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Nutella e niente vibrazioni negative

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...ci sono momenti nella vita durante i quali di certe cose non hai bisogno, ma necessità!

Punto.

Come comprare un inutile paio di calze a rete che metterò nel cassetto, e non so se mai indosserò;
trascorrere il pomeriggio guidando senza meta, con l'autoradio che a palla manda Masini e mi fa cantare come se non ci fosse un domani;
bere un caffè con l'amica del cuore spettegolando come se fosse una questione di stato;
accendere una candela profumata e farsi un bel bagno caldo anche se sono solo le 4 del pomeriggio;
cenare con latte e biscotti, sul divano, in pigiama;
drogarsi di film di Julia Roberts e di vecchi episodi di "Sex & The City";
scegliersi un nuovo look e chiedere alla parrucchiera di fiducia di infierire senza ritegno, sul nostro vecchio aspetto.

Sono quei momenti durante i quali la tristezza è depressione,
la forma fisica è quella di una lumaca bradipeggiante,
 e la voglia di vivere rasenta il Giacomo Leopardi's style.

Ecco, sappiate che io sto …

...ansie da Christmas time...

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L’albero di Natale l’ho fatto.
E' incredibilmente bello, con delle lucine che si accendono e si spengono, e poi sbarbellano; con delle palle bianche fatte a mano, con delicati cuori oro, ed immagini natalizie vintage.
L'ho fatto una sera, appena tornata dai mercatini di Bolzano e Merano, con ancora gli occhioni sberluccicanti di merry christmas... 
I miei vicini di casa hanno tirato fuori quell’assurdo, bruttissimo e imbarazzante Babbo Natale che si arrampica al balcone, re del trash, secondo forse solo all'idea malsana degli altri miei vicini, che hanno investito in un discutibile proiettore laser da giardino, che rimanda obbrobriose lucette sulla facciata della casa.  Le mie amiche Tommy, che hanno la forneria più meravigliosa del mondo, hanno messo in vetrina casette biscottose e renne glassate, senza contare i panettoni farciti di pistacchio, pera e cioccolato, o tradizionali, che sono una meraviglia. Le foto Facebook rimandano le prime decorazione home made, i negozi proli…

10 cose inutili da sapere, ma che fanno sorridere e quindi bene così

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Ci sono mattine di inizio dicembre in cui non c’è proprio niente da fare.
Ok, Sky ci regalerà un intero canale di cinema natalizio…
Ok, le città si fanno in quattro per organizzare mercatini ed iniziative, volte a farci spendere anche ciò che non abbiamo…
Ok, hanno importato pure il Black Friday e inventato il Cyber Monday…
Ma ci sono giornate che, come dice mia nonna, vanno dormite.

Punto.

Perché nemmeno la frittella grondante zucchero e calorie, o la tazza di vin brulè, che simula l’alcolismo intrinseco delle feste, possono aiutare a uscire dalla sadness zone, che ci attanaglia, inesorabile, di quando in quando.

Io sono una particolarmente frenetica, che alla tristezza atavica assesta grossi calci nel deretano, a suon di chiasso e iper-attività, eppure anche io, alle volte, sono preda affranta dell'auto-commise
Mi è successo giusto ieri, mentre vagavo con la mente nei meandri delle paturnie, vaneggiando di chissà quali viaggi sul patibolo da compiere, di riflettere sulla forza che ha l&…

la fine di un amore in musica

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Ti svegli al mattino e lui non c’è. C’è, invece, un bigliettino giallo, un post it, sopra lo specchio. “Mi spiace, non posso più andare avanti. Non odiarmi” D’accordo, questa era Carrie Bradshow di “Sex & the city”, ma sebbene non ci abbiano distrutto così platealmente il cuore, chiunque di noi ha conosciuto le pene di un amore finito. E’ una specie di percorso a step, un viaggio a ritroso per ricongiungerci con quella “me stessa” che c’era prima e che troveremo ancora in fondo al tunnel, ma che, per ora, è solo un cumulo di macerie. 
Prende forma nella lacrima, si annida nella disperazione, vibra in cucchiaiate di gelato e Nutella, e scuote le menti in bicchierini di vodka e shopping senza freno. Rimettersi in gioco, dopo la fine di una relazione, non è cosa facile e non tutte lo fanno allo stesso modo: c’è quella che si appropria del reparto geriatria della sua esistenza, dividendosi tra plaid e tisane, ogni benedetto venerdì sera; e quella che sfodera armi da Moana Pozzi e diventa la…

oggi è il 25 novembre ed io odio

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Oggi è il 25 novembre,
e sono qui, che torno a scrivere nel posto più casa che conosco.
Il MIO posto, quello nel quale sebbene lo possa leggere chiunque, io sento di stare sola con me.

Oggi è il 25 novembre,
e scriverò in relazione al fatto che manca un mese a Natale.
Anche se ci sarebbero una miriade di altre cose che sarebbe doveroso scrivere.

Oggi è il 25 novembre,
e da domani si inizierà con quella tiritera del siamo tutti più buoni.
Ed io, che più ancora che nel Natale, sguazzo nell'atmosfera dell'arrivo del Natale,
sposerò la teoria facendo il 300% per esserlo, più buona.

Ma oggi anche no.
Oggi è l'ultimo giorno che Dio manda in terra per una come me, possa essere cattiva come sono.
L'ultima occasione utile per lamentarmi, incazzarmi, ed esprimere il mio dissenso,
senza rischiare di non ricevere regali sotto l'albero.

Ergo,
pre periodo che amo,
concentrazione di cose che odio:

*la gente che sputa per terra;
*i buonisti a tutti i costi;
*chi sbaglia le H;
*le K a…

semplicemente ciao

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Non sono scomparsa.
Sono in pausa.
Forse più da me stessa che da tutto il resto.
Ma siccome la mia vita stava riportando tutto al ritmo della lamentela continua, e alla sfumatura dell'elucubrazione esistenziale,
di nuovo,
ho deciso che mi metto in pausa.
Non scrivo.
Non commento.
Non condivido.
Devo tornare a respirare, dove l'ossigeno non serve.
E va bene così.

è stata la settimana... che è stata, ma è finita

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E' stata la settimana del cambio di stagione.
Ed è stata dura.
Ci ho messo due giorni ed ho sacrificato l'allenamento in palestra.
Ma ce l'ho fatta.
Pulendo gli armadi, i cassietti e la scarpiera da cima a fondo; buttando piuttosto che tenendo; cercando di mettere in pratica un minimo di Marie Kondo, e della sua arte del riordino, senza riuscirci per davvero...

E' stata la settimana dei primi bagordi post pancreatite
La pizza, la doppia colazione...
Piccoli piccoli passi, dei quali non riuscivo più a fare a meno!
Mi mancano la cioccolata calda, i biscotti al burro, la cotoletta ed il sushi...
Però almeno stiamo approcciando cosette che sono un po' meno insipide e annacquate.
E, fino ad ora, non ci sono stati grossi dolori, grossi drammi, e corse pazze ed insensate al pronto soccorso, in preda all'incubo pancreatite!
Però mi mancano la cioccolata calda, i biscotti al burro, la cotoletta ed il sushi...
L'ho detto già?


E' stata la settimana del compleanno di…