mercoledì 26 aprile 2017

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O

una bella parola
non c'è che dire

vengono in mente i soldi
e la speranza
la speranza di fare soldi

se ti allontani un istante dall'immediatezza dell'associazione di idee,
tuttavia,
la cosa che mi rimane impressa è l'idea di fiducia

quando investi
scegli consapevolmente di assumerti dei rischi,
vero.

ma è altresì vero che ci metti del tuo
e questo è bello

investire in un progetto
investire in un'idea
investire in un sogno
investire in un'aspirazione

ma anche
investire in un rapporto
investire in una persona
investire in una vita

ecco si,
investire in una vita

una vita che non è detto sia quella che sei destinato a vivere
una vita che non è detto sia quella per la quale sei stata creata
una vita che non è detto sia esattamente come la volevi tu

e ci investi lo stesso
nella tua vita sbagliata
sotto ogni punto di vista
scoglionata, depressa e mutilata

ecco in quella vita lì,
quella che hai,
che ti è stata data,
che è tua,
tu hai il diritto, anzi il dovere,
di investire...

perché se è vero che c'è un rischio
è anche vero che se questo rischio non lo corri
ti togli il privilegio di vivere
e quello,
al netto della sofferenza,
è un gioco al massacro che non vale la pena mai.

lunedì 24 aprile 2017

invest in yourself... che è più meglio

Fate un favore a voi stessi.

Imparate a stare da soli.

La qualità del vostro tempo, della vostra solitudine, del vostro peso sociale, ha una sua essenza, ed una vitale importanza... tanto vitale quanto siete disposti ad accordarlo loro.
Rendetevi conto di chi siete e di quanto contate per voi stessi.

No, non è l'incipit del peggior libricino motivazionale che potrebbe capitarvi di leggere, è una cosa che vorrei davvero passasse.

per quanto abbia finto di essere capace di esserlo, non sono una Yes-man, perché sono convinta di non averne le doti e nemmeno i numeri, e so di non poter vantare il fatto di essere positiva ottimista e gioiosa sempre e comunque, dire che non ho il sole dentro che si sprigiona fuori, cambiando la vita e l'umore delle persone, è dire una verità inappuntabile...

...tuttavia...

...vuoi l'età che inesorabile avanza, vuoi che sto riflettendo sulle persone più di quanto non dovrei/vorrei, vuoi che mi sono lasciata deludere ancora e ancora; ma, ultimamente mi sono resa accorta che viviamo sempre più corazzati sotto il peso delle opinioni altrui, e questo decisamente non va bene!

Verrebbe da chiederci perché non possiamo vivere come gli abitanti di Beirut...

No, non sono ubraica alle 9:00 del mattino, e nemmeno ho sparato una città a caso, il fatto è che, un mio cliente, l'altro giorno, mi ha spiegato che gli abitanti di Beirut hanno visto la guerra, sono sopravvissuti, ed ora vivono ogni giorno, come se fosse l'unico giorno,non si tratta di ultimo ne di primo di sorta, ma di unico giorno.
Una responsabilità bella tosta, direi che migliora la vita, il modo di viverla e di guardarla, ma che permette anche di essere più realisti e fatalisti nei confronti della sua stessa esistenza.

Cioè, rifletteteci un attimo: essere davvero veramente capaci di vivere alla giornata, con il simbolismo di 24 ore uniche, delle quali godere, non dovrebbe portarci a fare ciò che realmente ci rende felici di essere ed esserci?

Dai, dopotutto, se poteste avere un giorno solo a disposizione, davvero lo sprechereste con persone che non vi piacciono? Facendo cose che non sopportate? Seguendo le convenzioni convinte di una società che vi ha ammorbato, e non si stufa di farlo?

...voglio sperare non siate veramente così sciocchi...

E, alla soglia del 32esimo compleanno da festeggiare, nel solito trambusto social di idee per i regali che vorrei mi fossero fatti; scelte sbagliate compiute perché mi fanno sentire meglio, e decisioni prese con gli occhi tappati ed il naso che non inala profumi o puzze di sorta; mi sono fiondata su un'idea di domani che potesse farmi sorridere il cuore... e se sono rose fioriranno!

venerdì 21 aprile 2017

tag di lettura... perché sfoggiare un po' di cazzi miei è sempre cosa buona e giusta, anche prendendo la scusa della cultura

1. A quale autore ti rivolgi quando hai voglia di rileggere un libro?
Non amo rileggere.
Non ho riletto nessun libro, fatta eccezione per il "Piccolo Principe", ma quello non conta, perché io lo venero come un testo sacro, e scommetto che gli integralisti islamici il Corano l'avranno letto più e più volte... 

2. Di quale autore ti assicuri di accaparrarti ogni nuova uscita non appena viene pubblicata?
Chiara Gamberale.
Mi piace moltissimo il suo modo di scrivere, ma soprattutto mi piace quello che affronta: piccoli drammi di tutti i giorni che hanno un sapore di saputo, eppure viene sempre fuori una piccolissima scintilla che ti fa dire "a cazzo, ma è vero!"... 
Una volta vivevo per quello che scriveva Fabio Volo, si, fustigatemi perché ne avreste tutte le ragioni possibili ed immaginabili, ma lo debbo ammettere, devo sputtanarmi un po'... se no che gusto ci sarebbe?

3. Quale autore stai seguendo fin dalla sua prima uscita e pianifichi di continuare a seguire ancora per lungo tempo?
Oddio... no penso non ci sia nessuno degno di tale fanatismo... non riesco ad essere una groupie così spudoratamente infocata... mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa!

4. A quale autore, che non hai apprezzato quando hai letto per la prima volta, vorresti dare una seconda possibilità?
Gramellini, indiscutibilmente Gramellini.
Mi hanno regalato "Fai bei sogni", e ci sono ben pochi altri romanzi che sono stati in grado di farmi innervosire nello stesso modo... però, quando leggo le sue risposte su Vanity Fair, in quella specie di rubrica del cuore che vorrei tenere io, ma che fa lui, ritrovo molta dolcezza nelle cose che scrive, e mi viene una gran voglia di approfondirlo, e lo farò, giurin giurello lo farò!

5. Quale autore che ha smesso di scrivere vorresti che tornasse a pubblicare qualcosa di nuovo?
Mah... francamente al momento non è che mi venga in mente chissà chi... però, se dovesse tornare in vita, giuro che un romanzo di Leopardi ed uno di Dante, lo comprerei sicuramente... ed anche se il primo fosse deprimente ai massimi livelli, ed il secondo non fosse una menata allucinante e mono-argomentativa sulla "solita" Bea, mi ci fionderei lo stesso!

6. Quale autore avresti voluto iniziare a leggere prima?
Kent Haruf.
Lo so che ora è spinto da tutte le librerie del globo, e che i blogger lo elevano alla genialità più assoluta, ma io, da snob quale sono spesso, l'ho inizialmente snobbato, ed ora sono dipendente come i lavoratori pubblici, attaccata a lui come loro alla seggiolina e al posto fisso!

7. Quale era il tuo autore preferito quando eri una giovane lettrice/un giovane lettore?
Sono passata da Andrea De Carlo, a Sveva Casati Modignani, e va beh, il già citato Fabio Volo, e su nessuno dei tre ho perseverato nell'affetto e nella perseveranza... e non mi dispiace nemmeno un pochino! 

mercoledì 19 aprile 2017

loro può, io no

Sapete quando vi prende la voglia?

Si quel momento in cui, va bene tutto, ma "quella" cosa la dovete avere per forza?

Ecco, io, praticamente tutte le mattine, mi sveglio, ed invece di essere leone che insegue gazzella, sono bradipo che insegue il ginseng.

E' una droga, ne sono consapevole, ma non voglio ne posso fermarmi.

Così, la mattina, poco prima di mettermi dietro la reception, ed iniziare la giornata lavorativa, mi concedo il lusso della tazzona al banco, con l'aggiunta della cannella, e la coccola di un po' di caos da bar, nelle prime ore della giornata.

E' un lusso, lo ribadisco.
Un lusso che non mi stanco di concedermi e che mi piace cullare.

Vado in questo locale a prenderlo, dove mi sento quasi di casa, un po' perché Jn ci ha lavorato a lungo, un po' perché, abitando in un paese, la dimensione è quella del "alla fine, ci conosciamo un po' tutti..."

E niente, perché narrare di questo vizio?
Per dimostrare una volta di più quanto io sia figlia di papà?
Per rincarare la dose sulla fatica della vita da Patalice?
Per farmi rimproverare dai salutisti, circa l'effettivo benessere da ginseng?

No, no e ancora no!

Ve lo scrivo come premessa necessaria per esplicare un fastidio (ettepareva) che mi coglie, andando al bar ogni benedetta mattina:
se hai trent'anni il trucco non è più un optional, 
ma una necessità.

Punto.
Cioè, possiamo stare qui a discutere su quanto siano belle le ragazze acqua e sapone, su quanto un viso fresco abbia il suo perché, e su quanto non sia necessario imbrattarsi di cerone tutti i giorni che Dio manda in terra... ma sono tutte cazzate!

E me ne sono resa conto proprio bevendo il mio osannato ginseng...
Si, perché a servirmelo, sono due splendide waitress, di vent'anni o poco più, che la mattina mi accolgono gioiose e frizzantine come poche, sebbene non abbiano in faccia l'ombra di un correttore, e magari la sera prima abbiano fatto allegra bisboccia.

Ecco, loro può.
Nonostante non siano truccate, sono belle, perché loro può.
A vent'anni si può fare, ma a trenta no.

Care le mie coetanee mettetevi l'anima (peccatrice) in pace, evitate di rodervi il fegato che vi serve per supportare il metabolismo (rallentato) e fatevene una cazzo di ragione: loro può, noi no.

La natura mi ha, abbastanza, graziata, fornendomi un corredo genetico di tutto rispetto, con tanto di anni in meno dimostrati (o almeno così mi si suol dire...), tuttavia, da reginetta dei selfie quale sono, non posso esimermi dall'ammettere che si, c'ho le rughe.

D'espressione, per i sorrisi (ma quando mai?!), carine, vezzose, tutto quel cappero che vi pare, ma sempre di rughe si va ciarlando... e non voglio nemmeno aprire il capitolo sulle occhiaia, perché lì ci sarebbe davvero da scrivere e sottoscrivere un romanzo (dell'orrore) dalle dimensioni ragguardevoli!

30 anni sarà anche l'età migliore, quella più bella, quella della maturità ma giovane, quella della raccolta di frutti che ancora stai seminando, quella che appronta le basi per un futuro, ma è pure quella dove invecchi...

mannaggiadiquellavaccagallinaapiedinudi!!!

e lo sai!
e lo vedi!
e ti ci incazzi!
ma che ti ci incazzi a fare che tanto non puoi fare una beata!?

Va beh, la riflessione è la seguente: la mattina, se hai a che fare con delle fresche ventenni che sanno ancora di latte, evita di fare la splendida, pensando di non dimostrare i tuoi anni, ma apparecchiati come se andassi al matrimonio della cugina napoletana... non sembrerai più giovane, ma almeno l'autostima non subirà il temibile rinculo dello specchio!

martedì 18 aprile 2017

la mia amica usciva con uno

Rompere è dannatamente difficile.

La mia amica usciva con uno.
Non si parla di grande amore, nemmeno le premesse perché lo fosse c'erano, era un incontro di persone giuste nel momento sbagliato.
...o almeno questo era quello che credeva la mia amica!

Una pizza insieme andata così così, un giretto al lago andato decisamente meglio, quattro limoni e due strusciate, e lei aveva messo un punto alla cosa.

Peccato che la mia amica abbia trent'anni... 
Un'età che è una gran brutta bestia per una donnina
Ergo, si era convinta di dover insistere, e non l'ha mollato dopo quei due appuntamenti mediocri, tirando in lungo una situazione nata per morire.
E niente, dopo un mesetto ancora di frequentazione saltuaria, senza mai un fuoco d'artificio, o un picco di giuoia, la mia amica ha convocato l'ometto, per metterlo al corrente della fine del loro menage.

Ma lui le ha detto che non era d'accordo.

Così, con queste testuali parole.

"Mi spiace tanto, ma tra noi è finita!"
"Spiace a me, ma non sono d'accordo..."

La mia amica è rimasta basita.
Non sapeva come continuare la conversazione, visto che lui, dopo aver espresso il suo disaccordo, è andato avanti come se nulla fosse.

Attonita come nessuna, una volta risalita in auto, dopo aver bevuto un caffè particolarmente acido, ed aver anche ricevuto un paio di bacetti, e l'appuntamento per una cena due giorni dopo, mi ha chiamata dicendomi che non ha capito se è ancora impegnata, se no, e se si per quanto lo sarà.

Faccio presente che nemmeno l'ometto in questione, aspetta più la trentesima primavera da qualche anno, ha alle spalle storie pregresse, e non ha (evidenti) segni di mentecattesimo a definirlo; ergo, non mi spiego come mai si sia comportato così.

Appurato che la mia amica, al netto delle cose, è ancora impegnata con un uomo che non solo non le piace, ma che era convinta di aver scaricato, ci siamo interrogate su come sia fattibile lasciarlo per davvero veramente.

Renditi insopportabile.
Le ho consigliato.
Fa si che la sua vita con te sia un incubo, così che sia lui a volerti lasciare.

Ha storto il naso.
"Voglio essere io a mollarlo!"
Mi ha detto contrariata.

...siamo eterne sedicenni alle prese con il "...ti ho lasciato io, non tu!" e da questo non scapperemo mai!
Fattosta, che il problema permane ad esserci...

Ora, al netto di tutte le cose, non sappiamo ancora come andrà tra loro...
La mia amica pensava di non farsi più sentire, di non rispondere, di rendersi invisibile ed introvabile; ma viviamo in una piccola città, i posti che si frequentano sono un po' sempre quelli, ed abbiamo ponderato non sia giusto che lei vada in clausura, solo perché il suo uscente non accetta di essere ex!

Per il momento l'ha cancellato da facebook, e gli ha ribadito via whatsup, che tra loro è finita, sottolineando che, sebbene sia spiacente di doverne parlare via messaggio, lui non le ha lasciato scelta.

Stiamo aspettando risvolti con una certa apprensione ammetto.
Però le storie d'amore sono davvero straordinarie
Anche quando non c'è mai stato amore, e non c'è più storia!

venerdì 14 aprile 2017

la terapia per me

Ci sono cose che trovo terapeutiche, anche se hanno un retrogusto negativo...
o comunque biasimevole la loro parte.

Tipo fare i mestieri.
Mettermi grembiulino e fascetta in testa e simulare la più desperate delle housewife, con un trasporto che Bree Van De Kamp, ciaone proprio!
Che con la scusa della primavera, delle giornate più lunghe, della luce triplicata in casa, mi viene una voglia di rivoluzione che Che Guevara me fa na pippa.
E così niente, siccome io sono una che programma anche le volte in cui si lava i capelli, mi sono trovata a mettere giù un planning delle pulizie di primavera da qui alla fine del mese.
Quei mestieracci insopportabili, che la gente si ritrova a dover fare, senza voglia e con l'acqua alla gola, ma che a me sollazzano, manco si stesse parlando di un weekend in riviera romagnola!
E mettiamoci che bisogna pulire le piastrelle del bagno, passare i battiscopa e gli infissi, sbrinare il frezeer ed igienizzare il frigorifero... e mi fermo, perché se avevate una mezza opinione decorosa di me, direi che me la sto giocando facile...

E poi c'è lo shopping.
Che voi direte GRAZIE AL CAZZO, a quale donna dopotutto non vengono gli occhioni a cuore quando si parla di scarpe e rinvigorimento del guardaroba?
Però il problema sussiste quando spendete più di quello che vi potete permettere, ne siete perfettamente consapevoli, ma la cosa non vi blocca... ma per un cavolaccio proprio!
E allora vi ritrovate ad avere voglia di cosine carine nuove di pacca, che nelle borsine fanno quel delizioso crepitio, che mette i brividi di piacere che manco il limone più spettacolare del mondo sa fare altrettanto... e non importa minimamente se avete appena finito il cambio di stagione, ed avete appena rimesso negli armadi pezzi della collezione primavera/estate dell'anno scorso, ancora col cartellino attaccato! Qui è questione di principio...

Infine, ci metterei pure l'insonnia.
E qui potrei meritarmi delle scarpate in faccia, in special modo da chi subisce le mie tiritere sul fatto che dormo poco e niente, ma la vera verità, quella che non ammetterei nemmeno se mi doveste puntare una piuma sui piedi, è che io amo quelle ore in solitaria durante le quali, tutti dormono ed io sono lì, sveglia a strafare... e si, sebbene le mie occhiaia richiamino i panda e tutte quelle robe lì, io me ne stracafotto e me la godo! E che combino? Nulla... guardo instagram, leggo "Vanity Fair" o l'ennesimo libro che mi sta coinvolgendo, preparo i muffin, faccio colazione, sistemo i cassetti... mi prendo il mio tempo, ignorando non siano ore fatte per la veglia ma per riposare le stanche membra... che da morta avrò tutto il tempo per dormire, no? E poi, ultimamente, le riviste femminili, inneggiano a chi si sveglia molto prima dell'alba, che io mi sento di aver aderito ad un trend prima ancora che fosse tale... guardate un po'!

mercoledì 12 aprile 2017

...un buon tacer, non fu mai scritto...

I consigli sono un campo minato.
Diciamo pure che sono una giganterrima rottura di maroni.

E lo dico con rispetto e molto affetto.
Anche se potrebbe non sembrare.

Non che mi spiaccia particolarmente il ruolo della cattiva, tuttavia non vorrei vestirne i panni proprio in questa circostanza, perché, giurin giurello, non centra una fava di fuca!

...però le chiacchiere stanno a zero, ed i fatti sono proprio questi: i consigli sono un monumentale fastidio, perpetrato da persone tanto tanto brave all'apparenza, quanto infami inside! 

No, dai, ho generalizzato in malo modo, però, secondo me, se ci pensate un attimino, mi sa che non ho esagerato poi così tanto... 

Io sono una che si confronta. 
Lo faccio spessissimo, alle volte nemmeno solo con personcine delle quali ho chissà quale grande opinione, e dei qui giudizi, alle volte, me ne frega quanto l'aviaria suina, però mi confronto ugualmente, trovando pure ottime risposte ai miei annosi problemi!

Ho ottima opinione di chi mi si relaziona con chiarezza, mettendo sotto la giusta luce drammi o piccolezze, che io sottovaluto o enfatizzo, a secondo della situazione; e, sebbene a nessuno piaccia davvero la spietata sincerità, io so darle un valore, anche quando mi viene propinata, magari proprio per il mio bene, facendomi ammattire di rabbia laconica, mentre fingo di apprezzare.

Però, non prescindo dall'odio funesto verso le persone nate per sentenziare.
Sempre e comunque.
Dovunque e a qualsiasi costo.
Interpellate o meno.

E no, non si tratta di dire la propria con onestà o trasparenza, no davvero...
E' una branchia della ficcanasaggine più estrema.
E' un voler saperne una pagina in più del libro, pontificare con la boria del "quello che dico io ha un peso", il ché, per l'amor del cielo, è vera verità in senso lato, ma a questa definizione, si allinea spessissimo il pensiero che quello che dice quell'io, abbia il peso maggiore; e quest cosa non mi sta giù.

Chi sputa sentenze, ha il brutto vizio di credere nell'infallibilità biblica, del proprio giudizio e della propria idea, e questo vuol dire che si perde la possibilità di prendere cantonate pazzesche, di dire cagate impensabili, di fare passi falsi a tratti irrimediabili. 

Ebbene si, cari consiglieri dei miei stivali, anzi delle mie Ferragnine oro glitterate, sappiate che, mentre elargite opinioni non richieste, freschi come fiorellini di campo, state buttando alle ortiche la possibilità dell'imperfezione... perché, vien da se che, se vi prodigate nel consiglio, la vostra condotta debba essere immacolata.

E non sapete cosa vi perdete nel perdere l'occasione di fare un passo falso, di commettere un errore plateale, di comportarvi smaccatamente male... che giudicare la vita altrui, e fare i bravi non serve veramente a un cazzo!

lunedì 10 aprile 2017

parole da weekend...

Esistenza da weekend...

Venerdì ho preferito un aperitivo con la SuperMamma e la Jn, piuttosto che una durissima lezione di crossfit

Ho bevuto Estathe come se non ci fosse un domani, rimpinzandomi di micro tranci di pizza, ai quali mi toccava di togliere la mozzarella, come tributo alla mia intolleranza alimentare...

Infine, sono tornata a casa, e tra una puntata di "Ally McBeal" e l'altra, ho fatto serata come una vecchia zitella convivente di una colonia di gatti.

Sabato mattina, l'insonnia imperitura, mi ha fatto spalancare gli occhioni,che non erano ancora le 4... con il risultato di avermi fatto terminare l'ennesimo libro, in un deficit di ore dormite, che si accumulano con sempre meno riguardo...

Palestrizzato tanto, fatte un paio di fotografie al corso mattutino eccezionale di Tai chi, andata dal parrucchiere per scarsità di voglia lavarmi i capelli da sola, seconda colazione al sapore di ginseng e treccina all'uvetta, e giretto per negozi, dove non ho trovato le scarpe che avrei voluto, il portafogli ringrazia, il guardaroba minato meno.

Una normale mattinata sabatesca, che culmina in un pranzo in un posto dove non mangio bene, e si spende troppo, ed un pomeriggio dove raggiungo la squadra di running alla quel sto meditando di unirmi, che sta disputando una 12 ore.
E' un gruppo divertente, persone allegre, specialmente spensierate, perché sono tutte grandi e vaccinate, ma relegano i problemi al di fuori della corsa, lì vogliono solamente far gruppo, divertirsi, non pensare... si percepisce, e mi accodo a tanta armonica leggerezza. 

Serata tra pizza e birra, risate ed aneddoti.
E' un periodo di stato di grazia, per me ed Olly, il mio amico del cuore, così ce la godiamo.
E rinuncio al tiramisù, che Jn mi redarguisce subito, mettendo il campanello d'allarme sul diabete e la pancreatite.
Strazio e ragionata.

Domenica mattina non dormo nuovamente, ma non ho la forza fisica per uscire a correre come dovrei.
Mi acciambello sul divano, nuova lettura alla mano, "Che ragazza", ultimo episodio di "Grey's anatomy" da recuperare.
Aspetto annoiata la SuperMamma e la Jn, dobbiamo andare a "Mercanti in viaggio", un mercatino vintage in Franciacorta, che aspetto con trepidanza, benedetto da una bellissima giornata di sole.
Un caffè al volo, vedo un paio di occhiali da vista che mi piacciono moltissimo, ma debo rifare la visita per le lenti, che sono sempre più ciecata... quindi rinuncio... a malincuore!

Al mercatino non trovo nulla che mi ispiri particolarmente, sebbene l'atmosfera sia sempre piacevolissimamente estrosa.

Nel pomeriggio, gelato e giro in centro con la Jn, che gli gnari della cumpa sono tutti impegnati tra partite varie e variegate... io e lei, disinteressate al calcio, passeggiamo con RDog, mangiamo gelato e chiacchieriamo.

Ed è lunedì.
C'è il sole.
Ci sono progetti a brevissima, media e lunga scadenza:
un concerto stasera (di J.Ax e Fedez); 
i preparativi per il mio prossimo compleanno (il 16 maggio);
un'altra 12 ore alla quale partecipare vicino a casa (il primo luglio).

C'è il sonno dell'ennesima notte senza aver dormito, e la preoccupazione per le cose che continuano a cambiare, perché, come ho detto a Jn, di due detti popolari, sono diventata protagonista mio malgrado:
* siediti ed aspetta, i cadaveri passano, e
* attenta a ciò che desideri, può diventare realtà!

venerdì 7 aprile 2017

non saprò cosa voglio nella vita, ma so cosa voglio ora

COSE CHE VOGLIO
(l'educazione calibrata del condizionale la lasciamo al lunedì, che dai cazzo è venerdì...)

...tatuaggi che macchiano di inchiostro colorato e di possibilità, e che faranno venire i nervi alla SuperMamma che li detesta...
...una corsa senza dovermi fermare per la tosse o per l'impossibilità di andare avanti, perché lo fanno tutti tranne me, ed io vorrei farlo...
...una tazza di cioccolata con panna e biscotti Gran Cereale o Bucaneve al posto della cena, andando oltre alla preservazione del mio pancreas, del mio stomaco, e della mia cellulite...
...il nuovo completo di "Intimissimi", magari rosso, che voi penserete io abbia chissà quale vita sessuale da panterona, ma la verità è che è femminile da paura, ed io adoro sentirmi femmina...
...quel paio di orecchini d'argento dorato, della collezione con la rana e la zucca di Cenerentola, che probabilmente ce ne sono altri belli uguali se non di più, ma a me piacciono quelli...
...i mocassini tacco alto, frange e colore improponibile, che non stanno bene con nulla, ma sono belli da paura, e quindi potrebbero pure essere scomodi, che chissenestracafotte...
...tutta la serie "This is us" sul MySky, che dopo aver frignato come una cretina durante "La Bella e la Bestia", mi serve piagnucolare per qulcos'altro...
...la faccia del DHeLlo che mi consegna uno scatolone gigante pieno di libri, ed io che lo apro gioiosa come una bambina il giorno del suo compleanno...
....dieci tulipani rosa in un vaso sul tavolo del salotto, che fanno rivista di arredamento Paola Marellosa...
...un biglietto per San Pietroburgo, con hotel fighissimo annesso, che io non ho nessun timore dell'Isis, e che cazzo!
...la piega fatta dalla mia parrucchiera, che mi fa sembrare fica in modo importante...
...una canzone motivazionale, come quella che Ally Mcbeal usava per cancellare la tristezza, e trovare la carica...
...una bel manzo delle pulizie, la colf o il filippino teneteveli voi...
...una passata di rossetto rosso fuoco sulle labbra, che perché quando ce l'ho mi sento più sicura di me...
...una camicia bianca, normalissima, perché lo sanno tutte le ragazze che una camicia bianca nell'armadio sia necessaria, no?

Probabilmente ci sono altre cose che vorrei, anzi potrei affermarlo con certezza, ma sarebbero cose molto più auliche, ed io nel weekend sono ancora più futile del solito... 

mercoledì 5 aprile 2017

vergognosamente felice... tra hamburger a domicilio e domande esistenziali

Ho letto che Mc Donald's farà consegne a domicilio, per contrastare la crisi accusata dalla multinazionale... 

Povero signor Ronald, qui nel Bel Paese, sono fioriti in ogni dove locali dove servono hamburger gourmet che, se come ha detto mio cognato RocketMan, non sei assuefatto dal fast food ed hai un palato un minimo decoroso, non puoi che preferire...

Le associazioni di obesi anonimi si disperano, mentre le gattare del venerdì sera, gioiscono per questa alternativa alla pizza.

Dopo questo gioioso preludio, vi annuncio che sto respirando come un bulldog a Ferragosto.
Mah, sarà l'allergia, sarà questo clima che cambia di 10 gradi da due ore con le altre, ma io sono mezza influenzata, e questo è un dato di fatto!
La cosa divertente è la gente, che arriva al lavoro, sente la mia voce da transessuale, e mi chiede se sono raffreddata... nooooooooooo, imito Amanda Lear, sono brava, eh?

Siccome sono a secco di argomenti interessanti, sappiate che ho iniziato a rivedere "Ally Mcbeal", che tutte le mattina danno in doppio episodio su Italia1, e mi sono chiesta se sia davvero quella la vita negli studi legali, perché se la risposta è si, meriterebbe un pensierino... anche se mi sa che sono fuori tempo massimo, a 31 anni e mezzo, quasi 32, una non è che si può inventare di diventare avvocato.

Oppure si?

La domanda è questa, che oggi mi attanaglia, e che ovviamente io giro a voi, è: quando arriva il momento in cui non puoi più decidere il lavoro dei tuoi sogni? Quando è "troppo tardi"?

E no, per favore, non mi rifilate la storiella che non è mai troppo tardi, perché arriva un momento in cui è troppo tardi... il fatto è che mi piacerebbe sapere quando.

Conosco persone che hanno fatto della propria passione un mestiere; imprenditori che hanno rischiato tanto, alle volte partendo da poco, pochissimo, riuscendo in grandiose imprese; gente che si è fatta il mazzo ed alla fine ce l'ha fatta... ma erano tutti giovani!
Si parla sempre e solo di gente giovane!

Ed io mi chiedo quanto giovane debba essere una persona per realizzarsi, quale sia la dead-line, oltre la quale è inutile sperare, perché materialmente manca il tempo per riuscire...

Ma voi ve lo ricordate cosa volevate fare da grandi?
Cioè, vi ricordate quando eravate piccini e vi chiedevano cosa voleste fare da grandi?
Cosa rispondevate voi?

Io mi ricordo che volevo fare la dottoressa.
La pediatra.
Poi la psichiatra.
Ma sempre stare nell'ambito medico.

Ci ho pensato per tanto tempo, ero piccina picciò quando formulai il pensiero, che mi stette attaccato per un bel po'... poi successero la matematica, la fisica, la biologia... e facevo il liceo classico, quindi ci avevo a che fare al massimo 6 ore in tutto a settimana, ma capii che non poteva proprio essere il mio destino!

Quindi passai a pensare di me che avrei fatto l'attrice.
Fu una parentesi piuttosto breve, rifocillata dal prete del mio paese che mi fece interpretare Rizzo in "Grease", Doris in "Fame" e pure Giulietta del dramma di Shakespeare... e, diciamocelo, ero brava, decisamente brava.
Ma non poteva essere una carriera vera per davvero... daaaaai...

Dunque si esaurisce la mia dose di idee fanciullesche, riguardo a quello che avrei fatto da grande, si potrebbe annoverare quel periodo in cui avevo pensato di essere davvero la delfina designata del Paparotto Gigiotto, e che nella vita avrei fatto l'imprenditrice, prendendo in mano le redini dell'azienda di famiglia, portando in auge le mie idee.
Maaaaaa...
Naaaaaaa
Non è durata manco questa di cosa, ma lì ci sono sotto motivi e motivi e motivi, che ora non sto ad elencare, perché francamente sono solo fatti miei (e della mia famiglia)

Da tutta la vita sogno di scrivere, ma mi sa che quel sogno sta bene dove sta, nel cassetto non aperto delle cose che avrebbero potuto essere e non saranno, ma non per questo sono sbagliate, o vanno forzate o mi fanno male.
Dopotutto ci sono altre cose, ed oggi ho idee, aspirazioni, intuizioni, che valgono tutto un panorama lavorativo nuovo, esaltato esaltante e da scoprire.
Non credo di non essere in tempo a realizzarle e a realizzarmi, ma credo di dovercela mettere tutta adesso, se ci voglio provare per davvero.
Coi fatti, senza parole.

Perché se è vero che non è mai troppo tardi, è anche vero che chi ha tempo non aspetti tempo...  

lunedì 3 aprile 2017

film di marzo... post Oscar

...e niente, cambiata l'ora oltre che il mese, diamo una riguardata ai film che ho visto a marzo...
Lista farcita da qualche film che ha strizzato l'occhio alla Notte degli Oscar, una notte con la N maiuscola decisamente non lo è stata... anzi, sono mancati i colpi di ironia e destabilizzazione che avrebbero potuto farcire i tabloid e le bacheche facebook nei giorni a seguire, e l'unico colpo, è quello venuto al cast di "La La Land", chiamato a riscuotere la statuetta come miglior film, per essere informata dopo pochissimo del fatto che, invece, il vero destinatario fosse "Moonlight"... no comment!

MANCHESTER BY THE SEA - a proposito di statuette, volevo fortissimamente vedere questa pellicola, dopo che Casey Affleck aveva stretto quella per il miglior attore protagonista. In se e per se, trattasi di un'interpretazione spettacolare in un film decisamente normale. C'è un uomo, un uomo normale, quasi mediocre a tratti, che conduce una vita banalissima, fatta di un lavoro da manutentore e di scazzottate nei pub. Un giorno, dalla sua città natale lo chiamano perché il fratello, malato di cuore, è morto, e gli chiedono di partire subito per sistemare le sue cose. Il ritorno a casa, non significa solo affrontare la responsabilità di un nipote sedicenne, con i suoi equilibri destabilizzati e gli ormoni che gridano vendetta, ma anche dover riaffrontare i fantasmi di un passato non troppo remoto, di dolore e distruzione, che lo hanno legato a doppia mandata al fallimento e alla commiserazione. La cosa migliore, forse la più innovativa del film, è l'esibizione del dolore maschile, solitamente così scarsamente trattato, perché forzatamente rafforzato dall'ideale machista che il cinema ha anche rinsaldato... invece qui lacrime e debolezza, colpa e fustigazione, sono sottolineature non solo trattate, ma anche rimarcate.

LOGAN: THE WOOLVERINE - l'ultimo capitolo degli X-Man è forse quello che la critica ha apprezzato di più, e questo grazie all'interpretazione di Hugh Jackman e di una sostanziale narrazione che va ad un livello di profondità introspettiva, che dalla Marvel di sicuro non ci si aspetta! In un passato non troppo distante, non nascono più mutanti, e quelli che ci sono non fanno certo una bella vita.... è il caso di Logan, il quale invecchiato e decisamente acciaccato, si ritrova ad essere un semplice autista nevrotico, che nasconde il mentore Charles, ormai parecchio anziano e reo di causare crisi di panico all'intera popolazione... Logan cerca di fuggire, ma un'infermiera messicana lo riporta al suo tormentato passato, affidandogli una bambina dalle capacità decisamente straordinarie! E da lì inizia un viaggio on the road, tra il decadente eroe sperduto nel suo rancoroso declino, una bambina senza famiglia e senza aver mai conosciuto l'abbraccio di qualcuno che le volesse bene, ed un novantenne dal cervello considerato un'arma di distruzione di massa, alla riscoperta di valori che non sembrano nemmeno possibili per loro... ah, per gli appassionati della Marvel che non l'hanno ancora visto, sappiate che, dopo i titoli di coda non c'è nessuna anticipazione...

GODS OF EGYPT - premiato con l'Oscar per il peggior film, questo kolossal ambientato nell'antico Egitto, io, poi così orripilante, non l'ho trovato! Cioè, non è un capolavoro e non è un film di quelli che si rivedono volentieri, però io me lo sono guardata e alla fine non mi ha fatto nemmeno così schifo! La trama è abbastanza terra terra, inizia il film ed il padre degli dei consegna la sua corona al figlio; solo che durante la cerimonia di incoronazione, arriva Gerard Butler, che interpreta il fratello del sovrano uscente, e che in barba al buon sangue che scorreva tra parenti, uccide il consanguineo, strappa gli occhi al nipote che dovrebbe succedere legittimamente, e inizia a bullizzare gli altri dei del panorama, e ad imporre agli uomini un regime schiavista, che porterà solo i più ricchi a potersi permettere un aldilà degno. Gli metterà i bastoni tra le ruote, un giovane ladruncolo, che vede morire sotto i propri occhi l'amata fidanzata, e che, per poterla vedere uscire dagli inferi, intesserà un'alleanza con l'accecato principe defraudato dal titolo e la sua fedifraga fidanzata divina. Una trashata che una visione la concede.

CALENDAR GIRLS - era da tempo immemore che questo film mi sconfifferava, ed ho preso proprio l'occasione al volo, quando l'ho visto ripassare su sky (...o era La5!?), ed ammetto di essermi fatta delle sonore risate, garbate e tutte al femminile! Siamo in una cittadina della campagna inglese, dove le giornate scorrono tutte uguali, tra una gara di torte, i figli ai quali preparare la cena, ed i mariti che vanno nella city durante la settimana per lavoro. Helen Mirren fa parte del club femminile del posto, nel quale si diverte solo grazie alla sua migliore amica, con la quale condivide soprattutto lo sfottò alla noia degli argomenti proposti dal gruppo... quando il marito dell'amica si ammala di cancro, per raccogliere fondi, invece della solita vendita di marmellate, o dell'ennesima asta di lavoretti fatti a mano, la bionda rampante cinquantenne, suggerisce di farsi fotografare per un calendario. Sexy, un calendario disinibito, con proprio loro, donne di mezza età, come protagoniste! Nonostante le ritrosie iniziali, date dalla vergogna, il progetto si rivela un grandissimo successo, tale da aver cassa di risonanza anche Oltre Oceano, ma tutto questo ha un prezzo, e bisognerà valutare se vale la pena di pagarlo... Ribadisco, un film molto carino, una commedia nuova ed innovativa, nonostante sia del 2003 ed abbia i suoi bei 14 anni, ancora oggi trasposta in teatro per la brillantezza di dialoghi e sceneggiatura.

IL DESTINO DI UN CAVALIERE - Heath Ledger è un attore splendido. Decisamente non riesco a parlarne al tempo passato, nonostante sia morto da un bel po', ahinoi... Una commedia di azione, questo è il film in costume che lo vede protagonista assoluto, in un ruolo che caratterizza la sua giovinezza d'attore, così come il Joker segna la sua punta di diamante assoluta. Un giovane di umili origini, ma dalle grandi ambizioni, finge di essere un cavaliere per potersi misurare nei tornei del regno. Fiero e valoroso, il sedicente spadaccino si fa strada tra i concorrenti con le sue meritate vittorie, mettendosi anche in luce con la madonna del regno, la quale si invaghisce del (bellissimo) cavaliere, e lo sostiene, traendo le invidie del suo spasimante, e primo avversario nei combattimenti dei vari tornei... Avevo visto, parecchio tempo fa, questo film e mi era piaciuto un sacco, ma l'ho rivisto proprio volentieri!

IL VENTO DEL PERDONO - io, certe volte, mi imbatto in film che mai avevo sentito nominare... ed è un grossissimo peccato, per un'amante del cinema! Attenzione, non che sia un filmone indimenticabile, è un drammatico altamente sentimentale con una trama senza troppi colpi di scena, però ha un cast che non può non meritare una visione: Redford, Morgan Freeman, ed anche quel bel donnino della J.Lo. Ci si trova in una città dell'America del sud, dove una mamma approda, con la  figliola, per sfuggire da un fidanzato imbecille col pallino di pestarla senza ritegno. Nella cittadina, rancoroso, e pieno di rimorsi, vive il padre del defunto marito della donna, la quale non ha mai rivelato l'esistenza della bambina all'uomo. Tra nonno e nipote si intreccia un tenero rapporto, grazie all'intervento del grande amico del primo, il quale è minato nel corpo da un brutto incidente contro un orso. Ed è proprio intorno all'orso che si snodano le varie vite, perché la vita va avanti... nonostante la morte, nonostante le cose non vadano esattamente come ci si sarebbe aspettato, o ci si auspicasse andasse...

SOGNI E DELITTI - un Woody Allen che non avevo mai visto, del filone europeo, precisamente ambientato in Inghilterra, con due protagonisti, Ewan Mc Gregor e Colin Farrel, che sono perfetti nei panni di due fratelli della middle class inglese. Trafficoni e sventurati, i due affascinanti fratelli sbarcano il lunario, tra il ristorante di famiglia, un impiego in una carrozzeria, i sogni di gloria, e le scommesse. Il primo, Mc Gregor, lavora con il padre, nonostante le sue aspirazioni sono quelle di un mancato uomo d'affari; mentre Farrel, è un meccanico fidanzato, con grossissimi problemi di dipendenza dal gioco... Un giorno, dopo l'ennesimo crac del secondo, il quale perde una cifra importantissima, i due fratelli, uniti dalle vicissitudini, quelle buone e quelle meno buone, chiedono aiuto allo zio, un uomo con loschi affari, che ha sempre goduto di liquidità, generosamente elargita alla nipotanza. Il parente accetta di aiutarli, a patto ch'essi si macchino del delitto di un suo nemico, che vuole mandarlo in bancarotta... Accetteranno i due di vivere di sotterfugi e sensi di colpa? Una commedia nera, un thriller senza grossa azione e scarsissima di sangue, un dramma noir che tinge di rosso la quotidianità raccontata... sicuramente un buon Allen, adatto ai fan del regista.

MOONLIGHT - non so se sia colpa mia, che quest'anno non ho perfettamente compreso le scelte dell'Accademy, o dell'Accademy stessa, la quale ha veramente scelto (e premiato) dei film orripilerrimi... tanto che, davvero "La La Land" credo sia l'unico degno di una menzione meritevole, al di là di ogni ragionevole ma o però... e niente, questa doverosa premessa per dire che, "Moonlight", il film vincitore tra le altre, della statuetta come miglior film dell'anno, è mediocre. Sicuramente non è stato brutto, ma da qui a considerarlo il migliore... beh ce ne passa parecchio! E' la narrazione, in tre atti, dell'esistenza di un individuo, nato in una periferia californiana macchiata da droga, vizio e perversioni. Si comincia con il raccontare di lui ragazzino, magro e smunto, e bullizzato dai compagni di classe che lo hanno preso di mira, che non riesce a smarcarsi da una madre tossicodipendente, che ne peggiora ulteriormente le condizioni... La sua fortuna, è essere preso in simpatia dal leader della malavita del quartiere, il quale cerca di insegnarli quel po' di buono che lo fa andare avanti ogni giorno. Ci si sposta di una decina d'anni, il ragazzino si è fatto adolescente, ma nulla, o quasi, è cambiato: ci sono ancora grossissimi problemi a casa, e a scuola le cose non sono affatto meglio, aggravate dalle prese in giro dei coetanei, che lo scherzano per la sua omosessualità. In tutto questo c'è solo uno che gli è amico, con il quale ha sempre avuto ottimi rapporti, e col quale ha la sua prima esperienza sessuale. Purtroppo, anche lui finirà per tradirlo, e gli causerà la denuncia che lo farà finire in riformatorio. L'ultima parte della vita narrata, vede quello che era un impotente ragazzetto nero, diventato un uomo muscoloso e minaccioso, ad immagine e somiglianza del suo benefattore di quand'era bambino, morto prematuramente, che come il suo idolo, spaccia e si mette nei guai. Un film intenso, una storia toccante e forte, che è una sorta di diario itinerante, ed un solido monito alla gravità del bullismo. Eppure non mi ha convinta.

QUESTIONE DI KARMA - commedia italiana, che segna la calcata alle scene di una coppia inedita, quella formata da Fabio De Luigi e Elio Germano. Il figlio di un ricco industriale romano, assiste, appena bambino, al suicidio del genitore, il quale lascia nell'animo del figlio un profondissimo vuoto, che non gli viene di curare se non con grossa meditazione, e tutta una serie di eccentricità, come lo studio del giapponese, e l'approfondimento delle arti marziali. Una vita, quella dell'orfano fattosi quarantenne, che lascia attonita la madre, il suo nuovo marito, ed anche loro figlia, un'emancipata Isabella Ragonese, che si prende cura con piglio da perfetta imprenditrice dell'azienda di famiglia, quell'azienda che il padre, morendo, aveva lasciato priva di una guida, e che ha trovato fortuna con l'intervento del vecchio amico, e nuovo compagno della madre appunto. A seguito di un colloquio con una specie di guru della reincarnazione, il personaggio di De Luigi, scopre che il mai dimenticato genitore, si è reincarnato nel corpo di Mario Pitagora, Elio Germano, un truffatore in seri guai con strozzini senza scrupoli, che finisce per approfittarsi anche dell'ingenuo credulone, il quale inizia a dargli dei soldi, convinto che quell'uomo intuitivo e scavezzacollo sia davvero il padre suicidatosi... la famiglia, ovviamente, si mette di traverso a queste scelte, ma pare che scelta di affidarsi ad uno sconosciuto, non possa essere che la migliore possibile... un film che vorrebbe insegnare, e far ridere, ma anche intenerire... e riesce in tutto, ma senza spiccare proprio in niente di niente...

THE GIFT- REGALI DA UNO SCONOSCIUTO - una coppia torna a vivere nella città natale di lui. Sono ambedue persone in carriera, segnate dall'interruzione di una gravidanza che è il sogno di ambedue. Per caso, un giorno, si imbattono in uno strano individuo, leggermente inquietante, il quale si rivela essere un vecchio compagno del liceo dell'uomo appena ritrasferito. Questo incontro lascia parecchio infastidito l'uomo, il quale è ancora più teso, dopo che nota l'insistenza con la quale l'ex amico si interfaccia alla moglie, che se lo ritrova più e più volte in casa con le più disparate scuse, e con un'insistenza che porta la coppia a litigare più e più volte. La moglie, infastidita anche dall'atteggiamento del marito, il quale pare effettivamente arrabbiato con l'ex amico, approfondisce le motivazioni di questo astio, scoprendo che l'uomo che ha sposato è stato un bullo, capace di ogni cosa pur di arrivare ai suoi obiettivi, anche di distruggere le vite altrui, e che questa abitudine non è passata con gli anni... un thriller, senza grossi colpi di scena, ma che tiene un po' sempre sul chi va là effettivamente.

S.W.A.T. - SQUADRA SPECIALE ANTICRIMINE - filmissimo adrenalinico con un Colin Farrell fico, tanto quanto nel film di Woody Allen, che a me è piaciuto, mi è piaciuto parecchio perché una volta tanto non disdegno per niente proprio una di queste serate con pellicole ad alto tasso testosteronico senza una grossa trama, d'accordo, ma piacevoli. Va beh, qui c'è l'anticrimine di Los Angeles, capitanata da Samuel Lee Jackson, che mette in piedi una squadra di agenti dalle personalità molto forti, e dal passato non sempre limpidissimo... uno di questi, appunto è Colin Farrell, un ex agente della swat, messo ai lavori più umili, perché reo di aver partecipato ad un'azione che aveva portato alla morte di un civile, per mano del suo compagno, a sua volta sospeso, pieno di rancore... inseguimenti, sparatorie, un criminale ricchissimo da scortare in galera, un finale al fil di cotone, dove i buoni si scontrano contro i cattivi, ma non (troppo) banale, e divertente da vedere.

IL DIRITTO DI CONTARE - ennesimo film da Oscar, che, finalmente, dopo la batosta deludente tra "Manchester by the sea" e "Moonlight", viene a mettere un po' di gioia nelle nostre sere cinemose! Questo è un film femminista, che parla di tre donne nere, scienziate di livello altissimo, che si debbono scontrare con la società del loro tempo. Una società che divide neri e bianchi, una società che non le considera degne del loro talento e che le rinchiude, dentro questo limiti esageratemente oppressi ed oppressivi. Lavorano alla NASA, sono capaci di grandi cose, eppure, nessuna delle tre viene presa davvero sul serio. Katherine è un genio dei numeri, e viene presa in grossa considerazione da uno dei capi, il quale vede decisamente al di là del colore della pelle! Dorothy, vorrebbe essere responsabile, la prima responsabile nera, e potrebbe essere in un computer la chiave del successo... e Mary, bellissima e testarda, si iscrive in una scuola per bianchi, nonostante sia il suo stesso marito a farle pesare i confini della sua pelle. Un film che dovrebbero far vedere nelle scuole, per sensibilizzare le ragazze, insegnando loro la forza del lavoro, della determinazione e dell'impegno, uniche cose veramente indispensabili per arrivare.

PRIDE + PREJUDICE + ZOMBIE - cioè va beh... la questione, sicuramente è che ribaltare Jane Austen per farci stare un film simil horror, nel suo romanzo più famoso, è un abominio senza macchia e senza paura... tuttavia, anche io che mi metto a guardarlo, merito proprio un calcio nei denti. Allora, la trama? Va beh, "Orgoglio e Pregiudizio" lo conoscete tutti, no? Ci sono le sorelle Bennett che devono trovare marito, in una società, quella delle campagne inglese, nella quale balli e chiacchiere, fanno più che intesa ed attrazione. Qui metteteci pure gli zombie. Come? Beh, ecco, diciamo che sono dei pericolosissssssimi nemici dai quali guardarsi ben benino, perché vanno in cerca di carne fresca, coi quali saziarsi, e con il rischio di trasformare a loro volta... Non si sa bene come, ne perché, cicciano dentro anche un mister Darcy (per nulla affascinante) ed un mister Bingley terrificantemente pavido... insomma, va beh, filmaccio! Però, ve lo giuro, mi ha tenuta incollata allo schermo, mi sono divertita proprio tanto tanto tanto...

UNA NOTTE CON LA REGINA - pare che questo film sia tratto da una leggenda che circola a palazzo... quando, la notte della fine della seconda guerra mondiale, Re Giorgio, concesse alle due figliole di unirsi alla folla, per festeggiare, per una volta libere dall'etichetta di palazzo. Cosa dire? E' un filmetto leggero leggero, molto carino, molto educato. Si fa qualche risatina... però non lo so, non posso dire che lo rivedrei... Le protagoniste rendono simpatica una sovrana, che a me, già sta a genio, ma, sopratutto, sua sorella, la principessa Margareth, che fa strappa la maggior parte delle risate! Il resto della storia non è niente di ché, non c'è un colpo di scena di quelle che ti fanno dire, ma pensa te la Elisabetta che ci combina! anzi... c'è una storiella simil rosa, ma che dai, mica è una cosa seria! Nel complesso ve lo sconsiglio, perché perdere tempo con un film così, quando se ne possono vedere di migliori?

JACKIE - e che palle direte voi. Immaginatevi me e Jn che ce li paghiamo pure... no ecco, vi ho detto tutto! Ribadisco un concetto: i film presenti agli Oscar di quest'anno sono stati tra i più deludenti di tutti i tempi, e la Portman, per quanto brava brava, direi bravissima proprio, no non ha fatto eccezione. Lei, insomma è la nota positiva, una iconica Jackie assolutamente soave, bella, emotiva, umana, intensa, vera e superficiale tanto quanto azzeccata. Peccato che, la sceneggiatura del film, fosse di un noioso e pedante, che la cinematografia francese je fa un baffo! Si parla del post morte del presidente, quando ancora Onassis non aveva armeggiato nel cuore della più amata delle first ladies... che no, nemmeno la perfetta e tonicissima Michelle, con la sua venatura social, ed il suo style friendly ha saputo superare! L'antagonista della perfetta Bouvier, è l'incidente, visto rivisto trivisto, mille e mille volte, nei pensieri delle notti insonni, che si risolvono in uno sfoggio di abiti elegantissimi, e di alcol consumato al suono di un grammofono, tra le stanze perfette ed impersonali di una Casa Bianca che proprio lei, Jackie, in pieno guerra fredda, aveva contribuito a scaldare per i cittadini americani. C'è il cognato Bob, sempre in secondo piano, eppure sempre presente; c'è il nuovo presidente insignito, reo di essere l'uomo giusto al posto giusto nel momento più terribile, e c'è un giornalista che vuole raccontare tutta la storia, vista dalla migliore delle prospettive, quella del raccontabile, anche se non è tutto vero e tutto limpido... letto così, ci sarebbe anche di che appassionarsi, ma il problema qui è proprio questo: la mancanza quasi totale di passione!

LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT - lo avete visto tutti. E' stato un po' il "La La Land" di tempo addietro, considerato il numero impressionante di recensioni ch'erano state postate dai miei amici blogger... eppure io, vuoi una cosa, ne vuoi un'altra, non ero riuscita a vederlo, e mi sono ritagliata una domenica sera, la prima nella quale il chiaro si faceva breccia di più e più a lungo, per vederlo. Beh, impossibile non capire come abbia appassionato tanto! Non è una scopiazzatura becera del fenomeno hollywoodiano di Avengers e compagnia rampante, ma un super eroe italico, anzi, romanissimo, che scardina il vecchiume dal cinema italiano per riportarlo in auge, come non gli succedeva dai tempi di Benigni, ma con un'innovazione che poco sa di casa nostra. C'è un anti eroe, per antonomasia: un ladro borgataro, pessimo nei rapporti umani e senza amici, che, durante un losco affare, cade in un pezzo di Tevere dove ci sono dei resti nucleari che lo rendono fortissimo. Se ne accorge Adele, la sua sgangherata vicina di casa, la quale lo ribattezza Yro Shiba, e gli suggerisce che gli sono stati dati i poteri per una missione più grande. Peccato che, la natura da ladruncolo dell'uomo si scontri con quella malata e criminale dello Zingaro, uno S T R E P I T O S O Luca Marinelli, il quale vuole successo di massa... oltre che avanzare torbidi intenti! Se ancora esistesse qualcuno che non lo avesse visto... oggi, oggi è il giorno adatto!

JOHN WICK 2 - io ed il primo capitolo ci siamo odiati profondamente, pronti via quando hanno assassinato il cane, non sono più riuscita a guardare il film... questo secondo capitolo gode dell'assenza di morti di quadrupedi, e già solo per questo meritava di essere visto fino in fondo. Allora, c'è quest'ometto adorabile, che inizia a pestare chiunque all'inizio, e finisce il film che lui ancora sta menando le mani... Insomma, la storia è una vendetta, una lunga vendetta che Keanu decide di perpetrare nei confronti di un capo mafia italiano, reo di avergli fatto saltare in aria la casa, perché gli si era rifiutato un favore... ecco è tutto un via-vai di favori non dati da dover dare, e di botte da orbi... però è piacevole, decisamente più piacevole di quanto non pensassi. Le riprese di Roma, ci rimandano una città eterna davvero perfetta, peccato per l'interruzione sullo schermo di Scamarcio e la Gerini, che decisamente non sono all'altezza... direi che la cosa meno auspicabile di tutte è proprio l'avvento di questi due attori nel cast, che ci rimandano un pessimissimo ritratto del cinema made in Italy; dovrebbero essere i "cattivi", ma decisamente non sono credibili. Ah, il finale del secondo, lascia presagire ad un terzo capitolo...


LA VERITA' VI SPIEGO SULL'AMORE - premessa doverosa: sono sprecati i soldi del biglietto per una commediola così. Ecco, ora ho la coscienza pulita-pulita, e posso dirvi che, nonostante l'innegabile incipit, io questo film qui me lo sono proprio goduta! E' la storia di Dora, una social media manager, con due bambini piccoli, una migliore amica allergica alle relazione che incappa in quella ideale, una collega arpia, ed un compagno che la lascia, non per un'altra donna, ma per un'altra vita, lasciandola su un viale del tramonto più finito. Si barcamena, cercando risposte a questa singletudine che non vorrebbe, e le relazioni rinnovate in un ambiente ostile, che sperava di aver scansato, vista la famiglia che si è costruita... Alla fine capirà soprattutto che la felicità è un sistema semplice in un mondo complesso... ed andrà bene così! Ambra, perfetta nella parte, attira simpatie, e si conferma una buona esecutrice di commedie.

per una nuova me

I N V E S T I M E N T O una bella parola non c'è che dire vengono in mente i soldi e la speranza la speranza di fare soldi se...