venerdì 31 marzo 2017

lentiggini, inverno archiviato e novità che cambiano tutto


Ho il naso arrossato.
Il sole sta già facendo il suo sporco lavoro, io me ne vado in giro, a zonzo sulla riva del fiume, e non metto la crema solare, sebbene sappia che abbia una facilità a dir poco elementare nel diventare una copia meno inquietante di Krusty il Clown.

E mi stanno spuntando le lentiggini anche in faccia.
Che più che lentiggini sono macchie vere e proprie.
Dopo le gambe, le braccia, la pancia e la schiena, l'effetto dalmata sta dilagando senza pietà.

Questa cosa dell'avermi rubato l'ora, che di solito mi fa girare le balle punto basta e stop, adesso mi piace un bel po'.
Si si, lo so che vi ho trapanato le balle con la storia di quanto siano fantastichevoli l'autunno e l'inverno, e stare sul divano con la copertina a leggere, e bere cioccolata calda, e il buio, i pigiamoni felpati, i calzettoni rinforzati, eccetera eccetera, ma la realtà è che sono entrata nel turbinio di colori vivaci e tessuti leggeri che hanno ravvivato il mio guardaroba, post cambio di stagione; e alla fine ho messo via l'inverno, che quasi mi è parso un gesto catartico, uno di quei gesti che portano via un angolo di vita, ma senza retorica, senza tristezza, senza rammarico.

Io a quella cosa per la quale la primavera influisce positivamente sull'umana predisposizione, non ci ho mai creduto tanto, ed invece ho vinto la palma del luogo comune, e ad oggi mi pare una vera verità, che mi riguarda, e che mi coinvolge.


Ma Dio che belle cose.
La Patalice sta subendo un gioioso rincoglionimento di quelli da applauso.

E, udite udite, presa dal turbinio rincoglionito della stagione dei fiori e della rinascita, sto prendendo scelte.
Scelte importanti.
Scelte di peso.
Scelte che mi cambieranno la vita.

E che cavolaccio, sono felice.

Non completamente felice, che una persona recentemente, mi ha detto di non voler nemmeno essere felice-felice, perché così almeno si continua la ricerca, perché quello è il bello, no?
Continuare a cercare.
Non smettere di credere, di impegnarsi, di lottare.
Una volta o l'altra mi fermerò, ma questa non è "quella" volta.

E prendo appuntamento per il tatuaggio nuovo.
E mi ritaglio i capelli come volevo che stessero, anche se non sono riuscita a farli crescere, perché mi sento più bella così.
Ed ho preso i biglietti per nuovi concerti.
E trascorro i venerdì sera con persone che mi fanno sorridere.
E compro più libri di quelli che non riesca a leggere, ed io leggo veramente tanto.
E certe volte mi sembra che sia bello.

Cosa non è importante.
C'è del bello, e ne sono pienamente consapevole.

mercoledì 29 marzo 2017

biscotti al burro d'arachidi, cambio di stagione e rincorsa alla corsa

Premessa doverosa: io non sono una foodblogger

Lo dico per giustizia di informazioni, ma anche perché non potrei nascondermi dietro un dito...  basta seguire per un mese il mio blog per accorgersi del fatto che io il cibo lo consumo, spesso e volentieri, lo fotografo coipiosissimamente su instagram, e ne cucino anche, fidatevi, ma non lo posto.

Perché non so spiegarle le ricette, mi incespico, e con le quantità vado alla cacchio... e le mie foto non sono all'altezza di quelle delle vere foodblogger, quelle che fanno sembrare i carciofi fiori, ed i risotti opere d'arte.

Eppure, in questo clima pazzescamente bello, che racchiude l'essenza di una primavera esplosa scomposta e divertita da essa stessa, mi è tornata la determinazione per correre.

Non la voglia, perché quella non l'avevo smarrita, anzi, mi sbruciacchiava da dentro, dandomi colpetti allo stomaco, mentre mi frenavo per le paranoie che, come vedi, ancor non mi abbandonano...

E niente, sia ieri che oggi, sono uscita a correre, anzi no, oggi sono uscita, che ieri ero stata tra 4 mura, sul tapis roulant, ma comunque corro ed ho corso, accompagnata da RDog, che è favolosamente d'aiuto, con le sue 4 zampette motrici, in giro per l'argine del fiume a scondinzolare, lingua fuori e faccino che ride.

Che caspiterina c'entra la determinazione con e nella corsa, rispetto all'incipit sulla cucina?
Ora ci arrivo.
Ho trascorso l'inverno allenandomi muscolarmente, in modo strenuo e faticosissimo, arrivando impiccata, ma ottenendo risultati mai ottenuti prima... ora, non che io sia Hulk Hogan, però ho messo su un po' di soddisfacenti muscoletti, che strizzano l'occhio da glutei, deltoidi & company!
Perderli tutti è molto facili, per una super sottiletta come la sottoscritta, ergo la corsa è un po' una spada di Damocle, ad altissimo rischio di dimagrimento... che fare? cosa inventarsi? 
Banale: bisogna mangiare.
Ecco, quindi che torna ad essere protagonistissimo il cibo, e con esso la cucina,ed io ieri sera ho cucinato i biscotti al burro d'arachidi, che sono buonissimi, e ricchi di calorie utili, perché vengono da grassi che sfamano nel modo migliore l'atleta.

Di seguito trovate la ricetta, che vi super mega consiglio, perché, sebbene non siano nemmeno lontanamente paragonabili ai biscotti da tea al burro che ci dava la nonna, è anche vero che non hanno niente a che spartire con gli immangiabili piatti sciapi e vomitosi, che vengono dalla cucina iper proteica o vegana!

BISCOTTI AL BURRO D'ARACHIDI

Ingredienti 

125 gr di burro d'arachidi
50 gr di zucchero di canna + 1 - 2 cucchiai per la crosticina zuccherosa
50 gr di olio di semi di lino
75 gr di farina di riso o mandorla 
150 gr di farina integrale o al farro, se un po' di amaro non vi spiace 
1 pizzichino di sale

Mischiate le farine gioiosamente, si dice setacciare, ma non serve conoscere il nome tecnico, per fare il gesto. A questo gioioso punto, sbattete burro d'arachidi e zucchero nel mixer, ed uniteli in un connubio delizioso, con velocità media, senza mare forza 9, per intenderci; poi metteteci pure le farine, e fate in modo che vi si crei una frolla sbriciolata, che vi sembrerà sbagliata ma è giusta così. Aggiungete l'olio, che io ho scelto di semi di lino perché ce l'avevo in dispensa, preso chissà come e chissà dove, e, debbo dire, ha fatto il suo sporco lavoro, però se avete in caso quello di semi misti, o altro fate vobis... io eviterei soltanto l'olio d'oliva, perché a parer mio risulta troppo pesante, ma che volete che ne sappia io? 
Comunque, eravamo a che dovevate aggiungere l'olio, piano piano piano, a filo come si suol dire, per ottenere un impasto omogeneo e liiiiiiscio. Evitatevi di lavorarlo eccessivamente, perché se diventa morbido poi va tutto in vacca. Sperando la vostra nonna vi abbia inculcato la cosa, sfoderate il vostro mattarello, e tirate una sfoglia di 3 o 4 millimetri, e tagliate i biscotti con la forma che volete... io, che sono sfigata, ho preso un bicchiere ed ho usato quello, per accorgermi dopo di avere un gioioso coppa-pasta che sarebbe stato provvidenziale, e va beh... Io ho preso i miei cerchiolini sghembi, e li ho adagiati sulla placca da forno, ricoperta di carta. Forno, mi raccomando. Poi le placche le ho messe in frigorifero un oretta, per far solidificare il tutto, e mentre facevo scaldare il forno statico a 170 gradi, mi sono letta un paio di pagine di libro, e me la sono trastullata. Passata l'ora di attesa frigorifera, ho preso le placche, e le ho messe nel forno bollente, per 10 massimo 15 minuti, prova stecchino... non vi dico la bontà! 

lunedì 27 marzo 2017

un lunedì che ha, particolarmente, del lunedì

Il lunedì è più una condizione mentale che un giorno della settimana vero e proprio...

Diciamo che, volenti o nolenti, ci troviamo un po' sempre tutti, alle prese con i piccoli grandi drammi del post weekend... anche se non si è fatto nulla di stratosferico e si è polleggiato tutto il pomeriggio tra divano e frigorifero, chissà perché la ripresa è tanto stressante da poterla elencare tra i mali del mondo senza colpo ferire.

Questo lunedì poi, ha un peso particolarmente cattivo, se vi chiedete perché, è evidente che le lancette del vostro orologio non hanno subito variazioni, e questo, vien da sé, mi porta a pensar che stiate vivendo una vita parallela, ad un'ora di differenza dalla nostra...

...e, se siete tra questi, avete tutta la mia invidia!

Si, perché mi piacerebbe poter giustificare in un un modo oggettivo, magari addirittura scientifico, lo scoglionamento odierno, ma non posso che ammettere la mia umana imperfezione rintronata, e tenere botta...

Quest'ora verrà a mancarmi.
Tanto.
Tantissimo.
Sempre di più nei prossimi giorni.
Ma sarò forte, e non soccomberò (spero).

Per altro, nel mio immaginario di ragazza dal bicchiere mezzo pieno (?!), il change dell'ora, segna inevitabilmente l'arrivo della primavera, e si spererebbe che il clima, strizzasse benevolmente l'occhio a questa reale realtà... e invece no!

Buono e giusto, come un trattato sulle Leggi di Murphy, niente da fare!
Weekend più uggioso, non avrebbe potuto vessare il bresciano, e me, nello specifico!

I fattori da me indipendenti, sono stati cosa particolarmente spiacevole, perché si sono ripercossi su un numero precisato di momenti no, da me vissuti, e che ora vado elencandovi:
* solita insonnia bastardissima - gaudio cum letizia, l'ancor più scarso quantitativo di ore dormite;
* corsa - prima garetta (del cazzo ammetto...), ma una volta sveglia, ho visto la pioggia e mi sono scoraggiata, rimanendo poi incagnita all day and all night, no comment;
* vomitillo - tu chiamalo, se vuoi, virus intestinale, ma sono andata a cena in un posto che mi piace un sacco, e la cena se l'è goduta il water, allegherei foto, ma sono pudica;
* persone ridicole - ...e pensare che dovrebbero essere amici, o presunti tali, mi riservano di quegli atteggiamenti, che ti fanno pensare che chi consiglia di potare i rami secchi, non è che sia proprio proprio stronzo... ;
* vecchi con la patente - con affetto, se ad 80 e passa anni, con la capacità di movimento del Bradipo di "Zootropolis", avete ancora la patente, siete pericoli pubblici. Punto. Ben lo sa, la mia Piccola Kimi, che è stata rigata di cattiveria sulla fiancata... di lunedì mattina... con lo stato d'animo dell'ora legale... bestemmia in the air.

Ci sarebbero anche cose (molto) buone, che hanno contraddistinto il weekend, ma toglierebbero power alla valanga di lamentosità varie e variegate, che vi ho testé propinato; e, volendo mantenere, una buona dose di coerenza, vi risparmio il lato da spruzzetto di sole, riservandolo ad una mattinata nella quale:
* non avrò la faccia contraddistinta da occhiaia da panda;
* mi sarò allenata come nemmeno la Pellegrini in vista delle Olimpiadi;
* la pancia mia si sarà fatta capanna, indipendentemente da malanni o glicemia;
* sarò stata circondata only da positività strabordante, da parte di amici-amici...;
* la mia rossa fiammante, sarà tornata a ruggire con tutti i crismi del caso!

...non accadrà mai...
...mai una gioia...
...arrenditi Patalice, che è meglio!

venerdì 24 marzo 2017

...sappiate la mia...

Una ragazza che segue il blog mi ha mandato una mail.

Non succede spesso, ma quando succede mi sento fica.

Cioè, non so se sarà capitata anche alla mia adorata Ferragni degli inizi una roba del genere, ma io mi sento una specie di micro dea quando avviene... scendono petali, e al mio passaggio si srotola un morbidissimo tappeto rosso...

Solo che, cazzarola, il messaggio che mi veniva recapitato, non era E S A T T A M E N T E rose e fiori... e va beh, non vi scrivo tutto-tutto, ma il concetto che mi ha lasciata interdetta, quello ve lo esplifico: "...ma perché non dici mai quello che pensi?"

CHI?
IOOOOOO?!?!
No, cioè, scherziamo?
Io non dico quello che penso?
Io non faccio presente al mondo il mio punto di vista?
Io celo le mie credenze e le mie opinioni?
MA DOVE?!

E niente, preso atto di questo monito, mi sono altresì chiesta perché mi scocciasse così tanto, visto e considerato che se una cosa non ti riguarda particolarmente, questa stessa cosa non dovrebbe cambiarti la giornata.

Il perché è presto detto: forse un po' è vero.

Questo blog dall'aspirazione deliberatamente cazzona, manca di punti forti nei quali riassumere il Pata-Pensiero.

E sebbene credessi che la cosa interessasse quanto l'attività sessuale della locusta, ora sono convinta che vi serva sapere la mia sui grandi temi che attanagliano la società.

MATRIMONI GAY
pro
assolutamente pro
il matrimonio non è una passeggiata, anzi alle volte è l'inizio della fine,
perché dovrebbero pipparselo solo gli eterosessuali?

ADOZIONE
pro
assolutamente pro
anche quando è un single che la vorrebbe, tanto più se è una coppia,
il cui sesso mi interessa pari a zero,
perché c'è bisogno d'amore per Dio,
e di dare vita a nuovi nuclei famigliari,
e la burocrazia rompe le palle. Troppo.

MATERNITA' SURROGATA
pro
assolutamente pro
che non vuol dire dare un prezzo ad una vita,
e nemmeno commercializzare un'evento come la gravidanza,
ma significa una possibilità.
punto.

TATUAGGI
pro
assolutamente pro
che un giorno la rarità sarà chi non ne avrà?
eh va beh, per una volta tanto, sarò una tra i tanti...

EUTANASIA
pro assolutamente pro
che non possiamo decidere come nascere,
spesso ci viene impedito di vivere come vorremmo,
ma almeno la libertà nel farla finita,
ce la possiamo prendere, o no?

BARBARA D'URSO
contro
assolutamente contro
che io accetto tutti,
sono contro il razzismo,
sono femminista,
sono convinta che a tutti si debba dare una possibilità
ma lei trascende ogni buona intenzione,
mentale o fisica che sia!

mercoledì 22 marzo 2017

cattivissima io

Odio un sacco di cose.
...qualcuno potrebbe dire che è perché sono difficile...

Stronzate.
Il fatto è che godo di buongusto.

E' una maledizione, perché devo avere a che fare con le pessime scelte della gente; con la sua scarsissima predisposizione alla cosa migliore; e pure con la loro litania moralista che sembra impartire la giusta, amara, medicina su cosa fare...

Tutta la mia comprensione agli incompresi.
Ad esempio, coloro i quali guardano alle coppie bruttissime, dove lei è visibilmente incinta, e sentono la domanda formarsi spontanea: MA PERCHE' VI RIPRODUCETE!?

A quelli che, guardano il cane (?!) vestito come la peggior bagascia thai, che invece di correre dietro ad una palla, abbaiano incessantemente in borsetta, e si domandano: MA PERCHE' CAZZO LI CHIAMATE CANI?!

Ed anche a chi va a cena con i suoi amici, e si deve pippare la cretina di turno, che vuole l'hamburger senza insalata e senza salsa, ma con i cetrioli e il pomodoro, e che prima di lasciar mangiare gli altri, deve fare 46mila foto della tavola, con dovizia di particolari ed angolazioni differenti, e ti viene da chiderle: MA A TE, CHI TI HA INVITATA?

E' un dato di fatto.
Odio un sacco di cose, sono intollerante ad una serie di piccoli/grandi eventi che tormentano il mio cervello, facendomi un macello cerebrale di quelli giusti...

E ve l'ho detto, sono certa che la colpa sia del buon gusto che mi contraddistingue, nulla di più...
Ed oggi, sebbene sia passato qualche giorno dal fatto, credo sia doveroso usare, anzi ABUSARE di questa parola: buongusto.

Credo sia noto a tutti, quanto è accaduto lunedì mattina, all'interno di non so quale trasmissione televisiva sulla RAI, che invece di dare sfoggio di intelligenza, o quantomeno, di temperanza, dando servizio pubblico decorosamente detto, ci informa che le donne dell'est sono le perfette compagne da avere accanto, perché quando sei vecchio non hanno problemi a cambiarti il pannolino, e perché tornano prontamente in forma dopo il parto...

Un degrado illegittimo di maschilismo e razzismo, che farebbe accapponare la pelle anche a chiunque sia dotato di un cervello pensante.

Ironia?
Stì cazzi.
Io sono ironica, parecchio ironica, riesco addirittura ad essere auto-ironica a volte, ma io non sono la Rai, io posso permettermelo, io non devo rendere conto a milioni di italiani che mi pagano per dar loro qualcosa di più di aria fritta di bassa lega ed infimo livello.

Traducendo in soldoni, io posso sparare cagate a raffica, al massimo mi mandate a quel paese, non mi leggete più, mi depennate dalle preferenze... ma io dico, come si fa ad insultare tante persona in una botta sola, passando per il tubo catodico?

Ci vuole il talento del cattivo gusto.
Talento che non ho.
Che Dio mi abbia in gloria.

lunedì 20 marzo 2017

19 marzo: festa del papà

Ieri è stata la FESTA DEL PAPÀ.

Un'affermazione assolutamente corretta, che va a scontrarsi e a scornare le varie definizioni d'affetto, così gelosamente trattenute dai vari ed eventuali detrattori dei festeggiamenti "commerciali" (vedi S.Valentino, 8 marzo e compagnia rampante...), come se solo loro avessero la verità della profondità degli affetti; che noi che regaliamo ed auguriamo un giorni imposti, veniamo tacciati di pochezza... 

Io, a Paparotto Gigiotto, ho dedicato un messaggio alla C'è Posta per te, ed un weekend da condividere con la SuperMamma, una foto su Instagram con dedicata, ed un ricordo che ci riguardasse su Facebook.

Plateale.
Superficiale.
Esibita.
Esibizionista.
Chi se ne frega.


Mio padre è un uomo ingombrante, che negli anni si è fatto peggio, imparando a mettermi i bastoni nelle ruote gin già dai progetti mentali, e sforzandosi di influenzarmi con la sua presenza in modo sempre nuovi, essendo spaventosamente assente.

Mi ha insegnato la rincorsa alla perfezione, intriso di atteggiamenti sbagliati.
Non i concetti, quelli quasi sempre validissimi, ma le parole usate per esprimerli... che Dio ce ne scampi! 

I suoi geni sono nei miei occhi, anzi, più nel suo sguardo, rigido supponente ed inquisitorio; nella mia natura auto celebrativa, supponente ed elitaria; nel mio mondo sportivo, sotto i riflettori, dentro gli scenari più in luce...


Abbiamo la somiglianza involontaria del caso, e quella volutissima del mio dipendere da lui e dall'opinione che ha di me. 

Forse oggi, non tutto-tutto, sarebbe com'è, ma non ci posso fare nulla, essendo asservita alla parvenza dell'approvazione che ricerco da lui.

Va bene così.
Sto crescendo, a braccetto con le paure che convivono con ed in me, ed accettando che lo deluderò, che non sarà come lui sperava fosse, e che non mi riconoscerà sempre, anzi, 

Eppure, ho la consapevolezza che, comunque, mi amerà. 

Gli farà male amarmi come mi ama, perché dovrà prendere atto silente (...spero ma non credo...) della mia fallibilità in campi che mi vedono determinatamente perdente, ed ignorare la tentennante visione di me stessa, che ogni giorno cambia.

Penso il Paparotto Gigiotto, prediligesse i tempi in cui il 19marzo coincideva con l'ennesimo disegno (obbrobrioso) o con la replica della replica di uno scarso lavoretto scolastico dedicato a lui, e brutto come la fame; che ora si, i doni che gli dedichiamo sono più belli e preziosi, ma le mille inclinazioni del rapporto con le sue figlie sono tanto più faticose di quanto non ci si voglia augurare. 

Però la difficoltà vale la pena. 
Me l'ha insegnato lui.
E, alle volte, come me, so che anche lui si auspica la banalità dell'esistenza, e non ci si rassegna che con me, non sia mai così... ma sa amarmi lo stesso... e questo fa bello dentro, perché lo arreda coi pensieri migliori. 

venerdì 17 marzo 2017

sogni che prendono aria...

Sai quando fai un sogno?

Quella parentesi rosa, tipo roba da unicorni che svolazzano nel cielo, riempiendolo di delicate nuvolette lilla, e profumandolo di vaniglia e zucchero filato...

Ecco i sogni dovrebbero avere quella consistenza lì...
Quella che si suol dire impalpabile, ma che in realtà ha una consistenza pazzesca, che la puoi tenere in mano, e te ne rendi conto di come è fatta.

Però non proprio tutti-tutti i sogni hanno quell'apparenza delicata e sognante, alcuni sogni fanno la muffa.

Non (solo) perché li trascuri, lasciando che il tempo li deteriori, ma (anche) perché finisci col dimenticarteli a tratti... posponendoli ad altre cose, non meno importanti, diverse, si ecco diverse.

Io sono una che dorme zero, e quelle scarsissime volte in cui mi capita di farmi qualcosa di meno simile ad un pisolino, non sogno mai... attività onirica pari a zero!

Ergo, mi sono direzionata verso i sogni tangibili, quelli che la mattina estrai dal cassetto insieme a mutande e calzettoni...

Però, i sogni non sono gratis, fanno male, obbligano a scegliere, impongono rigida disciplina e sacrifici che non fanno piacere... e tutto questo lo si impara giorno per giorno, mentre ci si danna per arrivare alla fine dell'irreale per rendere tattile e tangibile tutto quello che ci gravita intorno.

Ecco, il sogno che faccio io è stra bello, ma non è ne rosa, ne profumato, ne popolato di creature fantastiche... ci vuole sudore, ed un briciolo di cuore, se vuoi andare oltre lo zero a zero...


mercoledì 15 marzo 2017

...e usala quella lingua cavolo!

Ed oggi vorrei approfondire il fattore L: 
L I M O N E.

No, non nel senso dell'agrume!
giuro che non voglio farvi una tiritera sugli effetti benefici dell'acqua limonosa al mattino, ne di quanto possa essere buono questo frutto, ne tantomeno della sua coltivazione, della quale so e mi interessa al pari delle condizioni climatiche in Ecuador.

Il LIMONE del quale sto parlando è quello che ci si tira quando siamo ingrifati.

Volete chiamarlo bacio alla francese perché fa più fine?
Fate pure, ma cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia, perciò... 

Il LIMONE, dicevamo, è una pratica usuale in special modo durante gli anni dell'adolescenza, quando gli ormoni girano a tremila, e le ascelle (pezzate e flatulenti) parlano per loro.

Il LIMONE non parla d'amore, ma di passione, di istinto, di carne (ma di quella accessibile anche ai vegani), di momento.

Il LIMONE non è eternità, non è promessa, non è progettazione, non è legame: il LIMONE è quell'istante perfetto che si può consolidare con quel bacio appassionato che si cerca in due.

La cosa più bella del LIMONE è che non lo puoi mai definire "bacio rubato", che è un termine aberrante, perché le sensazioni, se le rubi, sei un mentecatto sentimentale punto e basta; perché si può rubare un bacio, anche peggio, ma questo no, lo devi volere, perché per chiamarlo davvero LIMONE, ci sono due lingue che si giocano la partita della vita in campo! 
Prima, mi rivolgevo a quella gran fetta di pubblico che sono gli adolescenti, o giù di lì, perché è proprio in quell'anfratto temporale che si rimescola tutto, e viene fuori il meglio ed il peggio: nessuna vergogna per un po' di lingua esibita, e nessun decoro sul dove ed il quando.
La condizione ideale per il proliferare del LIMONE.

Da adulto ci si scopre pavidi, scossi pragmaticamente dal buon costume, che finisce sempre un po' (tanto) per sfilacciarci la spontaneità dai tessuti, rendendoci tutti schiavi del così si fa, perché fan tutti.

Orribile.

La rivincita del LIMONE accade così nelle zone d'ombra più inauspicabili, in quelle parentesi clandestine che si riscoprono quando ci si stufa di omologarsi a quelli bravi, e si inizia la rincorsa verso l'oceano dell'imprevedibile, che è la scossa unica, della quale sentiamo il bisogno.

Il LIMONE ci fa, a noi che i sedicenni li abbiamo doppiati, vacca di quella gallina a piedi nudi, sentire vivi! 
Qui ed ora.
Ad assaporare un momento che, ci si auspica, abbia un alito fresco; che ci riporti indietro a quando tremavamo per gli occhi inquisitori dei genitori, ed iniziavamo a sentire i fremiti di un'educazione sentimentale impastata con il Top Girl ed i racconti dei compagni più navigati. 

Chissà perché si è persa l'abitudine al LIMONE...
No, anzi, chissà perché l'abbiamo persa noi grandi... che nella palestra dove vado, c'è una coppia di ventenni che vive in simbiosi apneica che è una bellezza...

Qualche istruzione per l'uso del LIMONE agli over 30...

* anche l'occhio (altrui) vuole la sua parte!
Evitate quindi di metterci tutti voi stessi, seduti al tavolino di un bar durante l'aperitivo, che a nessuno interessa l'esibizione delle vostre papille all'azione!

* vietata la vergogna!
Il limone non ha pudore.
Questo significa che, quando limonate, dovete farlo con tutti voi stessi, non con un pezzettino di lingua buttato lì così a fare il suo... no no, metteteci cuore e muscoli giusti numi!

* attenzione ai denti!
Se, da ragazzine, il dramma intrinseco, era l'aparecchio, sappiate che da grandi è la foga. 
Rispondi ad una semplice domanda: fa caldo, molto caldo, e ti trovi di fronte il tuo gelato preferito, che fai? Lo lecchi assaporandolo o ti ci avventi come un leoncino?
La risposta dice tutto.
Svela che tipo di baciatrice sei, e se sei la leonessa di turno, lo schianto dente a dente, orripilante a dire poco, è quasi più che certo.

* l'abitudine fa l'uomo esperto.
La lingua è un muscolo. 
Non puoi giustificare anni di inattività limonatoria, con minuti su minuti su ore su giorni su settimane, di chiacchiere... non è la stessa cosa! 
Riprendere potrebbe essere come andare in bicicletta: potreste non aver mai scordato come si fa!
Anzi, addirittura, c'è il rischio siate più bravi... ma non è sempre così... a volte l'inutilizzo gioca tiri mancini, e quello che era il vostro cavallo di battaglia, quel bacio alla francese che si tramandava fosse leggendario, è tutto chiuso là, in quegli anni d'oro... 
Non disperate!
Potete recuperare.
Come in tutte le cose, sacrificio e pratica!  

lunedì 13 marzo 2017

Non posso piacere a tutti, ma devo amarmi

Alla fine le calze a rete le ho comprate.

Lo dico per togliere quel po' di credibilità che avevo ancora (!?).

E niente, forse è stato l'accenno di primavera anticipata, che ovviamente mi ha colta in un pomeriggio di collant di lana e dolcevita pesante; o, forse ancora, è l'avvicinarsi del 32esimo compleanno, che nonostante manchino 2 mesi, si fa già sentire; oppure sarà stato il ciclo, (che noi donne possiamo usarla sta carta, perché non usarla?) fattostà che ho fatto l'insano gesto.

Non le ho ancora usate, indecisa tra versione giovane (jeans strappato e strappone) e versione porca (tubino nero da segretaria che ti rifà i connotati oltre che i conti!).

Fine della parentesi fashion.
Aperta, ma subito chiusa quella che vi informa che su Vanity Fair di questa settimana, quello con sopra il Fedez e la Ferragni desnudi, c'è una mia lettera che è stata molto apprezzata, e mi ha fatto giungere molta solidarietà e molti complimenti, ergo se volete aggiungervi alla lista di estimatori, fate pure, e non lesinate; spalanchiamo la porta del gossip.

Non credo sia uno spoiler dire chi sia il vincitore dell'ultima edizione di Masterchef, ma se non lo sapeste a trionfare è stato Valerio, il diciottenne emiliano, che con un menù che io nemmeno saprei ordinare al ristorante, ha conquistato i palati di Cracco & company.

Al di là del fatto che mi era molto simpatico, Valerio mi ha colpito perché dal primo giorno sapeva avrebbe vinto.

Eccesso di sicurezza data dalla giovane età?
Smania di onnipotenza di 18 anni appena?
Consapevolezza smodata?
Bah, tutto può essere... fatto sta che questo prendere atto dei propri mezzi, ad un livello che ha tutto il vigore post adolescenziale, ma anche tutto il guizzo del genio dotato di un talento non discutibile, lo ha condotto alla vittoria.

Lui sapeva che avrebbe vinto, ed ha vinto.
Punto.

Ne penso tutto il bene possibile di questa cosa.
Io che a 18 anni mi chiedevo se mettere la gonna o i jeans, per andare a ballare, guardo a lui, che decideva di vincere Masterchef, e si faceva in quattro per riuscirci.

Se non crediamo noi nei nostri sogni, e nelle nostre possibilità e capacità, chi cavolo può farlo?

Nell'era del social media, dove ci scanniamo per ottenere un like, che quando arriva, ci da la misura della nostra stessa persona, c'è chi scommette ed investe su di se, e vince.

È una persona che non rappresenta il prototipo di figo alla "tronista" di "Uomini e Donne"; non si mette in luce per la maleducazione che diventa appelle; non buca lo schermo con l'aggressività o il gesto eclatante; è un giovane uomo che ha un grande sogno, al quale approdare da un meraviglioso trampolino, che si è scelto e costruito con una tenacia tale, da far impallidire le persone come la sottoscritta. 

Io, che il difetto che mi rappresenta meglio è l'inconcludenza, mi faccio piccola piccola di fronte ad una grinta tanto tanto caparbia, e mi domando e chiedo: come si fa a imparare la costanza per inseguire i propri obiettivi? Basta davvero crederci strenuamente, perché essi diventino verità?

venerdì 10 marzo 2017

Di ballerine calze a rete e Chiara Ferragni

Ho visto le ballerine di Miu Miu, o almeno quelle che credo siano di Miu Miu, con i lacci grossi tipo... va beh quelle in questa fotografia qui per intenderci per benino.
Ecco, io sono una allergica alle ballerine, cioè ho sposato la teoria del "scarpa bassa figa strassa", facendola valere solo ed esclusivamente per le ballerine, però queste mi piacciono un sacco... sono carinissime, ironiche e molto iconiche!

Ma poi ho pensato che le sostituirei molto volentieri con i mocassini tutti glitterati, e con l'occhiolino della collezione shoes di Chiara Ferragni.

Attention please:
non mi sono tramutata in una fashion blogger, ma mi è presa sta smania per lo shopping ultimamente, che non ve lo so spiegare.

Cioè, intendiamoci, non è che mi sia presa ora e che adesso e solo adesso io apra il portafogli per far girare l'economia, au contraire, sono sempre stata parecchio forte in merito!

Però ci ho sta smania di scialacquare, che era un po' che non m'attanagliava.

Il mio Strizza, sosteneva fosse un modo, nemmeno troppo velato, per poter sopperire a delle mancanze.

...beh sarebbe perfettamente in linea con il mio momento storico...

Ciò posto, siccome dispongo di ben poca liquidità al momento, ristagno nei pensieri, e mi lascio ingolosire dalle varie nuove collezioni delle catene low cost, tipo Zara o Intimissimi...

Peccato che, a pochi mesi dal TRENTADUESIMO compleanno, io mi trovi in balia di un tremendo dilemma karmico.

Come cazzo mi devo conciare?!

No, perché voi penserete con un sorriso a questi quesiti esistenziali di bassa lega, ma io non rido mica...

Cioè, non so se avete notato cos'hanno proposto per quest'anno, Disquered Calzedonia, ed anche parecchi negozi bellini del bresciano: le calze a rete sotto il jeans strappato, che arrivino sopra all'ombelico, scoperto. 

Capite?
Un trionfo del trash più Platinettiano, nel quale sguazzare con la tipica risolutezza che, solo poche possono concedersi.

Si.
Ma chi sono queste poche?

Le ragazze più giovani?
Quelle che non hanno ancora la testa per rendersi conto del livello di zoccolaggine intrinseco all'abbigliamento citato?

Le mie coetanee?
Quelle che hanno perfettamente in testa il livello il zoccolaggine intrinseco all'abbigliamento citato, e stì cazzi?

I fisici asciutti, magri o palestrosi?
Quelli che hanno i cubetti sull'addominale, che si sa il crossfit ha fatto proseliti, e che incedono in modo porcone porno xx nella vita?

Le taglie più morbide?
Quelle che si lasciano un po' segnare dalla trama della calza a rete, ma che con quel vedo (vedo-vedo-vedo)/(poco) non vedo, fanno sognare il testosterone?

E quando dobbiamo portarla sta moda qui?

Eviterei ufficio, commissioni tra posta e banca, matrimoni e primi appuntamenti, a meno che non vi siate conosciuti in una private room.

Lo sdoganerei con più leggerezza, ma sotto lo stretto controllo di un adulto, che non sia modello "fan di Barbara D'Urso", e che possa provvedere alla virtù della ninfetta, sulle adolescenti/ventenni.

Mentre lo relegherei a serate di notti brave e malate, per noi donzelle dal decennio in più. 

Una sola accortezza.
Siate oneste.
La felicità ed il benessere, passano da una sana e sincera consapevolezza.
Se riuscissimo ad essere trasparenti con noi stesse, avremmo tanta più (buona) vita da vivere e da godere.
Quindi... se messa la calza a rete l'effetto Miss Piggy non è un presentimento, ma una realtà, desistete.

Rinunciare ad una battaglia, può far vincere la guerra.

mercoledì 8 marzo 2017

ed è di nuovo festa della donna

Cari uomini,
oggi voi non ci dovete niente di niente.

NON DOVETE farci regali
(...anche se va bene uguale, semmai decidete di farli...)

NON DOVETE farci complimenti
(...anche se ci fanno piacere...)

NON DOVETE proteggerci e decidere per noi
(...anche se a volte, fare le principesse, ci riesce divinamente...)

tuttavia

DOVETE saperlo che abbiamo la testa dura
che non molliamo mai, nemmeno quando sarebbe il momento di farlo

DOVETE accettare che siamo brave quanto voi
che una vagina non ci toglie nessuna forza o capacità intellettiva

DOVETE accorgervi del nostro essere indipendenti ed in gamba
perché lo siamo per davvero, e questo è un dato di fatto.

Care donne,
oggi voi vi dovete moltissimo.

DOVETE farvi regali
materiali magari, perché il potere dello shopping lo conosciamo solo noi che siamo DONNE

DOVETE essere fiere di voi
per quello che avete conquistato, e per ciò che siete, ancora di più siatelo per chi sarete disposte a diventare

DOVETE proteggervi
voi stesse, ma anche le une con le altre
smettetela di fare le cretine, e di farvi la guerra, tanto perdete sempre, tutte,
e non vi ritorna in tasca proprio un bel niente

DOVETE festeggiare
se avete voglia di farlo,
vedere uno spogliarello cretino, mangiare una pizza con le amiche, accettare delle mimose di buon grado... e non vergognatevi di tutto questo, che fa piacere festeggiare, sempre.


Mangiatevi una fetta di torta e bevetevi un Martini
Compratevi un buon libro 
Bevete il caffè con la vostra mamma 
Andate al cinema con l'amica del cuore
Buona festa della donna... donna splendida che sei e nemmeno ti accorgi di essere

lunedì 6 marzo 2017

Continuo a guardare in là

Siamo già ad un terzo dell'anno...

Che per quelli che stanno spasmodicamente aspettando l'estate (di certo non la sottoscritta) sarà ancora troppo presto, troppo freddo, troppo inverno; ma per me sono stati due mesi (+qualche giorno) velocissimissimi.

Gennaio mi ha lasciato talmente tanto amaro in bocca, da aver festeggiato un nuovo capodanno nei primi giorni di febbraio... 

Febbraio è stato talmente fulmineo, da non accorgermi che il tempo stesse passando, facendolo ad una velocità a dir poco sostenuta, e non solo perché è il mese che dura meno di tutti!

Marzo è iniziato, e con esso tutti son belli felici e contenti ai primi conati di primavera che ci vomita il meteo, per poi pentirsi di raffreddori e mali di stagione, perché hanno il culo scoperto, ma anche io sono più felice e contenta.

Ed il clima non c'entra.

Quando vi ho parlato del messaggio della Micia, non sapevo esattamente il come, ed invece oggi lo so... devo prendere decisioni forti e fare tagli definitivi.

Ed ho paura.
Fa tanta paura.
Ma, a differenza della muta e subdola paura che mi ha mosso nei mesi passati, questa è un brivido friccicoroso, di quelli che scintillano... un po' come quando ti metti in tiro perché sai che "casualmente" incontrerai quello che ti fa svolazzare le farfalle.

Ed è bello.
Dio se è bello.
Stay tuned, la Pata è tornata!

sabato 4 marzo 2017

Febbraio: il film che ho visto!

Ed eccoci qui, anche febbraio, ed i suoi 28 giorni, se li è presi il tempo che è andato, e marzo, con il suo pre-annunciare la primavera o giù di lì, è arrivato bello bello per noi...

...cross the fingers!!!

Allora, prima di tutto sappiate che è accaduta una tragedia mentale di quelle pessimissime... ho visto un film, ma me lo sono TOTALMENTE DIMENTICATA!
Ci ho pensato per giorni e giorni, e niente, nisba, nada de nada... non mi viene in mente l'attore, o la trama o che ne so io...

...fosforo ne abbiamo?

Va beh, tralasciamo e veniamo al primo che mi ricordo:
LA LA LAND - siccome tutti l'avevano recensito, l'ho fatto anche io... anche perché il film pensato, nato e creato per fare incetta di Oscar, meritava che il dibattito non si spegnesse... ergo, se volete sapere per filo e per segno quale sia la mia opinione, cliccate qui e lo saprete... in breve, posso dirvi che sicuramente mi ha fregato il fatto di aver letto settemilacinquecento recensioni, come detto, tutte sognanti a dir poco, quindi era parecchio alta l'aspettativa, ed io non l'ho trovato così eccezionale! Però è bello, è oggettivamente un film bello, che merita di essere visto al cinema, per far venire gli occhioni sberluccicanti a chi lo guarda.

SARA' IL MIO TIPO? - leggo che è un film francese e titubo. Perché la cinematografia francofona o riesce bene al mille per mille, o è una ciofeca pazzesca! Qui, riesce. Non è un film di quelli che passeranno alla storia, però è una commedia nuova, surreale ma nemmeno troppo, interpretata con molta ironia e dolcezza. Un professore di filosofia, viene trasferito da Parigi ad un piccolo liceo di provincia; la cosa non lo allieta minimamente, tuttavia si trasferisce ed intrattiene una relazione con una parrucchiera briosa e frivola, con un figlio piccolo, ed un animo romantico e sognatore. Sebbene innamorati, i due hanno una visione completamente differente dell'amore, la quale non riesce a collimare con la vita di tutti i giorni... e questo significa dover prendere decisioni, molto poco piacevoli decisioni.

SPLIT - Mozzino adorato, ne aveva fatta una recensione ambigua e negativa, la quale mi aveva tolto quel poco di interesse che avevo nei confronti di quel film... tuttavia, in una domenica pomeriggio freddina e grigina, si è andati al cinema e si è visto questo thriller sul filo del rasoio, con un James McAvoy in stato di somma grazia... e mi sono ricreduta completamente! Tre belle adolescenti, vengono rapite da un uomo che soffre di personalità multipla, e segregate in uno scantinato. L'uomo ha 23 personalità, tutte studiate e tenute monitorate da una psichiatra che ha votato la sua vita allo studio di queste persone, che lei considera e definisce speciali, nel senso che solo loro sviluppano capacità tali da renderli eccezionali, anche dal punto di vista della miglioria del proprio corpo. Purtroppo, tra le 23 personalità, ce ne sono un paio sovversive, che cercano di combattere i tentativi di controllo delle altre, e della dottoressa che le sostiene. In un parossistico viaggio all'interno della mente malata dell'uomo, si scoprono segreti e lordure... perché la mente può tutto, davvero tutto.

UNA VEDOVA ALLEGRA MA NON TROPPO - una giovane Michelle Pfiffer, per una commedia piena zeppa di luoghi comuni sugli italiani... Un gangster uccide il marito di Angela, una bella donna che non era assolutamente d'accordo con lo stile di vita del marito, e che allontana le amicizie della famiglia, e le attenzioni stesse del boss. Per riuscire a staccare definitivamente lei ed il figlio, dal mondo malavitoso, la donna si trasferisce in una dimora, lontana dagli sfarzi concessi dalla mafia, ma onesta e perfetta per ricominciare da zero. Peccato non sappia che, suo vicino di casa, sia un agente segreto, il quale la spia per riuscire ad entrare nel circolo vizioso dei malviventi. Tra i due scatta la scintilla, ma devono fare i conti con il boss, che vorrebbe l'amore della donna, e con la polizia, che vuole incastrare anche Angela.

A UNITED KINGDOM - tratto da una storia vera, il film racconta del tormentato amore tra una giovane donna bianca inglese, Ruth, la quale decide di abbandonare la sua patria, e la sua vita intera, pur di seguire Seretse, il designato re de Botswana. La regione africana, è sotto il dominio coloniale inglese, e questo presuppone che gli interessi del regno della regina, abbiano un grosso peso sulla vita degli abitanti africani, i quali sperano nel giovane re, per poter avere una vita migliore. Peccato che, il matrimonio tra i due, rappresenti uno scandalo incalcolabile per la società, sia inglese che della colonia, e sia ostacolato in modo del tutto incontrollato. Sebbene gli ostacoli politici, che si inventano i governatori pur di allontanarli, la coppia non si arrende, fino a costruire una famiglia solida, e ad ottenere traguardi importanti per tutto il Paese. Un film che è una storia d'amore sicuramente, ma anche una profonda narrazione di libertà ed uguaglianza... concetti dati sempre e troppo per scontati!

VICTOR, LA VERA STORIA DEL DOTTOR FRANKENSTEIN - secondo film del mese con protagonista McAvry, questa volta nei panni di uno dei personaggi letterari più volte trasposti in chiave cinematografica... Questa volta, un giovane e visionario neo dottore, salva la vita di un pagliaccio del circo, nel quale vede delle capacità assolutamente straordinarie, e delle competenze mediche inattese, nonostante la mancata cultura. Igor, questo il nome del giovane, si rivela un perfetto aiutante in quella che è una missione a dir poco insensata: dare la vita. Sebbene Igor non sappia, inizialmente, quali siano le motivazioni che spingono l'amico, lo aiuta, affascinato sia dalla missione che dalla personalità travolgente del suo mentore. Alla fine, la situazione degenera completamente: Victor è imbevuto dalla sua sete di riuscita, e non gli importa dell'abominio che sta mettendo in atto, ed Igor non riesce a fermarlo...


MAMMA O PAPA' ? - in un mercoledì anonimo e senza particolari perle da vedersi, io e Jn ci imbattiamo in questa commedia italiana con due dei migliori interpreti che vantiamo: Paola Cortellesi e Antonio Albanese. La trama è attuale, con qualche volo pindarico di troppo: una coppia di vecchia data, ha deciso di comune accordo di separarsi ma non sa come dirlo ai tre impegnativissimi figli. La situazione si complica quando i due, inizialmente del tutto d'accordo, si trovano entrambi alle prese con delle importanti offerte lavorative molto distanti da casa... a questo punto con chi possono stare i ragazzi, e chi può partire? Il giudice afferma che a decidere dovranno essere i ragazzi... e qui iniziano i guai! Una commedia godereccia, senza un guizzo di quelli che sbalordiscono, ma molto ben interpretata e piacevole.

FOREVER YOUNG - al cinema mai sarei andata a portare un dieci euro a Brizzi, ma sul divano, grazie a Sky, ho potuto vedere questa commedia carinissima, che tratta di una generazione del tutto nuova: quella dei forever young, appunto! Uomini e donne con più di quarant'anni, che non si arrendono al naturale passare del tempo, ma che si incaponiscono sul voler stare ancora sulla cresta dell'onda; con look poco proponibili, scelte sentimentali quantomeno azzardate, e atteggiamenti che sfiorano il ridicolo... Episodi legati tra loro: c'è il deejay che pensa ancora di vivere negli anni 80, e che viene sostituito da un giovane youtuber; un cinquantenne che sta con un'universitaria mozzafiato, ma si prende una cotta per una coetanea con la quale ha molto di più in comune; due amiche che scelgono partner decisamente più giovani; ed un futuro nonno che non si rassegna ad un fisico che non regge più...  Una commediola, appunto, che però fa riflettere su quanto la società obblighi le persone a dare di loro stesse un'idea disastrata, rispetto a quello che davvero sono, a discapito della normalità delle cose... Un cast variegato a dir poco, tra la Ferilli e Lillo, Fabrizio Bentivoglio che convince, non conquista, ma convince.


FEBBRE DA CAVALLO - un cult del 76, restaurato superbamente, che Sky ha riproposto, e del quale ho approfittato, non avendolo mai visto prima! Il duo Proietti e Montesano, danno vita ad una coppia comica di rara intesa: ambedue appassionati di corse di cavalli, i romanissimi non godono certo di fortuna... anzi! Sono parecchio indebitati... Tra gag irresistibili, ed imbrogli a fidanzate previdenti, i due amici si trovano anche a fare i fantini, e ad essere coinvolti in una controversia giudiziaria... un Proietti giovane e a dir poco affascinante, è Mandrake, la testa; mentre Er Pomata, è uno spassosissimo Montesano, che arriva persino ad inscenare la morte della beneamata nonnina, per sfuggire agli strozzini... Come ho già scritto, per me è stata una prima visione, ma decisamente meritava tanto tanto!

giovedì 2 marzo 2017

be the change

La mia amica Micia mi manda un messaggio, di risposta, dopo le interminabili zuppe che sono solita tirarle, e mi dice: "Ma se questa tua vita non ti piace, mi spieghi perché cavolo non la cambi?!"

Che è una domanda talmente elementare, che alla gola mi sale un: "GRAZIE AL CAZZO", ma non lo scrivo, perché non si sta bene... che lei è un'amica ed io ci voglio bene a quella testolina bionda, e a quel fisicaccio della Madonna che si ritrova... e poi perché ha ragione.

Ed è, probabilmente questo, il punto più dolente della faccenda: la Micia ha ragione.

Non sono una alla quale scoccia dare ragione all'altro, è che non ci avevo pensato che ci avesse della ragione.

Fermi tutti, belli e brutti, come mai non ci avevo mai pensato?
Eppure è di una banalità lineare, che sembra un delirio non averlo messo in conto nel momento in cui affiorava una scontentezza cosmica di livello 11mila...

...se ti affacci allo specchio per 10 giorni, e per 10 giorni non ti piace quello che vedi, non è lo specchio sbagliato, ma tu!

che massima figherrima, no?

Ed io lo ben so che funge in codesta maniera, eppure non ci avevo veramente mai pensato... o forse ci avevo prestato orecchio a metà, o ancora non ci volevo credere che la soluzione fosse tanto elementare, eppure eccomi qui, di fronte allo schermo dell'iphone con questo messaggino dall'intrinseca saggezza cosmica, a domandarmi e dirmi, perché non ci avessi pensato prima.

Okay no, non è del tutto vero...
Lo so io pure che bisogna dare una scossa, e che quella e solo quella potesse essere la via percorribile per la felicità, ma la determinazione con la quale mi applicavo alla cosa, ha avuto le fattezze del bradipo di Zootropolis...

Non è semplice.
Nel senso che approcciare il cambiamento è bello a parole, nei fatti fa paura come It.
E poi, se proprio tutto-tutto ti sembra sbagliatissimo, non è neppure troppo facile capire ben benino da che parte voltarsi, per iniziare a percorrere la strada dal verso migliore, che magari non è proprio quello giusto, ma ci si dovrebbe avvicinare un bel po'!

E quindi nulla, la mia amica Micia mi ha salvata.
Ha preso la mia sistematica testa di cazzo in rivoluzione completa, togliendola dall'ovattamento auto-indotto da me stessa medesima, ed con una proverbiale manata sul culo, mi ha spronata verso la risposta.

DEVO CAMBIARE.

(per il come, poi, vediamo di scoprirlo eh...)

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...