lunedì 30 gennaio 2017

per una vita in love

Si sa, gli americani si danno sempre un gran da fare per farci sentire dei perfetti cretini... nel senso che si divertono sempre moltissimo a darci nozioni indispensabili, che sembrano il classico oro che cola...
L'ultima trovatona nella quale mi sono imbattuta, professa il come far durare una relazione.
Ci si mettono con tutti i crismi possibili, ammettendo che si, sicuramente, è difficile; ci vogliono amore, pazienza e tanta voglia di far durare le cose e di non abbattersi alla prima peripezia negativa; ci vuole il desiderio di sentire l’impegno verso la persona che abbiamo scelto, e la continua tribulazione per costruire sempre, senza demolire mai, ne con le parole, ne con gesti e comportamenti. C'è che non si p ferire, e che se capita, bisogna dannarsi per ottenere l'altrui perdono.

C'è che, bisogna essere bravi.
Ma bravi-bravi, in modo assurdo, totalitario e totalizzante.

Non so voi, ma se io sono felice in coppia, non mi pongo troppe domande... sicuramente, essendo io l'imperatrice della menata (anche) auto-indotta, i grattacapi me li creo con un talento talentuosamente straordinario, ma, in linea di massima, tendo a godere dell'adesso e qui, senza scatapicollarmi con svariate incognite. 

Poi, trovo un articolo del Daily Mail, in collaborazione con un team di psicologi e di terapisti, che mi spiega che, per assicurare alla me stessa più titubante che le cose vanno bene, e che posso rilassarmi, magari tirando il profetico sospirto di sollievo, devo rispondere ad una serie di domande che, una volta completate, può dirci se stiamo vivendo una storia che ha speranza di sopravvivere fruttuosamente, appagandoci con dosi abbondanti di felicità... 

...se vi state grattando il capo, chiedendovi se fate parte dei potenziali felici-felici in modo assurdo, o se siete destinati a delle sofferenze non indifferenti, il consiglio è di rispondere alle domande qui sotto riportate, che sono poi quelle del Daily Mail, così da sapere se la vostra storia durerà...
  • Se dovessi rivivere i sei mesi appena trascorsi con il tuo partner, per sempre, come ti sentiresti? 

  • Se avessi la possibilità di fare sesso con un altra persona, avendo la certezza di non essere mai beccato, lo faresti? 

  • Ti piace davvero il tuo partner? 

  • Sicuri di essere onesti a letto? 

  • Siete entrambi felici della vostra vita sessuale? 

  • Accetteresti di sposarti o vivere con il tuo partner se ne avessi la possibilità in questo momento? 

  • Pensi sempre al tuo partner anche quando non siete insieme? 

  • Sei contento quando la tua dolce metà raggiunge un obiettivo o riceve una buona notizia? 

  • Litigate? 

  • Fate subito pace dopo un litigio? 

  • Vi volete bene? 

  • Metti la vostra relazione al primo posto? 

  • momenti felici passati insieme superano quelli infelici? 

  • Difendi il tuo partner in pubblico? 

  • Perdoni facilmente? 

  • Preferisci avere sempre ragione o essere felice? 

  • Se il tuo partner è di cattivo umore, ti metti subito sulla difensiva e ti senti attaccato o provi a capire cosa lo ha stranito? 

  • Speri che il tuo partner riesca a soddisfare tutti i tuoi desideri

  • Controlli sempre il tuo partner o gli lasci i suoi spazi? 

  • Usate dei nomignoli tra di voi? 

  • Ti sforzi di andare d'accordo con la sua famiglia ma non ci riesci? 
...lo ammetto, dopo la terza domanda, ho mollato il balino, perché lo spauracchio del divorzio, era diventato tremabondo monito... 

Essere felici è assolutamente un diritto, accontentarsi della persona sbagliata solo per non stare da sole è un erroraccio da non commettere MAI e poi MAI!


venerdì 27 gennaio 2017

...con la lingua...

Ero ai gradoni del parco.
Quel parco dove ci si ritrovava un po' tutti, noi adolescenti del paese, nelle sere d'estate, nelle quali dovevo comunque tornare alle 10,30 ma uscivo alle 8, con il boccone di polpette e pure, ancora in stallo in fondo alla gola.

"Noi" eravamo la compagnia di punta, corposo gruppazzo di teenager brufolosi, dall'ormone impazzito, il look improbabile e la lacrima più facile di un film di Muccino. 

Più maschi che femmine, normale amministrazione, perché a me è sempre andata a genio più la compagnia loro, che quella delle lamentose collaterali, fatta eccezione per l'EducAttrice e la Sali&Tabacchi. 

Ricordo una serata qualunque, fine grest, festeggiamenti per animatori ringalluzziti da un mese di responsabilità.

C'è chi indossa una gonna lunga di jeans con fiori arancione, chi ha il glitter su una schiena pelosetta, chi si imbosca tra i tendoni del teatrino per limonare, e chi si nasconde sul retro con le prime sigarette accese che non si sanno aspirare.

Quella sera mi sono messa con il mio primissimo moroso: un anno un più di me, alto, occhi da buono buono, piaceva anche alla mia amica EducAttrice (...infatti qualche anno dopo ce lo siamo scambiato, come abbiamo fatto con qualche altro giovanotto... ).
A me avrebbe potuto piacere un po' di più... ma sapete com'era: era estate; erano le prime attenzioni da parte di uno carino; erano i primi sms di quelli che fanno battere il cuore; era che c'erano gli ormoni a palla, ve l'ho già detto!

E quindi niente, ci mettiamo insieme.
Limoniamo come se non ci fosse un domani, occupiamo panchine di parchi giochi al buio, ci beviamo litri su litri di frappè al cioccolato ed estathe al limone, ed i sabato sera assumono un significato tutto speciale... perché si può star fuori mezz'ora in più!

Poi ci molliamo, perché io vado in ferie, e non mi viene minimamente in mente di cagarlo manco per idea, non gli mando un messaggio che sia uno, ed una volta arrivata a casa lo evito come se avesse la peste!

...ma non volevo parlare ne della fine, ne dell'inizio, ne del durante... 

Voglio ricordare un momento speciale all'ennesima potenza.
Perché ci sono i ricordi con l'ennesima potenza incorporata, e vanno portati in auge, in special modo quando un po' sei messa a merda, ed avresti voglia di mettere il tasto rewind, per rivivere le perle che mi sono goduta nella vita...

Ecco, questo ragazzo, per quanto sia un bravo ragazzo, non è stato particolarmente segnalabile nella mia carriera amatoria, MA mi ha dato il bacio più fotonico che abbia mai ricevuto!

Ero seduta sui sopracitati gradoni, al parco urbano del paese, stavo chiacchierando con le mie amiche, sicuramente parlavamo di massimi sistemi, e lui è arrivato, mi ha rovesciato la testa e mi ha dato un bacio di quelli da standing ovation.
Si sono alzate varie persone in più posti del parco e hanno iniziato a sventolare bandierine e a far risuonare trombette insomma... scherzi a parte, le mie amiche hanno fatto una scena alla Pink Ladies di "Grease", con fischi e incitamenti fatti di pacche sulla spalla e gridolini estasiati... 

Ero rossa come un pomodoro, affannata e felice come una pasqua.

Forse è stata la prima volta in cui mi sono sentita desiderata, come femmina intendo, ed è stata una gran bella soddisfazione.

Sentirsi femmine è una bella soddisfazione, decidere di diventarlo, e cercare di mantenersi tale ad anni di distanza è una mission che mi piace pensare di vivere ancora... 

mercoledì 25 gennaio 2017

cosa mi piace... perchè ricordarcelo importa eccome

Mi piace fare colazione.
Mangiare un biscottone gigantesco, mentre si scalda il latte, ed io metto la marmellata o la Nutella sulle fette biscottate.
Sedermi, con tutto pronto davanti, prendere una rivista, ed iniziare a leggere, con il pigiama e la vestaglia, i calzettoni e le pantofole.
Una volta finito, se posso, torno a letto.
Succede di rado, anzi capita rarissimamente, ma quando capita è sinfonia.

Mi piace stare in palestra quando è chiusa.
Aprire che ancora alle finestre c'è notte riflessa, mettermi sul tapis roulant e camminare con le cuffie nelle orecchie, mettere una canzone che amo, che da la carica, che atrofizza il sonno, e cantarla a voce altissima, inventando le parole, lasciando andare le note, stonandole, vivendole...
Posso giusto il sabato e la domenica mattina, ed infatti la sveglia non deve nemmeno suonare nel weekend, mi sveglio normalmente prestissimo, pur di godere di questo privilegio.

Mi piace passeggiare per i centri commercili da sola.

Vedo cose e scruto gente, mi immagino utilizzi e vite, e faccio voli pindarici attraverso cieli immaginati da me... alle volte sento l'esigenza di approfondire un personaggio, di alleggerirlo del suo bagaglio, e mi piacerebbe il suo diventasse mio... poi mi allontano dal torpore di un'immaginazione accelerata e guardo altrove... mi chiedo chi acquisterà quella spaventosa coperta con sopra i pappagalli, accettando di dormire notti che ripetono e stremano; o come mai tutti i pancioni si concentrino sempre nelle code dove ci sono io; o perché ci siano sempre tante persone, con tanto cattivo gusto al mondo... e bevo tazze di latte chai a portar via, e mangio muffiin alla carota, sperando le calorie mi vadano sulle tette...

Mi piace soffrire d'insonnia.
Il buio, che dalla finestra non lascia intendere che ora sia.
Il silenzio interrotto da RDog, che russa troppo per essere un cane normale.
La televisione accesa su film, e film, e altri film; che di notte sembrano durare sempre meno, ed io riesco a vederne sempre di più.
L'alba che arriva e non disturba, la lentezza che coccola e fa passare tutta la stanchezza in secondo piano.

Mi piace pranzare fuori.
Che io sia con un'amica o sola, mi piace aspettare l'ordinazione.
Mi piace avere un libro aperto accanto al piatto, mi piace fotografarlo quel piatto, e postarlo su instagram.
Essere osservata dalla gente agli altri tavoli, che si domandano di me, mentre io invento di loro.
E se sono in compagnia, scelgo di esserlo sempre e solo di quelle "solite" tre amiche, quelle che di me sanno tanto, le uniche che ho scelto di avere vicino per davvero veramente, perché somigliano alle donne che fa piacere sapere vicine.
Ci confidiamo le vite che viviamo, sappiamo che sono incasinate, e ce le godiamo in quanto tali.

Mi piace piangere al cinema.
Stare seduta al buio e singhiozzare è bellissimo.
Sprecare lacrime in mezzo a sconosciuti, che magari sorrideranno di me e della mia ridicola commozione, ma che non sapranno mai davvero a chi quelle lacrime appartengano...

Mi piace ritagliare i giornali.
Conservare le grosse scritte che mi dicono qualcosa, trattenere le foto belle, quelle che mi rimandano a pensieri positivi, o semplicemente che mi assomigliano quel tanto che serve per farle apparire più importanti ai miei occhi... è una mania che ho da tempo immemore, quella di stare con le forbici in mano a sollevare dalla carta pezzi di me, come incrociati per caso, e consolidati solo dal mio piccolo pensiero... 

Mi piace regalarmi tempo. 

Che non è fare, ma avere.
Ed è un dono che mi faccio sempre più spesso, a discapito delle mie finanze e delle persone che mi gravitano attorno senza capirci dentro poi molto... perché non è facile accettare la futilità, la leggerezza, la superficialità anche, perché no? Sono tutte accezioni negative della persona e della personalità, e la gente diffida della negatività, come se le cose positive fossero tutte molto più semplicemente inquadrabili, e quelle negative non si sapesse mai bene come classificarle... ed invece io, consapevolmente imperfetta, mi regalo tempo: una passeggiata con il cappuccino a portar via, un'ora di lettura improvvisata in un parco, lo sfogliare i nuovi arrivi in libreria senza fretta, un bagno caldo in un pomeriggio qualunque... 
 

lunedì 23 gennaio 2017

inquietudine spezzata da una consuetudine sparita

Ho un nuovo telefono.
Un'iphone 7 molto figo.
Ho comprato una cover, costosissima, con Taz, il diavolo della Tazmania in posa statica ed eruenta; e pure una batteria esterna, di emergenza, con il logo di Batman.
Ho speso un sacco di soldi, ma mi è parso doveroso, nei confronti di uno smartphone nuovo, parecchio figo ed infighettato.

Da quando ce l'ho è accaduto un piccolo dramma, che mi ha fatta pensare.
Non sono riuscita a spostare il contenuto del mio ex iphone su quello nuovo, ergo ho perso TUTTE le applicazioni comprate e/o scaricate; mi si sono cancellate TUTTE le fotografie; sono scomparse nel nulla TUTTE le conversazioni di whatsup.
Un colpo di spugna si è portato via TUTTO, ma proprio TUTTO-TUTTO.

Ne ho preso atto senza poterci fare nulla.
Cellulare alla mano, sono rimasta lì, attonita di fronte allo schermo del pc che mi aveva fregata.
Lo guardavo con occhi spenti, pensando e ripensando a tutto quello che avevo perso.
Foto, ricordi, parole altrui...
...e mentre la mia testa cercava di non impazzire, per aver perso il controllo assoluto su uno strumento che mi si era rivoltato contro, un buchetto apprensivo mi si stagliava dentro...

E adesso?
Che faccio io?
Oddio, oddio oddio!
Cazzo, cazzo, cazzo!

Siccome piango per ogni minchiata, avrei anche approfittato di questo motivo per farmi venire una mezza crisi di nervi, ma è successa una cosa.

Mentre mi predisponevo a piagnucolare come una povera cretina in perenne sindrome pre mestruale, mi sono detta, sai cosa?
Stì cazzi.

Ebbene si.
Stì cazzi.

Un mantra novello che mi si è stagliato in testa come il motivetto ridicolo, di un jingle cretino, di una pubblicità inutile ed idiota.

Ebbene si, allargo le braccia e mostro al mondo il cazzo che me ne frega!
...e scusate il francesismo, ma è proprio così: non me ne frega fondamentalmente una fava di tutto quello che non ho più.

Cos'era dopotutto?
Un'accozzaglia di momenti e di cose trattenute per affollarmi la mente, per occupare uno spazio che ho paura di riempire con ricordi nuovi, perché il nuovo non lo si sa che cosa sia e che cosa contenga, e quindi fa venire la cagarella...

Perché mi vesto da guerriera, e sono la più spaventata dei disertori...
Diserto la mia battaglia, mi allontano dalla mia vita.
Perdo sempre perché non partecipo mai.
E chi non partecipa, per antonomasia è perdente, il più perdente dei perdenti.
Punto e basta e stop.

Ed io sono quella lì.
Quella che impugna lo scudo, affila la spada, indossa l'armatura più scintillante, e poi scappa al fast food e si strafoga di cheeseburger e patatine, innaffiando il tutto di milkshake, sperando il diabete la stermini prima che torni l'alba.

E niente.
Se il destino ha cancellato il passato ci sarà anche un perché.

Un perché attualmente ignoto, che mi fa vedere ancora tutto nero, o comunque grigio, sicuramente nebuloso, ma c'è, da qualche parte quel perché c'è e farà rumore.
Gli lascio solo il suo giusto tempo di diventare ed essere, crescere e prendere il giusto posto.

Perché se è vero che il peggio ancora non è passato, è anche vero che lo spazio alla speranza di quello che sarà è anche giusto farlo.


venerdì 20 gennaio 2017

solo di riflesso...

Un cactus che punge e tiene alla larga.

Un libro aperto, letto nei momenti meno opportuni.

Un fenicottero rosa tatuato dietro una caviglia, a difendere la leggerezza che non so vivere.

L'ennesima lamentela che non dico, ma che mi affolla la testa.

Una serata al cinema, dopo aver mangiato un hamburger con patatine...

Mi faccio un selfie, dove svettano i capelli rossi, e mi sento bella.

Perdere il filo sul tapis roulant mentre si suda troppo, ed i pensieri parlano sempre meno, perché non c'è ossigeno a supportarli.

Un paio di altissimi tacchi a spillo, di quelli che si notano e non passano inosservati, montati su una camminata perfetta.

L'iphone in mano, connesso, perennemente ed incessantemente.

Una fetta biscottata con marmellata d'arancia, che accompagna una tazza di latte e cioccolato, che coccola prima di iniziare la mattina.

La serie tv che corre dal tubo catodico, macchia il divano di pop corn, e rilassa una serata di solitudine.

Il pc che raccoglie fragilità, idee, invettiva e sogni... scrivere.

Vi pare mai di guardarvi da fuori, di vedere delle cose di voi che sono sempre così tanto vostre da sembrarvi veramente voi, anche se poi vi somigliano solo di riflesso?

mercoledì 18 gennaio 2017

alla ricerca di qualcosa da dire... per trovare qualcuno che sono

L'insonnia notturna è una brutta storia.

Perché, io non so come faccia, ma la notte amplifica i pensieri negativi, fa in modo che le paure diventino più grandi e minacciose, e fa vivere i tremori in 3D... ed io 
D E T E S T O il 3D!

Quindi, niente, vivo la notte tanto quanto il giorno, visto e considerato che quando dormo 3 notti mi sento fortunata all'ennesima potenza, e ne devo pagare tutto il dazio!

Un po' di punti a casaccio?
Così, tanto per cazzeggiare consapevolmente...

1- Sto guardando troppi film
Il ché sarebbe un'ottima cosa se io, chessò, facessi la critica cinematografica, la giornalista per qualche rivista di cinema o collaborassi per il ministero della pubblica istruzione (il cinema è una forma d'arte, no?), ma siccome non faccio assolutissimamente niente di simile, perdo tempo. 
Ecco cosa faccio. 
Perdo tempo punto basta e stop. 

2- Sto spendendo troppi soldi.
Il ché sarebbe un'ottima cosa, o comunque sarebbe decisamente meno riprovevole, se non fosse che ho solo un lavoro part time, non godo di una rendita da ereditiera, non ho ancora scritto un best seller di quelli che fanno guadagnare i milioni e fanno invitare da Fazio... anzi! Sono sostanzialmente povera, e non avrò mai un conto in banca fiorente. 
Mio malgrado. 
Però ho un guardaroba fighissimo. 

3- Ho mal di schiena.
Ho 31 anni, di qui a 4/5 mesi 32, ed ho mal di schiena.
Un dolore alto, in mezzo alle scapole, che si è accentuato da quando faccio 3 volte a settimana crossfit.
Però non posso rinunciare al crossfit, il crossfit mi calma, mi fa uscire l'incazzatura insieme alla fatica, e mi piace.
Però ho male alla schiena.
Come le vecchie.
Ho male alla schiena come le vecchie, perché sono vecchia... diciamo che ho anche qualche ruga di troppo, intorno agli occhi, vicino alle occhiaia color verde e viola... e non posso attribuire la colpa a qualche incontro di boxe finito male... però forse dovrei iniziare.

4- Odio ed amo le mie amiche.
Qualche anno fa ho iniziato a riappropriarmi delle mie amicizie femminili, convinta che il girlpower avesse quel potere coadiuvante, del quale una donna avesse forzatamente bisogno. 
E diciamo che non sono tutte rose e fiori come potrebbe essere...
...l'amicizia con gli uomini è più difficile, perché ci si muove sempre un pochino sul piano della tensione erotica, anche quando non pensi minimamente eroticantemente all'uomo che hai davanti, che alle volte nemmeno vedi come un uomo a dirla tutta tutta... MA con le donne c'è il problemone della competizione mentale e dell'invidia viscerale. 
E questo è uno stra cazzo di casino.
Perché gli uomini li puoi gestire, ed il confronto con loro è sempre ridotto e riduttivo, ma le donne quando mai sono gestibili? Dai, noi donne non siamo gestibili praticamente mai... e, giocoforza, noi non siamo gestibili nemmeno quando ci relazioniamo tra noi. 
Però come faccio senza di loro?
Loro che si accorgono della tristezza negli occhi.
Loro che si rendono conto di quando facciamo finta e non ce lo fanno pesare.
Loro che ci ricordano che siamo in gamba, perché lo siamo per davvero, e che ci fanno presente che dobbiamo impegnarci per essere felici, perché sanno quanto la nostra felicità stia a determinare la nostra riuscita.
Ecco, in questo le donne riescono. Gli uomini mai.

5- Prego per le cose sbagliate e non mi concentro sulla realizzazione di quelle giuste.
Parlavo con il Paparotto Gigiotto, e gli dicevo che vorrei tanto, tantissimo, essere una di quelle che si accontentano di quello che hanno, e che lo fanno senza sforzo, e che quindi non è che si accontentano, banalmente loro accettano. Accettano la vita che hanno, quello che è stato loro concesso, ciò che è loro stato assegnato in sorte. E lo fanno con predisposizione crescente al sorriso. 
Non piangono augurandosi qualcosa di più, non si arrampicano sulle alture del possibile fallimento, perché hanno già affondato le mani nella certezza del consapevolmente attraibile. 
Le altre persone.
Perché io non sono in nessun modo capace di farlo.
Mio padre ha ragione.
Io non so accontentarmi.
Io cerco, continuo a cercare.
Dio Santo che palle.

Sono una lagna.
Sono pesante.
Sono quella con picchetto e caschetto da esploratore.
E mi faccio venire un sostanziale vomito di me stessa e della mia condizione.
Si.
Vomito.

lunedì 16 gennaio 2017

Voglio. Fortissimamente voglio.

Dormire più di tre ore a notte
Due nuovi tatuaggi
Tulipani in casa
Sushi come se non ci fosse un domani
Capelli più lunghi, ma sempre rossi 
Il concerto di Jax/Fedez è quello della Amoruso
I weekend a Torino Bologna e Berlino
Un paio di stringate verdi glitterate Moschino
I pop funko dello Snaso e di Severus Piton
Tre/quattro chili in più 
Andare da Starbucks
Leggere la trilogia di Kent Haruf
Vedere tutta la saga Harry Potter in dvd
Mettere il top di pizzo coi pantaloni militari
Prendere una sbronza sonora
Ricevere QUEL messaggio o QUELLA mail
Un oroscopo che dica la verità
Sentire di nuovo i profumi
Un correttore che copra le occhiaia davvero
Non essere così tanto celebrale
Essere Chiara Ferragni
 

Non so la vostra, ma la mia settimana parte da qui.

venerdì 13 gennaio 2017

Domani un altro giorno ormai è qua

A fine novembre, nella cassetta della posta, ho trovato il catalogo dei giocattoli dell'Auchan, uno dei supermercati vicino a casa.

Erano anni che non mi accadeva, e non ho potuto fare a meno di sentire il cuore tenerino tenerello...

Quanti ricordi!

Arrivava a casa, ed io e Jn, ci metteva a fare un pallino o una crocetta in parte alle cose, a seconda che il regalo lo volessi io oppure lei.

Sebbene si sia state viziate tutte e due parecchio, io ho sempre avuto più perseveranza nel battere i piedi (trad. ero più scassa balle) e l'ho avuta vinta più volte... ergo se una cosa piaceva ad ambedue, era molto molto probabile finisse nel mio bottino...

Ca va sans dire?
Posso assicurare che, però, lei è sempre stata la più coccolata... giusto per pararmi un po' il deretano...

Ciò posto, la presenza di un catalogo di giocattoli in casa, stride profondamente con la sua essenza.

No, dai, questa è una bugia, perché se si entra nel mio studio, tappezzato di Pop Funko, di album da colorare e di oggettistica degna dell'ultima alunna della terza elementare dell'istituto, si percepisce un non so che di sedimentata immaturità infanzia.

Però a casa mia non ci sono bambini.

Ed io avrei voluto che ci fossero.
Mi aspettavo un Natale, se non con un poppante, almeno con un pancione.
Ma non è successo.
Non accadrà.

È tanto che non affido questo pensiero a queste pagine, quasi avessi voluto soffocarne la portata, quasi avessi preferito tacerlo a me stessa, fingendo non fosse adatto vero che mi turbava... e forse, tutto sommato, mi sono abituata così tanto nella recitazione del ruolo, che mi ci ero abituata pure io... ed avevo creduto a me stessa.

Sotto Natale, festa insidiosa per il cuore infestato dai pensieri, si acuiscono le mancanze e si fa palpabile tutta quella parte di rinuncia e di sottomissione, che ci portiamo dentro... giocoforza mi sento di dover ammettere che, guardando Instagram e facebook, ho finito per lasciarmi corrodere da invidia e gelosie...

Poi è successa una cosa.
Un messaggio pieno zeppo di foto di una bellissima bambina color ebano, che aveva arricchito la vita e la famiglia, di due persone splendide, che l'aspettavano con ansia.

E tuttavia non si erano persi nemmeno un attimo da vivere, fermi col cuore ad un'attesa imperante, ma veloci con gambe e ragione, alla ricerca della vita da vivere, nonostante.

Nonostante...

Che parola bizzarra e al contempo pesante, e comunque liberatoria.

Nonostante.

Presuppone che non tutto sia andato sencondo i piani.
Lascia intendere che ci sia stato male e bene alterato ed alternato.
Si palesa nella sua accezione dissonante, e si denuda un tantino, senza filtro, senza stratagemma.

Nonostante me stessa, ed i miei tentativi di sabotarmi, ci sono.

Vivo e lotto.
Ho un tatuaggio bellissimo, che ha un paio di mesi, ed è una Patalice Super Eroina, che si appoggia ai libri, ed in testa ha un cuore rovesciato, essendo insensatamente lontano da lei il senso.

Io non amo Vasco, sono una che per Ligabue  farebbe carte false, ma c'è una frase del cantante di Zocca, che non mi riesce di non pensare, oggi come spesso...

Sai che cosa penso? Che se non ha un senso, domani arriverà, domani arriverà lo stesso...

mercoledì 11 gennaio 2017

40 anni innamorati

L'amore non è uguale a tutte le età.

Ho scoperto l'acqua calda, ma l'ho scoperta, ed ora ci sguazzo, felice e allegra, contenta di poter fare riflessioni su una cosa assodata, ma per me fondamentalmente novella. 

Il mio amico Menny sta sperimentando l'amore a 40anni, dopo un ventennio circa di singletudine intervallata poco e male.

Lei, la conosco da prima che conoscessi lui, mai frequentate molto, mi ha sempre lasciato nel cuore l'aurea della dolcezza, che io che ne sono sostanzialmente priva, apprezzo come poche altre cose...

Si sono innamorati.
Così come deve accadere, semplicemente in una situazione difficile.
Perché, Tiziano Ferro è depositario della verità, e che l'amore è una cosa semplice non è vero... di più! 

Però a quarant'anni è strano vederlo così nudo, partecipe a se stesso e lontano da tutto il resto... senza la vergogna ne la paura ne l'orgoglio esibito, tratti così tipici dell'età della ragione.

Loro due, così consapevolmente esposti, si ricaricano l'uno dell'altra, e sembra non esserci luogo che li inibisca, o situazione che li fermi.

Certo, possono essere vittime consapevoli dello scherno, e della frecciatina, ma se ne fregano, occhi (a cuore) negli occhi.

Forse mi anima un po' di invidia.
A me, che questo tipo di amore l'ho scansato, ed ho sempre preferito abbracciare gli amici che i partner, più certa dell'esserci per sempre di chi non mi vedeva dormire mezza nuda (e parlo dei morosi!). 

Forse ho perso qualcosa escludendolo, avrei dovuto e potuto godere di un emisfero differente da quello confortevole in cui vivevo io le mie storie d'amore, che lo si sa che fuori dalla comfort zone trovi la tua Vera io... ed io non mi ci sono cimentata mai...

Cattiva Patalice. 
Cattiva.
...e se fosse troppo tardi?

un lunedì che ha, particolarmente, del lunedì

Il lunedì è più una condizione mentale che un giorno della settimana vero e proprio... Diciamo che, volenti o nolenti, ci troviamo un po...