sarebbe stato insapore ed incolore, reso migliore da una passeggiata e qualche riflessione è impresso, a quasi una settimana di distanza, con la richiesta da me mossa a me stessa, di capire se si può rifare e quando... 

Perché, è vero, ho buon tempo, e non è che mi spacchi la schiena, e bella vita che faccio, e beata me... 
...e con ciò?!

venerdì 11 marzo 2016

5 passioni 5 vorrei per passione

...appassionata alle passioni, come ha detto di me il mio amato maritissimo...

Amo il cinema, la lettura, lo shopping, i viaggi ed il cibo.

Così, semplificando con gioiosa ed imbarazzante pochezza, ho riassunto le mie più sgargianti passioni, trasmettendovele con una verve da larva.

Ma è ancora possibile recuperare entusiasmo e spirito di iniziativa, alla luce di questo venerdì lento, nel quale ho fatto molto meno di quanto non fosse oggettivamente in mio potere...

FILM CHE VORREI VEDERE:

"SUFFRAGETTE" io adoro Meryl Streep, in assoluto la mia attrice preferita, con la sua ecletticità voluttuosa e mai uguale a se stessa. Non ho sentito solo critiche positive a questo film, tutt'altro, eppure non posso pensare di non vederlo... Sono stata, ai tempi delle superiori, fervente femminista: storica è e rimarrà la mia entrata all'esame di maturità con cartello alla mano con scritto "l'utero è mio, lo gestisco io". Disgraziatamente, il movimento femminista ha finito con il deludermi profondamente, legandosi sempre più su posizioni estremiste ed estremizzate, che non contemplano ne il mio punto di vista, ne la realtà nella quale mi vivo e muovo... ma pazienza, il film voglio vederlo lo stesso!

"ZOOTROPOLIS" dite quello che volete, io non sarà mai troppo grande per non amare alla follia la Disney... è come una religione, puoi non andarci in chiesa, ma a Dio ti rivolgi lo stesso... ciò posto, ho evitato le prime settimane di programmazione, impaurita dalla folla di bambini urlanti al cinema. Niente da dire nei loro confronti, amo le mamme che iniziano i figlioli al cinema, ma io non posso trovarmi per quasi due ore coi piedini conficcati nei reni, e le lamentele a 20 minuti dall'inizio... ciò posto, ora tenterò il recupero... magari non di domenica pomeriggio!

"AVE CESARE" come ho scritto su [quasi tutti] i blog di cinema che frequento, e che già hanno visto ed analizzato l'ultima opera dei fratelli Coen, dopo "A proposito di Davis" sono un poco titubante a proposito del duo geniale, che ha fatto veramente tanto per il cinema in toto... Tuttavia, il cast è talmente allettante, che non si può prescindere, dai... E poi sembra essere una commedia a dir poco sgangherata e al limite del paradosso... come non volerla vedere?

"IL CORVO" capolavoro icona del cinema degli ultimi vent'anni, io non l'ho mai visto. Ho il dvd a casa da natale, me lo ha prestato un amico, credo nella speranza cedessi... e non che non voglia farlo, ma mi sembrerebbe un tradimento farlo senza Menny, ciò posto... ammicca lì, bello tronfio e mi aspetta al varco...

"PANE AMORE E FANTASIA" io amo il vecchio cinema, mi ha sempre attratta in modo pauroso il bianco e nero, ed il modo di recitare che avevano quegli attori, così vividi e veri. Beh, ecco, questo film non l'ho mai visto, e mi attira da tanto tanto tempo... beh, sky classico prima o poi me lo sputerà fuori, no?

LIBRI CHE VORREI LEGGERE

[tralascerò la mia poderosa dipendenza da Harry Potter e le sue avventure, perché sono alla quinta, ed è ovvio che voglio finire la saga...]

"IL CARDELLINO" romanzone di sostanza che mi ha regalato la mia Jn per la festa della donna, e che da anni voglio leggere... è un libro che mi ispira per la sua complessità e per la sua narrazione, che ho letto essere fortissima... non vedo l'ora di finire Harry per dedicarmi a questo nuovo mondo!

"PROMETTO DI SBAGLIARE" regalo di natale deposto per altre letture, e molto molto apprezzato... so che è inflazionato, e solitamente vacillo di fronte al trend della lettura, ma in questo caso anche solo la copertina mi mette allegria, e voglia di divorarlo!

"ANNA KARENINA" un classicone che non ho mai affrontato, perché non ho mai approcciato la letteratura russa in genere, ma vorrei davvero darle una possibilità, non per altro, ma io ho sempre apprezzato leggere libri scritti in un tempo in cui non c'ero io, per poter vivere al 100% la letteratura e l'amore che ad essa mi lega

CAMILLERI... qualcosa, qualunque cosa; perché non ho mai letto un giallo di quel prolifico autore siciliano che ha inventato Montalbano... e siccome tutti ne parlano da sempre praticamente, è veramente giunto il momento di!

"1Q84-SECONDA PARTE" il grandioso libro della Muramaki mi ha affranta, lasciata in attesa, fatta dubitare e sbalordita, da pagina a pagina le cose cambiavano... ma non ho ancora preso in mano il secondo volume [che poi è il terzo, perché nel primo libro c'erano due parti] perché è un tomo destabilizzante...ma che lascia in attesa, infatti mi sento come se mi mancasse qualcosa... ed ora lo vorrei finire.

SHOPPING CHE VORREI FARE

CAMICIA BIANCA non so più quanto tempo è che dico che me ne devo comprare una degna di tale nome. ..ma ancora non l'ho presa!

WOOLRICH si, lo so che andiamo incontro alla primavera ed io penso al più caldo dei giacconi, però questo ce l'ho proprio in fissa lo ammetto... mi piacerebbe beige o blu, e se non avessi fatto tante spese inutili, probabilissimamente avrei anche potuto acquistarlo con i [bassi] saldi della stagione

I WATCH APPLE inizialmente non l'ho manco considerato... ma proprio nemmeno di striscio... e poi mi sono follemente pentita di non averlo ancora al polso... io adoro gli orologi in genere, sono una maniaca pazza e innamorata di tutto l'apple world, e ammetto che, sebbene non sia ancora particolarmente conscia di cosa possa fare e darmi, rispetto ad un iphone o un ipad, lo voglio lo stesso!

500 non è che penso di entrare in concessionaria, estrarre la carta di credito e comprarmela, così come una gonna o un libro... però non sarebbe pazzescamente figo poterlo fare? prendere, e avere solo il dubbio e la menata di capire quale colore mi piacerebbe "indossare" [credo beige, per la cronaca...]

SERVIZIO DI PIATTI fa estremamente "desperate housewife", me ne rendo conto, e mi schifo da sola, ma nel mio essere ormai una casalinga innamoratissima della propria dimora, c'è il pensiero costante di volere un servizio figo, moderno ed un po' eccessivo nel colore, da 36... per almeno 8 persone... che quelli da 6 mi danno noia!

POSTI CHE VORREI VEDERE

NEW YORK qui si tratta di ri-vedere, ma la me che vide la Grande Mela la prima volta non impazziva per Audrey Hepburn, non aveva visto Sex&the city, e non sapeva apprezzare Starbucks... hai detto niente hai detto!

GERMANIA non so esattamente scegliere dove mi piacerebbe di più andare, perché sicuramente la modernità civilissima di Berlino ce l'ho nella testa, ma nel cuore ho Colonia, la Baviera, Dusseldorf... insomma vorrei vivere un po' di cruccolandia in toto!

DUBLINO verde odorosa intensa... la capitale irlandese l'ho idealizzata mille volte in mille modi differenti, e sempre respirando a pieni polmoni una cultura reazionaria e un modo di vivere che non conosco ma che non mi lascia affatto indifferente... anzi!

PROVENZA mi ci vedo in automobile, con mio marito al fianco, a guidare attorniata da lavanda e una sensazione bucolica estremamente affascinante ed antica... la sento sulla pelle, perché somiglia al viaggio della vita... anche se non è poi a molti chilometri da me, prevede relax e tempo, due cose che mi sono decisamente estranee...

COPENAGHEN capitale danese dai colori folli ed incantevoli, che mi attira e fa strabuzzare gli occhi, ogni qual volta ne vedo una foto o ne sento parlare... non so perché sono così folle d'amore per le città del nord Europa ma... è così!

CIBO CHE VORREI MANGIARE 

[premessa necessaria, sono ancora sotto i postumi della pancreatite, quindi la dieta è ancora ferrea e bastarda quanto basta... dunque sto sognando ad occhi aperti...]

HAMBURGER CON PATATINE FRITTE non sono vegana, non mi importa di azzannare una mucca, non sono biologica nei miei intenti, non ho a noia i grassi idrogenati... portatemi da Mc Donald's. ora!

CIOCCOLATA CALDA CON PANNA vivere un inverno di privazione. Si voi penserete che io stia esagerando, ma provate voi ad andare a fare 4 passi ghiacciati in centro, fermarsi in un bar, ed ordinare... un the verde! è banalmente la cosa più da sfigati del mondo conosciuto...

NUTELLA ...è un amore antico, voluttuoso e vivido come i ricordi più belli... qualcuno dice che mi sarà praticamente proibita vita natural durante, ma io mi auspico che, almeno la mattina, io possa ricongiungermi a lei... non avete idea di che cosa significhi per una che deve ingrassare, non potersi cibare della cicciosità per antonomasia!

DOLCE DOPO CENA tu sei in uno di quei ristoranti fighi, o in uno di una catena qualsiasi e conosciutissima, tipo "Old Wild West" pre cinema, no, ed hai mangiato le tue belle cosine in santa pace. ...sapete quanto dolorosissimo sia non poter portare al culmine del sublime il pasto? dover rinunziare alla crema catalana, al tiramisù, ai tortini con cioccolato caldo, alle millefoglie varie e variegate, alle torte di mele e cannella con gelato alla crema...? fatevi venire il diabete e ne avrete un'idea...

BEVANDA STARBUCKS mi manca. mi manca tanto tanto tanto tanto tanto, come direbbe il buon Jovanotti... io lo so che, da brava italiana, dovrei disprezzate quel caffè tanto surrogato, ed amare il nostro venerando espresso, ma la verità è che i bibitoni a portar via col mio nome sopra, mi fanno venire gli occhietti a cuore, e la tazzina al bancone del bar, non mi sfiora minimamente!

Se vi va di dirmi almeno una cosa tra le cinquine che mi sono auto inflitta per sollazzare un venerdì di tutto e niente, io vi aspetto nei commenti, ovviamente!

un lunedì che ha, particolarmente, del lunedì

Il lunedì è più una condizione mentale che un giorno della settimana vero e proprio... Diciamo che, volenti o nolenti, ci troviamo un po...