mercoledì 30 novembre 2016

ci sarà l'andata ma pure il ritorno non è male...

Venerdì sono partita.
Partita per Bolzano.
Andata a fare un giretto per i mercatini natalizi.
Accompagnata dalle mie ragazze...

Perché noi, l'ultimo weekend di novembre,
noi andiamo a Bolzano,
solo noi tre...

Alloggiamo sempre nel solito albergo,
ceniamo nei soliti due bellissimi ristoranti,
viviamo i soliti tre splendidi giorni.

E tra le bancarelle,
bellissime, anche se sempre uguali l'una all'altra,
piene di nanetti, di alberelli, di cose cicciose e deliziose da mangiare,
abbiamo trascorso ore ed ore,
interrogandoci su cosa andasse regalato a chi,
chiedendoci se ci fosse più o meno gente,
ridendo per i look montagnini e per le mise azzardate...

Le mie donne sono sempre loro.
Con i capelli più lunghi, più biondi, più lisci...
con le rughe che segnano più marcatamente l'andare del tempo,
ed il carattere che si fa più difficile da gestire...

Ed io sono diversa da chi ero.
Con i capelli più rossi, che ricrescono veloci...
più anni negli occhi, ma con lo sguardo più acceso,
ed il carattere che alle volte non si riconosce più...

Domenica torniamo indietro,
su un'automobile piena zeppa di borsine piene di cose tanto inutili quanto belle,
con la voce di Mina che ci insegna che non canteremo mai come lei,
con le risate sulle cose stupide, volgarotte, senza senso o senno,
con le discussioni sul referendum e le canzoni del Liga,
ed il pensiero fisso sul fatto che,
forse,
è proprio vero che il viaggio vale più della destinazione.

E a casa ho fatto entrare Natale.
L'albero, le decorazioni, le luci, l'atmosfera quella bella... bella vera.
Perché non ero pronta a rientra nel mood dei giorni uguali agli altri, 
ed almeno un mese di christmas time, mi pareva doveroso!
Crogiolata intorno alla polvere magica
che solo un anno ormai trascorso può portare con se,
comprese le contraddizioni i difetti e i cambiamenti...

Ah, lunedì mi sono tatuata.
Ho fatto un tatuaggio grosso.
Uno di quelli in old style.
Una donnina con un cuore al contrario in testa, appoggiata ad un trittico di libri.


Cuore nella direzione sbagliata di una persona che per starci si appoggia ai libri.

Così, per dire chi sono, e averlo sempre alle spalle.

lunedì 28 novembre 2016

...se la risposta è AMORE, la domanda qual'è?

A volte se lo chiedeva eccome, se valesse la pena di innamorarsi.

Il batticuore, la progettazione, quello spazio sospeso e non visto da nessuno, che solo due che provano le stesse cose, sanno esistere.

Se lo chiedeva e poi chiudeva stretti stretti gli occhi, per non far passare la luce, per non farsi trafiggere dal vero, che la notte si sa, a certa gente porta più meditazione e tribolazioni, piuttosto che sogni e riposo; mentre il giorno è la resa dei conti, il nero su bianco delle elucubrazioni pantofolaie, che si esauriscono nel fumo del caffè, che esce dalla moka al mattino.

Si era innamorata si.
E aveva fatto tutto quello che una persona innamorata giudicasse normale fare; tipo cambiare abitudini e prendere a sorridere e ad essere gentile con tutti per niente. 
Cose così.
Aveva spinto sull'accelleratore, perché era normale, che così fosse. Perché l'amore passeggia con il cuore leggero ed il passo giubilante, solo per chi lo vede da fuori, che chi ci sta dentro lo sa benissimo che quell'amore ha fame. Fame di vita, di attenzioni, di novità, di insieme. 

Poi finisce.
I ricordi sbiadiscono la noia.
Ma ne devi avere di ricordi.
Rimane la paura.
Di rimandare a settembre, di restare soli, di non saper più che pesci pigliare...e fuori è buio. 

Come fai ad essere magra?
Rinuncio.
Accetto di pasteggiare a petto di pollo e riso basmati; di fare crossfit e andare a correre, di non comprare bibite gassate, di non accettare inviti a cena intra settimanali...
Una vita di privazioni.
Ma ho la tartaruga e zero cellulite.

Come fai ad essere innamorata?
Rinuncio.
Accetto che non verranno più i batticuore dei primi appuntamenti, che le farfalle nello stomaco siamo davvero solo quelle Barilla, che arriverò a sapere davvero tutto di un'altra persona.
Una vita di privazioni.
Ma... eh... qui il "ma", succeduto da una buona motivazione, alla fine non l'ho trovato. 

Ed ora era in una vasca da bagno, di un hotel prestigioso, con una serata da tappeto rosso ad aspettarla, e le sue due sole gambe che avrebbero fatto la passerella. 

Accese una sigaretta, in una stanza non fumatori di un albergo di lusso, trattenne il fumo dentro, mentre con la testa spariva nell'acqua, e sentì la voce di un tormento che va.

...mica un complimento...

Vivere è un atto di fede.

Cavolo, come mi piace questa frase.

Non che l'abbia inventata lui, ma a me riporta il titolo di una canzone del Liga che amo follemente, e che prima o poi tatuerò addosso, è solo questione di tempistica, per stabilire il quando. 

Voi come ve la dibattete con la questione fede?

Siete spirituali?
Avete un vostro Dio, una vostra religione guida?
Vi prendete il comodo che c'è, ritagliando a vostro uso e consumo il buono che fa per voi, e scartate il resto?

Io si.
Si a tutto.
Mi sento spirituale, ho Dio, e lo santifico a modo mio, scansando i lati burocratici di un dogma che, così come mi è stato insegnato, non mi piace. 

Semplice, un po' banale.

A volte, spesso, gioco col destino, con la casualità, coi punti di domanda sospesi ed inverificabili.

Se esce dispari, succede quello che spero, se esce pari no.

Un metodo oggettivamente autorevole, come una vincita ragionata al lotto.
...poi nel soggettivo, io, in certi momenti, non so scindere o prescindere, e lì mi lancio in invettive che possono durare giorni. 

Fallisco sempre.
Perché mi affido ad un caso che, certamente esiste, ma è una scusa sincopata, buona per la codardia.

Vivere è un atto di fede.

È accettare che delle cose vadano per la loro strada, seguendo il loro percorso, mettendoci il loro tempo.

Non è facile.

Siamo la generazione del "tutto e subito", nel mio caso, "ancora prima è meglio!"; ed accettare, che ci siano cose che prescindono da noi, che devono succedere o non accadranno mai, indipendentemente da tutto, anche dalla solerzia o dal numero di rosari, è per gente mediamente eccelsa. 

Quindi si, vivere è un atto di fede.

Che ci piaccia o no, che siamo garibaldini dell'azione, mai inermi di fronte alle cose; o passivisti, in attesa del cambiamento che ci premierà. 

Io non so come me la smezzerò con le mie convinzioni, ma sono quasi sicura che, qualsiasi scelta possa decidere di fare, sarà quella sbagliata.
E giusta.
Al 50% o giù di lì. 

venerdì 25 novembre 2016

25 novembre, oltre il Black Friday c'è di più

...è la giornata contro la violenza sulle donne...

Che lo si sa, se fosse un mondo che fa un attimino meno cagare, non ci sarebbe nemmeno bisogno di un 24 ore, per rammentare che le donne non vanno picchiate... a meno che non abbiano gusti alla Anastasia di "50 sfumature", e quindi consenzienti e felici di prendere due sculacciate sul deretano. 

Ma siccome è un mondo che fa cagare, c'è bisogno di ricordarlo, di sottolineare che bisogna mettercela tutta, ma proprio tutta, per non soccombere al ricatto maschile, ch'esso sia violento in modo fisico, morale o dell'anima.

Io faccio outing: con gli uomini mi ha sempre detto bene bene!

Un padre maschilista, ma innamorato della sua famiglia; amici che mi hanno sempre portata in palmo di mano, sopportando di me cose che non sopporterei di loro; relazioni con scambi di fluidi soddisfacenti (quasi sempre... quasi tutte...) senza ripicche o danni permanenti; compagni che mi hanno amata senza "se" e senza "ma", colmando le lacune di una personalità disagiata... la mia!

Insomma, mi ha detto bene!
Perché se da un lato credo di aver avuto occhio, dall'altro so di aver avuto culo, perché non è certo né certificato come possa andare; non sempre è questione di scelte, tante volte è banale fortuna.

Un uomo che è violento con una donna, può avere mille aggettivi, nessunissimo con accezione positiva.

Non scuso infanzie difficili, emulazione di ciò che ha visto in casa, basamenti nulli di cultura, esorbitanza di privilegi... non scuso nulla perché nulla è scusabile. 

Nemmeno, e qui sono pronta ai dardi del vostro sdegno, scuso le donne che accettano silenti.

No, nessuna sudditanza psicologica, o ancestrale paura, può convincermi del fatto che possiamo essere la causa di altro dolore.
Ai danni nostri, o di altre malcapitate. 

Voltarsi dall'altra parte, chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie, sottostimare la gravità, non denunciare... sono una scelta. 

La libertà è una scelta.

Una scelta che implica doveri, e non ammette doppiogiochismo.

E non è facile. 

Oggi, 25 novembre, mentre buttate un occhio sugli sconti che Amazon ed Easy jet hanno pensato per il Black Friday, provate a pensare a voi stesse, ai ricatti morali dettati dal comodo, o solo dal quieto vivere, che avete accettato; a quei si obbligati, pur di non subire le conseguenze dei "no" castranti; a tutte quelle volte in cui, voi stesse, donne, avete fatto violenza su altre donne, con sputtanamenti e giudizi.

Ecco, oggi dedicatevi una critica, ed assolvetevi, promettendo a voi stesse, con la giusta carica di impegno, di non incappare più in colpevoli errori.

Siate la vostra rivolta contro la violenza, di qualunque foggia essa sia, e festeggiate quando l'avrete estirpata dal vostro oggi, perché non ritorni domani...

Per aspera ad astra. 

mercoledì 23 novembre 2016

Vibrante appuntamento rosso...


...siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate...

Parafrasando una vecchia, ma sempre meravigliosa canzone di Ruggeri, penso ad una settimana fa...

Io, e le Fit-girls, a casa di una, nella nobile occupazione della Daphne V... 

come che cos'è!?

Allora, avete presente le dimostrazioni della Tapper o della Avon, dove una simpatica dimostatrice si fa in quattro per presentare l'ultimo ritrovato in fatto di conservazione dell'affettato, o della crema migliore per assorbire la ruga di espressione!?

Ecco, Daphne V è una riunione nella quale vengono esposti mille tipologie di vibratori e di intrattenimenti erotici: dalle manette in tessuto, al frustino che lascia cuori sulla carne, fino ad arrivare a gel che si leccano vicendevolmente... 

La nostra Caronte, si chiama Simo Vibrante, una voluttuosa signora dalle forme generose ed i capelli lilla, che spiega tutto senza il benché minimo taboo, anzi con dovizia di particolari ed assenza di vergogna... 

Siamo tutte alla sua mercè, chiacchiericcio gallinaceo e curiosità con trambusto incluso, affascinate e stuzzicate al contempo, siamo desiderose di liberare le inibizioni, in una serata tra donne adulte, alla ricerca di un po' di evasione sensuale.

C'è un po' di tutto...
Dalla neo sposa poco più che trentenne, alla single con la vita sessuale fremente, passando per la neo nonna che ha un marito che la cerca ancora spesso e volentieri, fino ad arrivare alla parte femminile della coppia senza figli, ancora incredibilmente innamoratosa! Ah si, c'è anche la cinquantenne che vive una vita sessuale ardimentosa, e la sua coetanea che sta affrontando la menopausa, e non si vuole arrendere ad essa.

Al di là dei bellissimi vibratori, belli davvero perché gioiosamente colorati, con tante funzioni differenti, soffici al tatto, e con nomi spiritosi; le cose che ci ispirano di più, sono commestibili!

Caramello, fragole e champagne, zucchero filato... stimolatori dei ricettivi tattili, profumi che lambiscono i sensi, e candele che sciolgono esperienze sulla pelle, grazie ad un olio che scalda e regala belle esperienze a due.

Io non ho una grande passione per il sesso vizioso, ma ho la virtù di non giudicare... per me, date sempre via del vostro, quindi gli incontri a due o più persone, è fondamentalmente sempre un affare privato!
Quindi, non partivo particolarmente ispirata, e non ho acquistato niente, sebbene mi sia rimasta la curiosità di certi aggeggini, e la voglia di acquistarne qualcuno per i regali di Natale!

Il sesso è un meccanismo che deve evolvere con la vita della persona, al di là della coppia stessa, perché è giusto che una donna (o un uomo) di vivere emozioni forti anche a letto... o sulla lavatrice, o in macchina o in un motel, o nella vasca da bagno in solitaria!

Da questa esperienza, ho imparato che la sessualità deve aprire gli orizzonti, deve regalare svago e divertimento, deve avere il potere di rendere la noia un tabù più grosso del legare il partner!

...se volete qualche prodotto di quelli che vedete nelle foto, o vi piacerebbe approfondire l'argomento, cliccate sul nome di Simo Vibrante, e fatele tutte le domande possibili ed immaginabili, anche solo se avete voglia di fare regali spiritosi o a luci rosse, ad amiche, compagni e bigotte cugine che di un vibratore, avrebbero davvero bisogno!

lunedì 21 novembre 2016

Pruriti mentali che passano di qua

...allora patalice, 
Tu cosa ne pensi dell'olio di palma?
Tu quando ti deciderai a laurearti?
Tu quando farai figli?
Tu quando smetterai di essere viziata?
Tu quando ti deciderai a trovare il tuo posto nel mondo?
Tu quando la pianterai con tutto questo shopping?
Tu quando accetterai di crescere?

Sempre
Domandano sempre le stesse cose
Chiedono continui ragguagli sulla tua esistenza, imponendoti di smettere e di fare, in un can can di illazioni e biasimo.

Come se, riempire le falle a una vita che non è perfetta e protetta, potesse in qualche modo arricchire i fautori indagatori, di chissà quale pseudo titolo.

Per capirci, non è che se mi chiedi quando procreo, rimango incinta per meriti tuoi, capiamoci!

Vorrei domande meno insistenti, o gente più disinteressata, che la dicotomia del "si stava meglio, quando si stava peggio", a preso via via ad assomigliare sempre più alla realtà che vivo.

Perché avete smesso di chiedermi cosa mangio a colazione, o se preferisco cena o cinema, o se sogno ancora di volare con Jn a New York per fare 5 giorni da turista incantata?

Perché non interessa più a nessuno il mio gusto di gelato preferito, qual'è il cantante che ascolto più volentieri, o il colore del quale vorrei dipingere le pareti?

Cos'è sta smania di sapere il dettaglio più ostico da smazzarsi, senza mai soffermarsi su quello che fa vivere meglio?

Sono diventata intollerante alla gente.
A quegli amici bravi a esserci e starci, quando le parole e le azioni, sono il loro ideale.
A quella gente che ami, nonostante sia ridicola nel suo agire.

E c'è chi dice che crescere è anche questo: un fumetto deludente, con te ed il resto del mondo, a fare da protagonista. 

Che dal mio fumetto, se traggono un film, al msssimo, lo dirige Johnny Deep, e ci recita Tim Burton... una tragedia!

venerdì 18 novembre 2016

Esperienze handmade esaltanti

Lunedì sera vado ad un corso di restyling con la Simo, la mia amica mammissima più di vecchia data.

Ora, ammetto che ai blocchi di partenza arrivavo stra colma di pregiudizio e di dubbio: non sono brava con l'handmade, anzi sono proprio scarsa.

Tuttavia, io e la Simo abbiamo giusto questi frangenti per stare insieme, senza lavoro mio che stressa e figli suoi che reclamano; ergo approfitto di queste parentesi come dell'oro.

E niente, abbiamo trovato sta fanciulla geniale, la Pistacchia, che organizza corsi sempre allettanti, mischiandoli con uno stile ed una simpatia, che mi ha conquistata fin da subito. 

Decora il legno con colori e lana.

Cagata direte voi.
E qui casca l'asino.
Innanzitutto, perché a pensarci non siete stati voi, ma quel geniaccio sbirulinoso della Pistacchia; e poi perché accostare queste tecniche è un lavoro solo apparentemente semplice.

E niente, arrivo in questo gineceo meraviglioso, e mi sento avvolgere di chiacchiericcio comaresco e di volti belli di sorrisi accesi.

Ci siamo io e la Simo, due belle biondine con dettagli lurex, una brunetta dalle dita lunghe, due signore dalla carica adolescenziale, l'assistente della Pistacchia, una testa di ricci imprigionata da una piega drittissima, e la LadyLana, la maestà numero 2, con i suoi dettagli rosso scarlatto ed il diastema esibito.

"Prendete il vostro ramo e scartavetrate la superficie, affinché diventi liscio" lesson number one.
Sciocchezza, alla luce della scelta di un ramo lineare, con la corteggia già liscia di per se, senza nodi a rendere difficile il tutto.

Le mie compari di merende fanno scelte più ardimentose, preferendo rami oggettivamente più bellini, sui quali bisogna ramazzare un po' di più.

Fase uno, completata.

Passiamo alla due, ci armiamo di scotch carta, e delimitiamo le zone da pitturare, in rettangoli più o meno lunghi.

Divido il mio fido legnetto in quattro parti, più o meno di uguale grandezza, con un occhio di riguardo a lasciare le estremità più abbondanti. 

Fase tre, rapida indolore e già finita.

Finalmente si mette mano al pennello.
Finalmente per le altre, che io ho una dimistichezza da delirio tremens; ma la Pistacchia, che ha pietà di me e del mio orgoglio, in via di ferita grave, viene in mio soccorso spiegandomi, con pazienza certosina, quale percorso far fare al pennello, affinché acquisisca consapevolezza del proprio fare.

Scelgo un azzurro carta da zucchero, e via di pittate.

Nel frattempo, un gioioso chiocciare di pareri ed esperienze, una manualità più sviluppata, a seconda del soggetto che opera, ed un progettare pindarico sulle sorti ognuna del proprio lavoro.

C'è chi sceglie il rosso lampone, chi usa solo colori molto molto chiari, chi si lancia su un verde pisello, chi alterna l'azzurro carta da zucchero, con il giallo senape. Io sono quest'ultima.

Fase quattro, ultimata.

Si agguanta il micro phon, e si asciuga in modo coatto l'espressione artistica dimostrata, a casa fate si che avvenga manualmente.

Perché c'è chi lo rifarà a casa, e no, non è una battuta.

Ora che, tra le mani, rigiro il mio fiero legnetto, un senso di orgoglio inizia a farsi sentire... un po' come quello che mi suscitava RDog, sputando i dentini da latte, senza nessun grosso merito se non quello di diventare grande. 

Passando le decine di minuti, si intensificano risate e chiacchiere: i mariti, la singletudine, i corsi per diventare mantenute, la decorazione natalizia ideale, il tempo libero... briglia sciolta ed orecchie benevole, sappiamo troppo poco luna dell'altra per aver voglia e modo di giudicare, ci limitiamo ad un ascolto a tratti divertito e a tratti famigliare.

LadyLana entra in azione.
La fase cinque, prevede di staccare lo scotch e di riempire lo spazio lasciato, o i rettangoli rimanenti, con la lana.

I gomitoloni a disposizione sono bellissimi!
I colori e le consistenze, vibrano sotto le mani, nel connubio migliore.
C'è chi sceglie l'oro, chi il blu notte, chi l'arancione quasi fluo... io prendo fucsia e turchese, ambedue morbidi morbidi.

LadyLana mi spiega che non devo fare un nodino in fondo al filo, e tutte le (scarsissime) conoscenze trasmesse dalla SuperNonna, si perdono tra quella nozione, è quella che, alla fine, quando c'è da infilare nell'ago il filo, esso non va ciucciato.

Sono scoperte che segnano.

Rotolo stretta stretta la lana, che, alternata al colore, ha guizzi tattili bellissimi. 

Sono orgogliosa.
Veramente.
E soddisfatta.
Tanto.
Sebbene, certo il mio legnetto sia il più semplice, ha anche un certo flash coloroso, che mi somiglia... in linea ma non troppo insommma!

Ovvio, ammiro chi fa frange da sciamana che scendono dal legno promettendo di diventare quadri belli, o chi crea disegni con il filo direttamente sulla superficie lignea, ma io mi accontento di avere una personalizzazione similare a me, e me la ridacchio sollevata.

Fase cinque, ultima fase, portata con successo a termine. 

Poi, certo, ora dobbiamo stabilire che cacchio ne possiamo fare di stì figli di tronco.

La Pistacchia li ha concepiti come appendiabiti (due fisher, un paio di chiodi, delle manigliette particolari, et voilà, il gioco è fatto!), ma ci propina altre molle suadenti idee: porta collana, bastoncini da arredamento in un vaso, effettivi quadri grazie alle frange modello sciamana, surrogati di alberi di Natale o di mise in place, se messi nel giusto modo. 

Un mondo di idee, alle quali a me viene in mente una linea di bastoni da riporto chic, per cani glamour. 

Foto, selfie, scambi di complimenti e di appuntamenti, al prossimo corso, e si arriva al momento tisana e biscotti.
Ed in questo, modestamente, non mi batte nessuno!

Torno a casa con un sorriso che aleggia leggero, il sorriso di chi vive la spensieratezza come mantra, e alla quale ha fatto bene circondarsi di belle persone nuove, che regalano spunto ed ispirazione.

Son cose belle.
E pensare che non mi è nemmeno troppo spiaciuto aver perso la finale di Pechino!

mercoledì 16 novembre 2016

Cinemosamente ottobre

Ad ottobre ho visto pochi film.
Vai a sapere il perché.
Che solo 4 dovrei averli visti al cinema, con Jn, e quelli sono presenti all'elenco... mancano quelli casalinghi, ma la colpa è delle mille serie tv, alle quali mi appassiono... 

Comunque, senza cincischiare oltre, ecco il cineracconto del mese andato, con buona pace della sottoscritta...

CAFE SOCIETY
Woody Allen avrà pure mille anni, ma non allenta la presa di un centimetro.
E così ci sforna l'ennesimo film, che ennesimamente aspettiamo cum gaudio.
Ormai, i veri fan lo sanno: una volta butta bene, una volta no.
Smessa la musa Emma Stone, si prende in carico l'ex idola dei teenagers, Kristen Steward, e qui casca l'asino.
Tralasciando che a me, non piace, perché monoespressiva, il fatto è che l'ex eroina di Twilight, ha canoni perfetti per gli anni 90, grunge smorfiosa e ribelle... cocchio cdntra con le atmosfere degli anni20?! Molto più riuscita la scelta del nevrotico protagonista maschile, Jesse Eisenberg, che incarna un perfetto giovane Woody, ebreo di pensiero, ed ebbro di personale autostima. La trama si snoda in un rendez-vous di tradimenti, innamoramenti, rimpianti e risorse, con un finale aperto da chiudere con un sorriso. 

TUTTE LO VOGLIONO
La commedia italiana sa sfornare buoni prodotti, e mettere in risalto le qualità recitative di attori, alle volte sottovalutati. Ma non è decisamente questo il caso! Enrico Brignano e Vanessa Incontrada, improbabile coppia, accoppiata da una serie di equivoci, senza senso, non ne escono bene... non ne escono in nessun modo. Il film è banale, triste, in certi suoi momenti, e spesso viene travisata la figura della donna, anche se non con cattive intenzioni... C'è un video maker, che passa per gigolò capace di togliere le ragnatele, a qualsiasi vagina frigida... anche quella di un'organizzatrice di eventi, fredda e (decisamente troppo) misurata.
Tristemente poco ironico, per essere una commedia!

POLI OPPOSTI

Altro giro, altro regalo, altra comedy made in Italy, questa volta con due protagonisti gnoccoloni, la Felberbaum sicuramente, ma in special modo quel pezzo di manzo di Argentero. Dirimpettai, dai lavori opposti e complementari, un'avvocata divorzista, ed uno psicanalista delle coppie in crisi, sono stati amici da bambini, ed ora si trovano ad essere vicendevolmente attratti, sebbene ci siano mille motivi a dividerli, si prendono una cotta e migliorano le vite, decidendo di vivere la loro insieme!
Personaggi dimenticabilissimi, ed una trama che si svolge con una banalità, che è issima, però è simpatico.
Almeno questo...

PETS - VITA DA ANIMALI 

Ormai i cartoni animati sono sempre meno da bambini, e sempre più da adulti... questo, nella fattispecie, ha delle sfumature decisamente spassose per noi ragazzi sperduti che non vogliamo crescere mai... Io, amica bipede di un amatissimo quadrupede, ho molto apprezzato la storia del piccolo Max, un cagnolino che stravede per la sua amica, che l'ha salvato dalla strada, e con la quale gioca e convive. Un bel giorno, in famiglia, viene introdotto un nuovo amico peloso, molto grosso e parecchio ingombrante, il quale non è vissuto benissimo da Max, che cerca di estrometterlo dal suo emisfero, aiutato dal suo gruppo di amici animali... criceti, gattone mangione, altri cani più o meno svegli... peccato solo per un morbido pelosetto dalle orecchie grandi, che è un cattivo vero...

INFERNO

Ennesimo capitolo, tratto dai libri di Dan Browne, con l'accoppiata holliwoodiana vincente, Hanks/Howards. Questa volta, lo storico tuttologo Robert Landgdon, si ritrova, inaspettatamente, in un ospedale di Firenze, con delle terribili visioni di un girone dantesco, colmo di terrore e sangue. In un rapido viaggio a ritroso, tra pensieri passati, mistificati da una non specificata amnesia, e dai soliti enigmi sull'arte da risolvere, ci si trova a contatto con un eco terrorista e le sue manie di giustizia, sull'umana scarsità di coscienza.
Una trama appassionante, anche se non all'altezza di quelli precedenti...

RISCHIO A DUE

Ha qualche annetto questo drama, con Al Pacino, e Matthew McConaughey.
In una compagnia di consulenti per scommesse, un ex sportivo viene assoldato dal magnetico direttore responsabile, per far parte della squadra, aiutare ad incrementare i guadagni loro, e della gente che li contatta. Inizialmente le cose sono eccezionalmente rosee, il suo capo lo tratta come un figlio, e lo mette nelle condizioni migliori, coprendolo di fama e danaro. Tuttavia, il nuovo arrivato, inizia a perdere colpi, deconcentrato a causa di tutto il successo ed i risultati azzeccati, e scopre che il suo mentore sta rimettendo del suo, essendo preda del vizio delle scommesse.
Inizia un torbido gioco al massacro, nel quale non ci sono vincitori, ma solo vinti e sconfitti.

QUALCOSA DI NUOVO

Il bel mondo delle cougar, in versione italiana.
Micaela Ramazzotti e Paola Cortellesi, sono le due protagoniste, di questa commedia veloce e spiritosa, fatta di situazioni al limite del paradosso, e di sprazzi di risate veraci.
Due amiche del cuore, ambedue senza compagno, vivono la loro vita sentimentale in modo diametralmente opposto, Lucia (la Cortellesi) ha chiuso col mondo maschile, delusa da un uomo che non ha saputo amarla come meritava; Maria (Ramazzotti) invece, ha due figli ed una predisposizione al sesso facile con uomini sbagliati. Per l'ennesima volta nella loro amicizia, Lucia, si trova a salvare la pelle di Maria, la quale è finita a letto con un ragazzino eccessivamente giovane, spacciandosi per lei e rifiutandolo. Il giovanotto non si da per vinto, ha vissuto la notte della sua vita, e non ci vuole rinunciare... così intreccia un rapporto con la fallace Maria... e pure con quella vera, che però si spaccia per Lucia!
Finalmente il sesso, dalla parte delle donne, vissuto con la leggerezza che compete!

FLIGHTPLAN

Jodie Foster in un claustrofobico dramma ad alta quota.
Un'ingegnere aerodinamico, si trova a trasferirsi dalla Francia agli Stati Uniti, con la figlioletta, subito dopo la morte del marito.
In un clima di tensione personale, la donna si trova a perdere la bambina, che sembra non essere mai salita sull'aereo.
Le hostess la guardano con commiserazione, così come il capitano dell'equipaggio, ed il responsabile della sicurezza a bordo.
Mentre i sospetti sul possibile rapimento, si concentrano su passeggeri islamici, e persone sospette, la tensione aumenta, e la confusione insieme ad essa... ma quella bambina, è frutto della testa di una donna disperata, o era davvero a bordo del veicolo?

LA CASA DEI FANTASMI

Eddie Murphy è stato il re indiscusso delle commedie americane, tanto amato in Italia, grazie anche alla risata irresistibile del doppiatore italiano. Peccato che i fasti del suo talento siano particolarmente arrugginiti, e questa commedia per tutta la famiglia, non gli rendano una giustizia pazzesca! Comunque,  si tratta della vicenda di un agente immobiliare arrivista, che porta moglie e figli, in una casa stregata che prevede di vendere. Ma gli abitanti della casa, non hanno la stessa idea, e così roccambolesche fughe da spiriti arrabbiati, a suon di risate, la fanno da padrona!
Visto in concomitanza con Halloween, l'ho trovato un filmino senza particolare acume, niente di imperdibile insomma...




lunedì 14 novembre 2016

Non prigioniera del passato, ma architetto del futuro

Andata senza ritorno.

Spaventoso.

Il concetto, non la voce della Giusy Ferreri.

Fare le valigie, prendere ed andare.
Per dove?
Non ha importanza.
Tanto più che l'unica cosa che conta è allontanarsi.

Non tanta paura di quello che potrebbe esserci, ma di ciò che mi mancherà per sempre.

Pavido.
Atteggiamento pavido.
E riottoso.
Si, riottoso, perché tormento cuore anima e cervello, mi ci accapiglio veemente, senza cambiare alcunché. 

Stanca.
Alle volte sono molto stanca.
Molto più stanca di quanto io non possa apparire, con le occhiaia camuffate dietro un correttore verdognolo, che ne combatta il viola. 

Ti vedo felice.
O lo sei davvero, o lo dai a vedere in modo sorprendentemente realistico.
Allora ho vinto io.
Io, che ho sempre detto che ognuno ha i suoi problemi, e che mostrare i propri è una debolezza sgarbata, perché l'entità sta nella persona stessa, e non sappiamo tutto di noi stessi, figuriamoci se possiamo indovinare le vite degli altri.

Chi te l'ha fatto fare.
Non è troppo tardi. 
Abbi cura di splendere.
Non mollare.
Frasi vere, frasi giuste, frasi che hanno un prezzo, e quel prezzo è la verità che accolliamo loro, nella misura in cui le sentiamo rimbalzare dentro, cassa di risonanza stoica di un petto troppo piccolo. 

Che confusione.

Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare tutto, senza calpestare i cuori.
Nemmeno il mio.

venerdì 11 novembre 2016

il tag che piacerebbe alle fashion blogger ma che ho scritto io

Non so dove ho preso questo tag, non so nemmeno a chi gliene freghi qualcosa, a parte a me stessa che amo il suono della mia voce, però siccome sono egocentrica e non ho idee grosse grosse, riprendo queste cose da pseudo fashion blogger, e vi metto al corrente di cose buone e giuste, e inutili e superficiali. 

Perché di cose buone e giuste, inutili e superficiali, la vita è piena e bella e ricca e ci solleva da tutte le cose brutte, o almeno così pare.

La mia divisa attuale: Leggins, maglione largoso e tacchi alti
I colori: tantissimo grigio, un pizzico di viola, nero a tratti 
Scarpe: alte, anzi altissime... e molto eccentriche.

Gioielli e accessori: Borse enormi, piene di tutte quelle cose che sostanzialmente non servono quasi a nulla, ma che non avere con me, mi getterebbe nello sconforto più totale. Orecchini piccoli e brillantinosi, di colori vari solitamente abbinati con ciò che indosso.
Sempre: Orologio da uomo, dal primo gennaio intimo perennemente coordinato, pigiama quando vado a nanna.

Mai: Gonna corta e scollatura esagerata.
Cosa mi piace del mio guardaroba: che è molto molto vario e variegato, e che ha una personalità forte, che può essere fortemente identificabile.
Cosa vorrei cambiare: quasi nulla... solo eliminare davvero quegli abiti che mi devo arrendere, non metterò proprio mai e poi mai!
Trucco: poco... sempre il correttore sulle occhiaia! spessissimo il fard e l'eyeliner. Se voglio sentirmi particolarmente fica, rossetto rosso.
Ossessione: le calze, le adoro! 
Negozi preferiti: a Brescia ce ne sono parecchi: Follia, Perosino, Dolci Follie, Baglioni... poi, le grandi catene low cost, tra Zara, Intimissimi, Stradivarius e Bershka, mi danno sempre grosse soddisfazioni
Il prossimo acquisto: un paio di occhiali da sole che mi stiano bene bene in modo assurdo!
Un errore: innumerevoli... le cappe, tutte! non le metto mai!
Un sogno: poter comprare quello che voglio, senza preoccuparmi di potermelo davvero permettere!

Siccome questo inutile tag vi ha intrattenuto, se volete, nei commenti, rispondete pure voi... ad una, due o tutte... aspetto con curiosità assoluta!

mercoledì 9 novembre 2016

Donald (non Duck) for president

Lo sdegno per la vittoria di Trump è direttamente proporzionale all'incapacità italica di prenderci le nostre responsabilità.

Facciamo tanto i disperati, e poi ci accontentiamo di sottostare al potere di un governo che non abbiamo scelto, e che non sta risollevando il Paese dalla mano di cemento, che lo fa stagnare.

Irrisorie quisquilie di un popolo che non merita la libertà del quale gode.

Se mi spiace che una donna non sia a capo della più grande potenza del mondo?
Si, assolutamente si, ma la Clinton non meritava questo primato.

Non ch'io sia felice di vedere quella parrucca gialla, guerrafondaia e facinorosa, al comando.

Doveva vincere il meno peggio, visto la scarsità epocale dei due elementi, e non so se si sia avverato il mio auspicio.
Siamo qui.
Inizio novembre, ad un passo dalla fine dell'anno, con un 2017 profondamente destabilizzante a strizzarmi l'occhio, che mi spaventa e mi stuzzica al contempo. 

31 anni dei quali, l'ultimo, trascorso a farmi più domande del solito, sollevando più dubbi, per mettere in discussione più cose, cambiando più orizzonti mentali ed emotivi, e commettendo tanti più errori.

Ed in una mattinata in cui il mondo piange una scelta propria, io mi chiedo se io sia pronta per le mie. 

lunedì 7 novembre 2016

Felicità istruzioni per l'uso... più o meno

...c'è stato un tempo in cui, se era fidanzato, non lo guardavo nemmeno...

...poi è arrivata l'attenuante, se sta con una, non ci deve convivere o esserci sposato...

...abbiamo scavalcato il, va bene se non ha figli, altrimenti no, perché io le famiglie non le distruggo...

...per capitolare al, mi va bene tutto, basta che respiri! 

...anche gli abeti lo fanno...
Respirare intendo.
...così, per informare..

Che poi dico dico, ma sono così pure io, eh...
Cioè, dando un valore supremo all'amicizia, se c'è un rapporto amicale con la donna di quello che mi piaciucchia, mi fermo a questo step, non volendo mai e giammai che diventasse storia da strappalacrime tra me e la mia amica.

...tuttavia, se l'altra mi è sconosciuta, non vedo perché dovrei esserne io a preoccuparmi.
Mi approccio ad un uomo dotato di intelletto, no?
E allora sarà lui a decidere.

Si, cinica.
Consapevolmente cinica.
Ma per me la via per la felicità non è comoda, non è di quelle dov'è il percorso è illuminato e segnalato a dovere, che tu ben già sai da che parte sia opportuno andare.

Non ha cartelli informativi in bella mostra; ha scarpe scomode che fanno venire le vesciche; è il perenne secondo giorno di ciclo (per me il peggiore di tutti...); ed ha un ritardo cronico.

La felicità non ti spiega, non ti insegna, non ti domanda, e non ti aspetta.

La felicità ti coccola, ti riempie.

Hai un bel dire tu che le preferisci la serenità... si, okay, è carino essere persone sostanzialmente serene, ma è una figata essere gente felice, ma felice per davvero.

Ecco, diciamo che se vi va bene di essere serene, potete anche fare compromessi tali da camminare in una verde vallata; il chè va benissimo, e non dev'essere tacciato da nessuno in nessun modo.

...ma se non vi basta, se volete i colori più accesi, dovete sopportare di bruciarvi un poco gli occhi, di vivere non per sempre, ma come leoni ogni giorno.

Ci si può ragionare su, sapere?

Ho trascorso gran parte dell'adolescenza, e della prima parte della mia vita da adulta, con la convinzione che la felicità fosse un talento, come il canto o la recitazione, ma, superati 30, ho sviluppato un concetto assai differenza di questa "cosa": la felicità è una compagnia per cuori impavidi, probabilmente un po' egoisti, senza dubbio arrivisti la loro parte. 

Però, di partenza, è davvero alla portata di chiunque.

E tutte quelle cose che facciamo per rendere felici gli altri, tutti quegli inviti che accettiamo per non scontentare, tutti quei si che pronunciamo perché è meglio così... ecco, sono le prime zavorre dalle quali affrancarci!

Schiavi dell'essere bravi ad ogni costo, del non fare male a nessuno, del va bene anche l'ombra, purché il sole scaldi i più...

È un po' come quella cosa che si dice all'ex che ancora si ama: "...con me o senza me, l'importante è che tu sia felice..."

Un cacchio proprio, Rossella O'hara delle mie ovaie, se stai con un'altra imbruttirai, ti cadranno i capelli, e diverrai impotente, microcefalo che non capisci cosa ti stai lasciando alle spalle! 

Ecco, per me la felicità è questa: scegliere la sana cattiveria che possa portarti al tuo punto di picco massimo, con coraggio e senza vergogna. 

Che per il senso di colpa, ci ha già pensato la retroguardia cristiana, e finiremo comunque tutti all'inferno!

venerdì 4 novembre 2016

...c'è una forza più efficace della bomba atomica, quella di volontà...

Se ti annoi in coda, e la eviti non partendo mai per il weekend; non scoprirai mai quanto viaggiare sia bello.

Se hai paura della cellulite, ed il chilo in più sulla bilancia ti terrorizza; non godrai mai della coccola del cioccolato sulla lingua.

Se preferisci privarti del futile, senza l'eccesso inutile e lascivo del superfluo; potresti vivere una vita concretissima ma colma di noia.

Se l'inerzia pigra dell'autunno, ti lambirà relegandoti al divano; non gioirai mai dei colori delle foglie che cadono.

Se scegli una solitudine meditata, dove non c'è nessuno che possa farti male; non conoscerai mai il colpo di vuoto che regala una visita inattesa.

Se preferisci perpetrare un "no", carico di consapevolezza, che non si abbandona al certo per l'ignoto; finirai per perdere il brivido del "si", e le sue connotazioni operose.

Non ho mai veramente deciso, che agire sarebbe stata l'azione migliore, ma ho preso coscienza su quale e quanta desolazione, possa esserci nell'esistenza di chi lascia che sia, passivo ed inerme.

Non possiamo tutto.

C'è tanto di quel "accaduto", che sfugge ogni giorno al nostro controllo, al quale non possiamo che piegarci, perché l'unica richiesta fattibile è di accettare ciò che non possiamo cambiare; che mi risulta inaccettabile non essere io stessa protagonista del mio vivendo.

Una regola non scritta.
Un gioco di parti non assegnate.
Una presa di potere che scaglia le insicurezze al di là del buio oltre la siepe. 

Non so se mi sono stata spiegata, ma ve lo volevo/dovevo dire... 

mercoledì 2 novembre 2016

Pillole a cavallo tra ottobre e novembre

* sono stata sui Navigli, che trovo semplicemente meravigliosi, e che non vedo l'ora di rivedere di domenica mattina, mentre c'è anche il mercatino delle pulci;

* il mio travestimento halloweeniano da Mercoledì Addams, è stato un vero successo;

* la SuperMamma mi sta facendo una capa tanta, cercando di convincermi a lasciar crescere i capelli, la convinzione però ancora non ce l'ho...;

* ho messo a dieta RDog, è un'impresa! l'idea di stare a stecchetto, non lo aggrada minimamente;

* l'insonnia si burla pesantemente di me: mi fa dormire sonni pesanti quando la sveglia incombe, e mi tiene sveglia tutta notte quando il giorno dopo è festa, o io non lavoro;

* stamattina devo fare 36mila telefonate, avere riscontri positivi, iniziare a lavorare sui nuovi progetti che mi hanno commissionato, però sono ancora qui a pucciare l'ennesimo biscotto, nell'ennesima tazza di caffelatte della giornata;

* ultimamente mi sto allenando bene bene, sebbene abbia posposto la corsa, che mi stava dando più noie che altro, e sono adepta indefessa di pilates e crossfit... che tra loro cicciano zero, ma forse è proprio per questo che mi soddisfano tanto; 

* incombe l'urgenza di fare la spesa, perché in casa stanno finendo le provviste, e voglio anche prendere gli ingredienti per la torta di carote, che se mi esce bene, vi propino pure quella, come ho fatto con quella di zucca;

* ieri ho passato la giornata con la Cumpa: prima abbiamo fatto un brunch in compagnia, poi siamo stati a Verona, per il giro della città, ed una tazza di cioccolata calda con panna da Loacker;

* ottobre insomma, è finito, ha lasciato spazio a novembre, un mese che mi piace, prelude fatti e cose, però se ne sta sommesso, discreto a tratti...

un lunedì che ha, particolarmente, del lunedì

Il lunedì è più una condizione mentale che un giorno della settimana vero e proprio... Diciamo che, volenti o nolenti, ci troviamo un po...